Il blog di Italians for Darfur

giovedì, luglio 31, 2008

Un pomeriggio al Play Art Arezzo festival...

Domenica 27 luglio 2008, vado ad Arezzo per presentare il mio volume “Le sfide della diplomazia internazionale”. Una volta tanto decido di lasciare mio figlio Matteo (tre anni) alla nonna e di andare con mia moglie, per un’iniziativa che ritengo interessante, di grande prestigio e visibilità, per me personalmente e per l’associazione.
Arrivo ad Arezzo verso le 16,30, circa un’ora prima dell’orario previsto per la presentazione, il luogo scelto è splendido, Piazza San Francesco, uno dei luoghi “storici” della città, dove peraltro hanno girato alcune scene del film “La vita è bella” di Roberto Benigni.
Nella piazza è tutto pronto; è stato predisposto un palco perfetto per presentazioni e seminari… noto una gran presenza di posti a sedere, cosa che mi colpisce, perché saranno circa un centinaio e penso che difficilmente potranno essere occupati tutti… non certo per l'oratore e i temi trattati, ovviamente, ma perchè è una domenica pomeriggio di fine luglio...speriamo almeno non si notino tanto i posti vuoti, penso…
Comunque, lascio lo zainetto con i miei appunti ed un po’ di copie del libro e vado a fare un giro, a prendere un caffè, a trascorrere qualche minuto prima di tornare nella piazza ed iniziare la presentazione. Girando per le vie del centro vedo le locandine dei giornali che parlano del successo del festival, giunto alla giornata finale, in cui, per il concerto serale di Max Gazzè e Carmen Consoli, sono previste oltre 10,000 persone! Stando a Roma, in effetti non ci si rende bene conto dell’importanza di questa iniziativa, che ci sembra solo una fra le tante di musica nel periodo estivo, ma che in effetti, a viverla dall'interno e a giudicare dalla presenza di locandine, segnalazioni di eventi e pubblicità varia, caratterizza ed anima la città per oltre una settimana e riunisce, iniziative di musica, letteratura e cinema.
Ritorno verso le 17,40 (come al solito mi chiedono il solito quarto d’ora accademico), vado al bar davanti alla postazione del Play Art dove mi viene presentato Vauro Senesi, noto vignettista de “Il Manifesto” e della trasmissione “Anno zero” di Santoro; una persona che trovo istintivamente simpatica, alla mano, con cui parliamo brevemente del mio libro, dell'associazione e del Darfur.
Ore 17,50 circa inizia la presentazione, mi siedo nello sgabello, che per scomodità farebbe invidia alla famosa (o famigerata…) poltrona di Fracchia, sul quale mi ritrovo appollaiato “stile-gufo” sull’apposito trespolino (coma da foto). Inaspettatamente, le sedie che temevo potessero rimanere desolatamente vuote, ora sono quasi tutte occupate e comincia finalmente la presentazione, condotta da Gabriele Ametrano, giornalista della redazione di Firenze de “Il Corriere della sera”, che mi fa diverse domande sul concetto di escalation del conflitto (il tema portante del volume), la situazione nel Darfur e il conflitto in Cecenia.
Sul Darfur non ho detto nulla di particolare e nuovo rispetto ad una presentazione generale di una situazione che, purtroppo, resta di grande complicazione e stallo dal punto di vista diplomatico, con un rischio anzi di peggioramento in seguito alla richiesta di accusa presentata dal Procuratore generale della Corte Penale Internazionale per il Presidente del Sudan Bashir del 14 luglio scorso.
Concludo la presentazione così come l’avevo iniziata, ossia parlando dell’associazione (dando riferimenti ed indirizzo) e del nostro impegno per favorire, in ogni modo possibile, la conoscenza del conflitto, chiedendo la partecipazione e l’appoggio di un maggior numero di voci…per l’occasione ho pensato allo slogan “Più voci abbiamo, più abbiamo voce”… chissà, magari potrà tornarci utile anche in futuro. In tutto parlo circa 45 minuti e sono soddisfatto perché c’è stata una buona partecipazione e perché mi sembra che la gente sia stata a sentire “attivamente” piuttosto che sonnecchiare al sole di un tardo pomeriggio di fine luglio.
Chiudo la giornata andando a salutare Vauro, il quale mi dice di aver apprezzato l’intervento (soprattutto l’aver chiarito che il conflitto è tutto tranne un conflitto religioso e che la componente etnica è secondaria rispetto alle questioni politiche) e il nostro impegno come associazione. Lui in Sudan c’è stato da poco (a Juba, capitale del Sud) ed è una situazione che conosce bene; lo saluto lasciandogli una copia del libro e invitandolo a scrivere qualcosa sul nostro blog e magari partecipare con un pensiero, una vignetta, qualcosa che possa arricchire il sito. Resto ancora un po’ in zona, fino a quando le nuvole sovrastano il cielo, ormai non più soleggiato e andiamo a riprendere la macchina per tornare verso Roma…è quasi sera...tutto sommato, è stata una giornata positiva.
Stefano Cera per IB4D

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2 Comments:

  • Regali copie a tutti, alla fine l unico che se l è pagata sono proprio io! Ma dimmi te, neanche un libro gratis ci rimedio!! Ah ah..
    :D
    bella storia! :)
    Alla prossima!
    Mauro

    By Blogger Mauro, at 2:34 AM  

  • Grande Maurone...sai però che ho in serbo per te una copia della Rivista Aeronautica!!!!!
    Quando passi a Roma fammi un fischio!
    Stefano

    By Blogger Stefano, at 4:14 PM  

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