Il blog di Italians for Darfur

lunedì, maggio 01, 2006

EMERGENZA DARFUR. MA IL GENOCIDIO IN SUDAN NON FA NOTIZIA


Nel Darfur si muore da tre anni ma l’allarme lanciato da organizzazioni umanitarie e militanti per i diritti civili rimane inascoltato dai maggiori media occidentali e dai movimenti pacifisti in tutto il mondo. Finora si contano trecentomila morti, duecentomila rifugiati e due milioni e mezzo di sfollati che hanno fatto valere alla crisi il titolo di «genocidio».
Eppure, i principali responsabili del genocidio sono ancora liberi: sono il governo sudanese, l’esercito e le milizie paramilitari arabe dette Janjaweed. Eppure sono state aperte diverse inchieste delle Nazioni Unite che hanno evidenziato i crimini contro l’umanità commessi nella regione: villaggi bruciati, donne e bambine violentate, bestiame confiscato, pozzi d’acqua e coltivazioni distrutte, violenze che hanno come oggetto i neri musulmani, cattolici e animisti, colpevoli di non essere arabi. Sono state inoltre approvate diverse risoluzioni dal Consiglio di Sicurezza, inviata sul posto una missione dell’Unione Africana (AMIS) e discusso il caso presso la Corte penale internazione dell’Aja. Le aree più critiche sono i territori del darfur occidentale, lungo il confine con il Ciad e oltre, dove l’assenza di condizioni di sicurezza hanno ostacolato anche l’accesso degli aiuti umanitari.Il Ministro degli Esteri britannico Jack Straw ha denunciato sull’International Herald Tribune che il governo del Sudan e i movimenti ribelli violano la tregua ogni giorno e attaccano anche i convogli umanitari.Anche il Presidente degli Stati Uniti Bush ha definito la crisi del Darfur un genocidio, e ha chiesto di inviare quanto prima un intervento dei caschi blu dell’ONU per difendere la popolazione civile del Darfur [fonte: TheNewYorkTimes del 22 febbraio].
La missione dell’ONU dovrebbe sostituire quella dell’Unione Africana di 7000 unità, insufficiente a contenere le violenze delle milizie contro la popolazione civile. La missione dei caschi blu dovrebbe contare infatti almeno 20000 unità,avere un mandato forte ed essere purtroppo pronta a usare le armi ma non sarebbe comunque operativa prima di sette mesi. Intanto il governo di Khartoum ha chiuso oggi 15 marzo tre delle sedi di una delle poche associazioni per i diritti umani con sede in Sudan, la SUDO, perchè non gradisce il suo operato.
Putroppo l’opinione pubblica non sembra interessarsi al genocidio in atto nel Darfur. Si potrebbe sospettare che l’assenza del coinvolgimento degli USA in questa grave crisi umanitaria, possa aver determinato il disinteresse generale di quella parte della popolazione occidentale tanto attiva in altri momenti nel far sentire la propria indignazione difronte a simili atrocità condotte contro l’uomo. E’ in atto uno sterminio, perchè non ci sono proteste, cortei, concerti di solidarietà? Lo stesso accade per i morti della Cecenia, del Vietnam, del Nepal, di Cuba. Per iniziare, spargiamo la voce: è in atto un genocidio.

3 Comments:

  • ciao , sono un'operatrice umanitaria di rientro dal darfur .. ho vissuto 6 mesi , lavorando a strettissimo contatto con la communità locale. La cosa che mi ha colpita di piu è la forza di queste persone sfollate di reagire , di resistere e di rinventarsi ogni giorno. Il Darfur ti entra dentro e lo porti addosso sulla pelle, io ho nel cuore tutte le persone con cui ho lavorato!
    carlotta

    By Blogger carlotta, at 2:35 PM  

  • è urgente mobilitarsi per far conoscere e affrontare la drammatica condizione del darfur. E' necessario anche fare un lavoro locale per coinvolgere le nostre popolazioni e sensibilizzarle sul grave stato delle cose.
    www.pasqualeorlando.it

    By Blogger pasqualeorlando, at 11:31 PM  

  • FACCIO UNA PROPOSTA la proposta è fatta all'unico scopo di tentare di risolvere il problema del popolo del Darfur provincia del Sudan devastata dallo stesso suo governo con il fine di cacciarne e annientarne la popolazione scopo finale rubare le risorse petrolifere ivi contenute senza distribuirle al popolo darfuriano ,mi è venuta l'idea dopo avere parlato tempo fa con un missionario comboniano mio conoscente ,è lui che in realtà l'ha buttata giù così ma andrebbe sviluppata.
    Le cifre della strage degli innocenti darfuriani sono gravi: 200 mila morti e oltre due milioni di profughi
    a chi giova tutto ciò? al governo sudanese, ma ancora di più alla Cina che lo protegge in consiglio di sicurezza ONU ,pronta a papparsi attraverso le sue società petrolifere le risorse petrolifere del Darfur di cui ha una sete spaventosa per il suo sviluppo.
    ECCO LA PROPOSTA DA FAR GIRARE
    Propongo di FARE UN BEL serio BOICOTTAGGIO da ALLE MERCI CINESI(CINA POPOLARE) ed eventualmente ai costruttori di merci che usano componentistica cinese nei loro prodotti. scopo :indurre il governo cinese ,complice del genocidio in Darfur a smettere di coprire il Sudan (sia all'ONU che con rifornimenti di armi)
    l'idea sarebbe anche di far girare la proposta ai forum ai blog e alle tv indipendenti chi la manda la proposta a Grillo?
    chi compra merci cinesi deve sapere che la Cina è complice se non addirittura mandante del genocidio del Darfur
    petrus romanus

    By Anonymous Anonimo, at 3:36 AM  

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