Il blog di Italians for Darfur

mercoledì, gennaio 17, 2018

Manifestazione a Khartoum: arresti e percosse della polzia

Dozzine di manifestanti sono stati picchiati ed arrestati dalla polizia e dagli agenti di sicurezza a Khartoum mentre centinaia di sudanesi erano scesi in strada in una marcia pacifica per protestare contro l'impennata dei prezzi delle materie prime.

La scorsa settimana, il Partito Comunista Sudanese (SCP) aveva chiesto alle autorità statali di Khartoum il permesso di organizzare una marcia pacifica contro l'aumento del prezzo del pane, ma la richiesta era stata respinta.

Tuttavia, il SCP si è unito ad una serie di partiti di opposizione, attivisti ed organizzazioni della società civile che hanno insistito nell'esprimere il loro diritto costituzionale alla protesta pacifica ed hanno invitato le masse a radunarsi vicino al palazzo presidenziale nel centro di Khartoum martedì per marciare verso la sede dello Stato.

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martedì, gennaio 16, 2018

Sudan non a conoscenza del cambio di mediatore per la pace

La delegazione di Governo per le Due Aree ha detto che il Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana (AUPSC) non ha notificato al Sudan che il blocco regionale dell'Africa Orientale IGAD avrebbe svolto lo sforzo di mediazione al posto del mediatore africano Thabo Mbeki.

L'esercito sudanese combatte il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) negli Stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro dal 2011, anche conosciuti come le Due Aree.

L'Alto Gruppo di Attuazione dell'Unione Africana (AUHIP), guidato dall'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki, sta negoziando i colloqui di pace tra il Governo sudanese ed il SPLM-N.

Si è ipotizzato che il blocco regionale avrebbe preso in mano il dossier negoziale delle Due Aree dopo che il rappresentante dell'IGAD a Khartoum, Lesane Johannes, lo scorso giovedì, ha discussola ripresa dei colloqui con il capo negoziatore del Sudan Ibrahim Mahmoud.

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lunedì, gennaio 15, 2018

Nuove truppe lungo il confine con l'Eritrea: minacce da Egitto ed Eritrea

Altre truppe della milizia governativa delle Forze di Supporto Rapido (RSF) sono arrivate nello Stato orientale di Kassala .

Dal 5 gennaio, il Sudan ha schierato migliaia di combattenti delle RSF a Kassala al confine con l'Eritrea dopo un decreto presidenziale che ha dichiarato lo Stato di emergenza.

A seguito di ciò, il Sudan ha chiuso il confine con l'Eritrea ed ha dichiarato la mobilitazione popolare a Kassala affermando che lo spiegamento di truppe lungo il confine eritreo è il risultato di minacce militari dall'Eritrea e dall'Egitto contro il Paese.

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venerdì, gennaio 12, 2018

Ripresa dei colloqui di pace tra Governo ed SPLM-N al-HIlu

L'ambasciatore dell’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) in Sudan, Lissane Yohannes, ha annunciato la ripresa dei colloqui di pace tra il Governo ed il Movimento per la Liberazione del Sudan - Nord Abdel Aziz al-Hilu (SPLM-N al-Hilu) il prossimo febbraio.

Lissane Yohannes, ha incontrato l'aiutante Presidenziale sudanese Ibrahim Mahmoud per discutere i modi per riattivare i colloqui di pace per porre fine al conflitto che dura da 6 anni negli Stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro. I colloqui sono mediati dal Gruppo di Attuazione ad Alto Livello dell'Unione Africana (AUHIP).


Parlando dopo l'incontro, Yohannes ha confermato ai giornalisti che Mahmoud ha espresso la volontà del Governo di riprendere i colloqui con il movimento ribelle SPLM-N al-Hilu.

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giovedì, gennaio 11, 2018

Ufficiale ONU chiede più fondi per la costruzione della pace in Darfur

Il Capo dei peacekeeping delle Nazioni Unite, Jean-Pierre Lacroix, ha esortato il Consiglio di Sicurezza a stanziare fondi per consolidare il processo di costruzione della pace in Darfur, poiché ha sottolineato che c’è un miglioramento tangibile della situazione della sicurezza sul terreno.


Jean-Pierre Lacroix, Sottosegretario Generale per le Operazioni di Mantenimento della Pace, ha informato il Consiglio di Sicurezza in merito ad una valutazione congiunta dell'Unione Africana-Nazioni Unite della riconfigurazione della fase 1 dell'UNAMID condotta nel periodo dal 7 al 17 novembre 2017.



Il rapporto di valutazione conferma che, dopo la vittoria militare contro i movimenti ribelli nel maggio 2017, "il Governo del Sudan sta consolidando saldamente il proprio controllo ed autorità statale attraverso in Darfur".

