Il blog di Italians for Darfur

lunedì, settembre 17, 2007

"Italians for Darfur" ospite a Uno Mattina

E' stato bello, ma è stata dura... La giornata di ieri è andata alla grande, solo ora riesco a trovare il tempo per gioirne con voi. Rinnovo i ringraziamenti che ha provveduto Leo a inoltrare prima ed esorto chi non c'era a essere presente la prossima volta perché la nostra battaglia non si ferma. Anzi. E' adesso che bisogna imprimere un'azione ancora più incisiva. Intanto domani saremo in diretta sulla Rai, a Uno Mattina. Alle 8,40 una rappresentante di 'Italians for Darfur' sarà ospite in studio di Giovanna Rossiello, la conduttrice che cura lo spazio sulla solidarietà. Spero che abbiate la possibilità di vedere la trasmissione. Se così non fosse state certi che vi informerò su come è andata.
Un abbraccio a tutti.
Anto

Ps. Intanto vi segnalo questa notizia.

Apc-*DARFUR/ EX COMANDANTE ONU: FORZA DI PACE RISCHIA UN NUOVO RUANDA

Lettera aperta al comandante delle truppe Onu-Ua, Martin Agwai

Roma, 17 set. (Apcom) - Il Darfur potrebbe diventare un nuovoRuanda per le Nazioni Unite. E' questo il monito lanciato dalcomandante della fallimentare missione di pace Onu del 1994 inRuanda, Romeo Dallaire, al generale nigeriano Martin Agwai, cheguiderà la forza di pace ibrida Onu-Unione africana che verràdispiegata nei prossimi mesi nella regione sudanese.
In una lettera aperta, Dallaire consiglia ad Agwai di esigereuna chiara catena di comando, un forte mandato, risorseappropriate e un rapido dispiegamento degli uomini. Ma lo invitaanche a guardarsi le spalle. "Ti devi aspettare di essere traditoda coloro da cui dipendi per truppe, fondi, logistica o impegnopolitico - scrive Dellaire in una lettera aperta, riportata oggidal Guardian - ricordati che chiunque fallisca sarai tu, allafine, ad essere il più criticato per quanto non è andato per ilverso giusto".
Il primo consiglio che l'ex comandante Onu, oggi senatorecanadese, offre al generale nigeriano è quello di pretendere daivertici Onu e Ua una chiara catena di comando; quindi di fare ilpossibile per "ostacolare l'intervento di Khartoum", che cercheràdi limitare i poteri Onu in difesa dei civili. "Le intenzioni delregime di Khartoum verso una effettiva, imparziale applicazionedel mandato Unamid sono molto dubbie", scrive Dallaire. Khartoumha approvato la missione di pace soltanto nei mesi scorsi, doporipetuti rifiuti. La forza di pace sarà composta da militariafricani e arabi, a cui l'Onu garantirà sostegno logistico efinanziario. In questo senso si sono già espressi i governi diRoma e Londra.
Dallaire era al comando della missione Onu in Ruanda quandoscoppiò il genocidio, nel 1994. In meno di 100 giorni vennerouccisi oltre 800.000 tutsi e hutu moderato. L'ex comandante inviòdiverse richieste di rinforzi all'Onu per intervenire e fermare imassacri che avvenivano sotto i suoi occhi, ma il Consiglio diSicurezza respinse tutte le sue domande. L'ex comandante halasciato le forze armate canadesi nel 2000 per stresspost-traumatico, che lo ha spinto diverse volte a cercare ditogliersi la vita. Ripresosi, è oggi uno strenuo difensore deidiritti umani.
Nella regione occidentale del Sudan è in corso da oltre quattroanni un conflitto che oppone il governo alla popolazione locale,che decise di imbracciare le armi per pretendere maggioreautonomia e maggiori risorse da investire nello sviluppo delDarfur. Da allora si stima siano almeno 200.000 i morti e oltre2,5 milioni i profughi e gli sfollati.
Sim
170844 sep 07GMT

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