Il blog di Italians for Darfur

lunedì, novembre 12, 2007

Nasce il «Fondo italiano per la pace in Africa»

Durante il Forum della cooperazione internazionale, il governo italiano ha annunciato l'istituzione del "fondo italiano per la pace in Africa". Una bella realtà: il fondo dovrebbe essere speso soprattutto per il Corno d'Africa e per la martoriata regione del Darfur.
Questi nasce con un apporto di 40 milioni di euro, purtroppo poca cosa rispetto alle reali necessità del continente africano.
Infatti le notizie che arrivano negli ultimi tempi da tutta l'Africa sono tutt'altro che confortanti.
In Somalia la situazione sta precipitando; nelle ultime settimane gli scontri tra milizie governative, appoggiate dall'esercito etiopico e corti islamiche sono aumentati e si assiste a scene che ricordano gli scontri del 1992, con i corpi dei militari trascinati per le strade di Mogadiscio tra gli applausi della gente.
Qualche giorno fa c'è stato un appello di 40 ONG a trovare un modo per raggiungere la popolazione più colpita,i solata e priva di soccorsi a causa del caos e della mancanza di sicurezza che regna in Somalia.
In Etiopia il riacuttizzarsi di antichi strappi tra il fronte di liberazione dell'Ogaden e il governo centrale sta provocando una crisi umanitaria che ha già investito oltre 600.000 persone: da aprile, quando il fronte ha attaccato i pozzi petroliferi di una ditta cinese, ogni giorno si assiste a scontri armati, che di fatto coinvolgono anche la popolazione civile; anche due attivisti per i diritti umani, detenuti in carcere dal 2005, rischiano ingiustamente l'ergastolo in un processo che vede coinvolti vari oppositori del governo e per i quali Amnesty International ha proposto una petizione.
L'altro fronte che desta preoccupazione è quello del confine tra Etiopia ed Eritrea; secondo un allarmante rapporto delle Nazioni Unite sarebberò avvenuti già sconfinamenti da entrambe le parti,nonostante l'accordo di pace firmato nel 2000. Naturalmente il rischio di coinvolgimento di civili anche qui è più che reale.
Ultimissime notizie parlano anche di un peggioramento dei rapporti tra nord e sud Sudan; il comitato congiunto che avrebbe dovuto cercare di risolvere i punti del trattato di pace ancora in sospeso si è sciolto,confermando il rischio di una riesplosione del conflitto che in vent'anni ha provocato oltre 2 milioni di vittime.
Situazioni che sono legate inesorabilmente da un filo comune con la situazione in Darfur: gli attacchi ai pozzi petroliferi cinesi evidenziano il "monopolio"che la potenza asiatica sta assumendo sulle risorse dell'Africa, incurante delle sofferenze a cui è costretta la popolazione. E la disinformazione, il disinteresse, o parziale e non decisivo interesse della comunità internazionale, non fanno altro che gettare insicurezza sulle sorti del continente africano, purtroppo sempre più abbandonato a se stesso.

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1 Comments:

  • Ottimo post, ma scrivo qui per ricordare ai nostri lettori che Europei e Statunitensi fanno buona compagnia alla Cina..
    :oP

    By Blogger Mauro, at 3:02 PM  

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