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mercoledì, gennaio 10, 2018

Le Forze Rivoluzionarie del Sudan chiedono unione per rovesciare regime

Le Forze Rivoluzionarie del Sudan guidate da Minni Minnawi (SRF Minnawi) hanno chiesto la creazione di un centro di opposizione unificato per rovesciare il regime.


In un video-messaggio diffuso ieri, il presidente della SRF Minni Minnawi ha affermato che il cambiamento è una responsabilità personale e collettiva che spetta ai partiti politici, alle forze di resistenza ed alle organizzazioni della società civile, nonché ai vari settori sociali.



Minni Minnawi ha, anche, detto che le forze di opposizione non farebbero cadere il regime a meno che l'opposizione non sia unificata sulla base di un programma minimo comune.

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martedì, gennaio 09, 2018

Sospetti scontri tra polizia e pastori nel Sud Darfur: 2 agenti uccisi

Lunedì, 2 agenti di polizia sono stati uccisi durante gli scontri a fuoco con dei pastori nella zona di Sergaila, nella contea di Tulus, circa 86 chilometri a sud di Nyala, Capitale dello Stato del Sud Darfur.

Un funzionario del Governo ha dichiarato ai media, in condizione di anonimato, che un residente locale ha notificato alla polizia che pastori armati hanno violato la sua fattoria e minacciato di ucciderlo.

Ha aggiunto che la polizia ha inviato una forza sulla scena dell'incidente, dicendo che i mandanti armati si sono rifiutati di obbedire alle direttive di polizia con la motivazione di appartenere alle Forze di Supporto Rapido (RSF).

"Questi hanno sparato alla polizia uccidendone il comandante ed un altro ufficiale nell'immediato", ha aggiunto il testimone.

Le milizie delle RSF sono state originariamente mobilitate dal Governo sudanese per sedare l'insurrezione scoppiata nella regione dell'Ovest Darfur nel 2003.

L'anno scorso, il Parlamento sudanese ha approvato l'RSF Act che integra le famigerate milizie nell'esercito sudanese e prevede che il suo comandante sia nominato dal Presidente della Repubblica.

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lunedì, gennaio 08, 2018

Proteste per l’aumento del costo del pane e confische di periodici

Le autorità sudanesi hanno lanciato domenica una campagna di arresti e confische di massa di alcuni giornali in seguito alle continue proteste contro le dure condizioni economiche.

Difatti, delle proteste sporadiche sono scoppiate venerdì a Khartoum e nello Stato di Gazira nel Sudan centrale contro la recente decisione del governo di aumentare il prezzo del pane.

Venerdì scorso, le panetterie avevano aumentato il prezzo del pane da 50 centesimi a 1 sterlina sudanese in seguito alla decisione del Governo di aumentare il prezzo del sacco di farina da 167 a 450 sterline.

Inoltre, le proteste sono continuate fino a domenica in vari Stati in seguito alle richieste dell'opposizione verso il popolo sudanese di scendere in strada per protestare contro l'aumento senza precedenti del costo della vita e del prezzo delle materie prime.

In questo contesto turbolento, il National Intelligence and Security Services (NISS) ha deciso di sequestrare le copie di 6 periodici senza dare una motivazione precisa.


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venerdì, gennaio 05, 2018

Il Sudan richiama il suo ambasciatore dall'Egitto per consultazioni

Il Sudan ha convocato il suo ambasciatore in Egitto per delle consultazioni, secondo una dichiarazione rilasciata dalla Farnesina giovedì.

"Il Ministero degli Affari Esteri ha deciso giovedì 4 gennaio 2017 di convocare l'ambasciatore del Sudan a Il Cairo, Abdel-Mahmood Abdel Halim, a Khartoum per delle consultazioni", conferma il Governo del Sudan

Nella dichiarazione non è specificata la ragione della decisione, anche se i media controllati dal Governo de Il Cairo hanno lanciato una severa campagna mediatica contro il Governo sudanese dopo la firma di un accordo di questo con la Turchia sull'isola di Suakin, nel Mar Rosso del Sudan.

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giovedì, gennaio 04, 2018

Al-Bashir estende la cessazione unilaterale delle ostilità per tre mesi

Il Presidente sudanese ha esteso la cessazione unilaterale delle ostilità per tre mesi, secondo una breve dichiarazione rilasciata nelle prime ore di giovedì.

"Il presidente della Repubblica, il maresciallo Omer Hassan al-Bashir, ha emanato giovedì un decreto che proroga il cessate il fuoco nelle aree delle operazioni militari per altri tre mesi", si legge nella dichiarazione.

