Il blog di Italians for Darfur

sabato, aprile 10, 2010

Nell'attesa del voto

SUDAN: ONG, GIORNATA MONDIALE PER ELEZIONI TRASPARENTI
DAL MALI ALL' ITALIA SI 'BATTE UN COLPO PER LA PACE'

(ANSA) - ROMA, 10 APR - Migliaia di persone appartenenti a 18 diverse nazioni parteciperanno a una giornata di 'attivismo coordinato a livello mondiale' per chiedere che i partiti sudanesi assicurino la correttezza delle imminenti elezioni affinche' non si trasformino in un nuovo punto di innesco per violenze e abusi dei diritti umani.Dal Mali alla Norvegia, dal Sud Africa a Israele, dal Senegal all'Italia, gli attivisti di 'A Beat for peace' saranno contemporaneamente in piazza per manifestare sostenuti da famosi percussionisti come Stewart Copeland dei Police, Phil Selway dei Radiohead, il Mustafa Tettey Addey del Ghana, la pop star medio orientale Mohamed Munir e Tony Esposito per l'Italia, che il 28 aprile a Roma terra' un concerto a sostegno della campagna.'Attraverso la nostra azione - afferma Antonella Napoli, presidente di 'Italians for Darfur' - chiediamo ai leader mondiali di assicurare che non si assuma il solito atteggiamento da ignavi nei confronti del regime di Bashir durante il periodo delle elezioni. E' necessario essere piu' vigili del solito sugli eventi in corso. Da tempo denunciano che la campagna elettorale si sta svolgendo in un contesto instabile, come dimostra la recente offensiva nella regione del Jebel Marra in Darfur - nel quale centinaia di civili sono stati uccisi e migliaia sono stati allontanati dalle loro case - e l'aumentata violenza nel Sud Sudan'.Anche 'Italians for Darfur', che e' tra i promotori dell'iniziativa con Amnesty International, Human Right Watch e Save Darfur Coalition, partecipa con un Drum Circle facilitato che si terra' domani, 11 aprile, al Teatro del Lido di Ostia, dalle 16.30. 'Chiunque - ha spiegato Antonella Napoli - puo' partecipare a questo 'cerchio di tamburi' facilitato. Non e' necessario essere musicisti per divertirsi con la musica e lanciare messaggi di solidarieta'. Un certo numero di percussioni sara' disponibile per chiunque voglia farsi sentire, ma possono bastare anche una pentola o un coperchio e un mestolo. E tanto entusiasmo per battere insieme un colpo per la pace e per la giustizia in Sudan'.

(ANSA).RF 10-APR-10 12:23

4 Comments:

  • L'informazione televisiva (fonte principale di informazione 'casuale' per molti di noi, 'cittadini del mondo') si limita a contare i morti, oppure, raramente si mostrano filmati di gente che muore per l'assenza di tutto.
    Mi chiedo, come si fa a morire di fame in un paese che vende centinaia di migliaia di (o forse milioni) di barili di petrolio al giorno?
    In soldi, è una cifra impensabile anche per gli stati occidentali, che nonostante corruzione e politici senza scrupoli che 'drenano' costantemente ovunque ci sia un flusso di denaro (pubblico).
    Forse la presenza costante di un dialogo che permetta ai 'politici' di stati come il Sudan, di progredire nella consapevolezza di una etica che si ponga al disopra dei limiti delle religioni, potrebbe aiutare (nel tempo) a risolvere questi gravissimi problemi umanitari.
    Dove c'è ancora troppa ignoranza è troppo difficile la realizzazione di una vera democrazia moderna, ci si lascia guidare dalla fame e da pregiudizi di razza o religione. Una guerra tra 'poveri'.
    La vera solidarietà potrebbe iniziare con un lavoro di dialogo che permetta la crescita della consapevolezza. Il potere e la gestione del potere di una nazione o di un popolo, vanno intesi in termini corretti. Che ci siano elezioni pulite o meno. Sono i principi che debbono essere perseguiti. In alcune nazioni progredite, 'democratiche' non mancano azioni di guerra o di sopruso, prevaricazione e violenza, a scapito dei più deboli, a qualsiasi livello, nazionale o internazionale, che coinvolgano popoli vicini o lontani... Non basta avere delle elezioni per poter garantire un percorso democratico o un più sano progredire della nazione per il suo popolo e nel rispetto di tutti. Secondo me serve il dialogo, una profonda 'conversione' verso quei valori inalienabili dell'essere umano. La profonda ignoranza ha mosso folle in tutto il mondo, anche qui in Europa abbiamo assistito a troppe 'crociate' per fortuna oggi meno frequenti di ieri, oppure mascherate da ipocrisia e da finanza, alta finanza, finanza creativa o immaginaria... fantasmi che agiscono nel male di tutti e per la ricchezza di pochi.
    Credo che in un paese dove c'è ancora troppa gente che non sa nemmeno scrivere il proprio nome ci sia spazio e la possibilità di crescere attraverso un dialogo vero e costruttivo. I soldi ci sono, ne hanno 'a palate', manca una vera capacità di 'sentire' e di agire per poter offrire a tutti una vita migliore, una vita che metta al centro l'uomo e anche la serenità, senza l'odio razziale o religioso, pronti a mascherare solo la voglia di potere o di arricchirsi a dismisura.
    Il genocidio rimarrà per sempre nella mente anche di chi lo ha comandato, ordinato, al quale si somma la vista dei troppi affamati nei campi profughi. Questo è puro dolore, non c'è "Dio" o uomo sulla terra che possa procedere per decenni in progetti così disumani senza sentire costantemente di aver sbagliato e di continuare a sbagliare, io credo che abbia bisogno di 'uscire' fuori dal quel ruolo di morte e per farlo ci sia bisogno di tante tantissime parole, organizzate in un costante dialogo di crescita e di riflessione, didattico, perché no? e pazientemente ricostruire un percorso di vita interrotto dalla cieca violenza. Le associazioni umanitarie, governative o di volontari potrebbero lavorare in questo modo, forse questo 'parlare' garantirebbe ancor più delle libere elezioni. Non ci si scambia le parti nel ruolo di potere, per poter 'crescere', o isolarsi con delle finte 'barriere' per potersi sentire protetti. A cosa servirebbero nuove frontiere, quando poi se guidati dall'odio, peggio dal rancore, si spenderebbe tutto il tempo a fare la guerra per confini, petrolio o religione?
    bisogna offrire uno sforzo culturale, la crescita delle coscienze, uno sviluppo costante su temi profondamente umani, scoprire la vera etica, al di sopra delle religioni che 'uccidono'. (parte 1)

    By Anonymous Anonimo, at 12:35 AM  

  • (parte 2)
    Credo che "non importa" chi vincerà le elezioni (risultato “prevedibile” o meno in questo clima "non sereno"...), credo che sarà indispensabile offrire a chiunque gestisca, gestirà, lo stato, le vite, offrire dialogo, idee, per poter veramente imparare concetti 'semplici' ma fondamentali: il rispetto della vita.
    Poi, passo passo, si potrà fare moltissimo, i soldi non gli mancano di sicuro. Credo

    By Anonymous Anonimo, at 12:36 AM  

  • Ciao Anonimo, grazie per il tuo prezioso intervento che mi trova pienamente in sintonia. Spero tu voglia anche farci sapere il tuo nome ;) e spero vorrai collaborare, se già non lo fai, con la nostra associazione.
    Per info: info@italiansfordarfur.it

    Cordiali saluti,
    Mauro Annarumma

    By Blogger Mauro, at 2:12 AM  

  • @Mauro
    Ti ringrazio per la 'sintonia'.
    Sono convinta che il dialogo sia la forma migliore per poter crescere. Un dialogo costruttivo, ricco di valori e sensibilità verso l'umanità, ma ricco anche di contenuti che possano contribuire alla preziosa formazione per la crescita di un popolo che, per ovvi motivi di durezza e asprezza del territorio, ha vissuto nel troppo dolore e nella lotta alla sopravvivenza senza ricevere attenzioni e veri aiuti formativi da quei popoli che si sono a lui avvicinati.
    Il colonialismo, forma di contatto tra culture diverse, con popoli che avevano avuto la fortuna di nascere e progredire in zone ben più vivibili del mondo, storicamente non ha portato civiltà, conoscenza, educazione, mezzi, ma solo sfruttamento...
    e oggi siamo spettatori inorriditi di fronte all' "organizzazione" politica, sociale, economica, di un popolo che non ha mai avuto molto, che ha sviluppato come modo di vivere la prevaricazione del prossimo, soprattutto facendo ricorso alla violenza, e che in questo agire rimane fermo nella conoscenza arcaica.
    "Conoscenza" che è "consapevolezza e comprensione dei fatti", limitata alle conoscenze e alla capacità di comprensione "arcaica", ricca purtroppo di troppi misteri che incutono tanta, troppa paura.
    Si può agire, si può aiutare comunicando, attraverso l'educare, per insegnare, grazie anche all'apporto di conoscenze acquisite nella storia da altre culture, i valori di una macro-etica, che è l'unica vera cultura possibile per garantire i diritti di un popolo, che è parte dell'umanità intera.
    Liberare un popolo da uno stato di indigenza totale, oltre che di violenza, significa anche aiutare a formare, educare coloro che lo guidano, che siano chiamati a farlo in modo legittimo o meno.

    By Anonymous Anonimo, at 2:14 AM  

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