Lo scopo della tregua unilaterale era inizialmente quello di creare un ambiente favorevole per i colloqui mediati dal Gruppo di Attuazione di Alto Livello dell'Unione Africana (AUHIP) per porre fine al conflitto armato negli stati del Nilo Azzurro e del Sud Kordofan e nella regione del Darfur.

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mercoledì, gennaio 03, 2018

Feriti negli scontri tra le milizie di Governo ed i rifugiati interni

Due membri delle milizie governative Rapid Support Forces (SRF) sono stati gravemente feriti durante gli scontri con gli sfollati interni (IDP) nel campo di Otash, circa tre chilometri a est della Capitale dello stato del Sud Darfur, Nyala.

Il Vicepresidente dell'IDPs and Refugees Association, Adam Abdalla Idris, ha dichiarato che gli scontri sono avvenuti dopo che due elementi delle SRF si erano rifiutati di pagare un pasto che avevano consumato in un ristorante all'interno del campo, costringendo il proprietario del ristorante a informare la polizia.

Idris ha aggiunto che la polizia ha cercato di arrestare gli elementi delle SRF, ma costoro hanno resistito e sparato contro gli ufficiali di polizia fino a quando hanno esaurito le munizioni.

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martedì, gennaio 02, 2018

Arrivati nel Sud Darfur gli ultimi rifugiati dalla Repubblica Centrafricana

L'ultimo gruppo di rifugiati sudanesi di ritorno dalla vicina Repubblica Centrafricana (CAR) è arrivato all'aeroporto di Nyala lunedì 1 dicembre, dopo oltre 10 anni di asilo.

Il gruppo fa parte di oltre 1500 rifugiati sudanesi arrivati da Dafak nello stato del Sud Darfur. Essi hanno cercato protezione nella Repubblica Centrafricana affermando che le loro case erano state bombardate dagli aerei del governo nel maggio 2007.

Il 12 dicembre 2017, dopo un anno di rimpatri, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha avviato l'ultimo blocco di rimpatrio dei 402 rifugiati sudanesi rimasti nel tormentato paese dell'Africa Centrale.

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venerdì, dicembre 29, 2017

SPLM-N Agar prolunga cessazione ostilità

Il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord sotto la guida di Malik Agar ha prolungato per un periodo di sei mesi la cessazione unilaterale delle ostilità ed ha rifiutato di incontrare il leader del Partito del Congresso Popolare (PCP) che propone di costruire un'iniziativa di pace parallela a il processo dell'Unione Africana.

La dirigenza esecutiva dello SPLM-N Agar, compreso il suo presidente Malik Agar, il suo vice Yasir Arman ed il segretario generale Ismail Jalab hanno discusso della situazione umanitaria nelle aree di interesse del gruppo ed hanno espresso la loro disponibilità a porre fine ai combattimenti con l'altra fazione dello SPLM-N guidata da Abdel Aziz al-Hilu nello stato del Nilo Azzurro.

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giovedì, dicembre 28, 2017

Il NISS arrestano un membro dell'opposizione del CSI

Le autorità di sicurezza sudanesi hanno arrestato un membro di spicco del gruppo CSI (Associazione per la Società Civile), Hasbo Ibrahim Amin.

Il CSI, membro dell'ombrello dell'opposizione del Sudan Call, ha confermato che il Sudan Intelligence and Security Services (NISS) abbia arrestato l'attivista di 75 anni nella sua casa nel nord di Khartoum.

I gruppi della società civile hanno condannato "il comportamento dell'apparato di sicurezza con i leader della società civile ed i suoi oppositori politici", si legge nella dichiarazione trasmessa ai media.

La dichiarazione è stata, poi, rivolta ai gruppi nazionali ed internazionali per i diritti umani oltre alle forze politiche per condannare la detenzione di Hasabo - che soffre di gravi condizioni di salute e richiede cure continue.

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venerdì, dicembre 22, 2017

Arrestata attivista diritti umani per vestire "in modo indecente"

Un giudice dello Stato di Khartoum ha dichiarato colpevole Wimi Omer, famosa attivista dei diritti umani e Mandela Washington Fellow 2017, per aver indossato un abbigliamento indecente.

La scorsa domenica, gli agenti di sicurezza hanno arrestato Wini Omer dopo un'udienza di 24 donne accusate di aver "indossato abiti indecenti" come pantaloni stretti e gonne corte durante una festa privata riservata ad esse. 

Secondo l'Articolo 52 del Codice Criminale, la Polizia per il Pubblico Ordine può arrestare chiunque non sia vestito in modo appropriato.


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