martedì, maggio 21, 2013
Secondo fonti sul campo, le perdite subite dal Fronte Islamico Nazionale della Milizia pro-governativa e dalle Forze Armate di Khartum, dal Sudan Revolution Front, avrebbero indotto il governo sudanese a permettere l'ingresso di milizie dal Chad, circa 100 veicoli corazzati, giunti a El Fasher in appoggio alle forze governative.
Dal canto suo, Khartoum promette pesanti azioni militari per porre fine alle campagne ribelli in tutto il Sudan.
venerdì, maggio 10, 2013
"Darfur's Gold Rush", un nuovo dossier spiega chi è dietro la nuova barbarie in Darfur
L'organizzazione non governativa Enough Project, grazie al Satellite Sentinel Project, ha esaminato il recente scenario del Darfur, dove le milizie armate di Abbas seminano il terrore per prendere il controllo sullo sfruttamento delle mine d'oro nel Nord Darfur. Secondo gli autori, le evidenze raccolte attribuirebbero le violenze perpetuate in Darfur al governo sudanese, in continuità con le atrocità commesse negli ultimi dieci anni da Khartoum.
Lo studio, di Omer Ismail e Akshaya Kumar, è stato pubblicato nel rapporto "Darfur's Gold Rush", ieri 9 maggio.
Dieci anni dopo la denuncia delle milizie janjaweed che, su commessa del governo centrale, commettevano atrocità a danno della popolazione del Darfur, le violenze continuano nella regione occidentale del Paese.
Sebbene il conflitto non sia mai realmente terminato in Darfur, dal gennaio 2013, ondate crescenti di violenza hanno martoriato la regione facendola precipitare nella peggiore crisi umanitaria degli ultimi anni. Susan Rice, ambasciatrice degli Stati Uniti nelle Nazioni Unite, ha sottolineato come, da gennaio ad oggi, si è registrato un numero oltre cinque volte maggiore di sfollati rispetto all'intero anno passato.
Oltre 150 villaggi sono stati bruciati e le Nazioni Unite stimano che almeno 150.000 persone siano state sfollate a causa di attacchi coordinati delle milizie di Abbala, tra le quali si annidano anche i janjaweed, storicamente legati al governo. In un ritorno del passato, la propaganda governativa , che sostiene che il conflitto in Darfur sia esclusivamente di origine tribale, è riuscita a prendere piede nell'immaginario collettivo e sulle interpretazioni dei recenti eventi.
Il dossier dà un'altra versione dei fatti, ricollocandoli entro una cornice storica e evidenziando il protagonismo del governo sudanese.
Grazie a molteplici interviste con fonti attendibili in Darfur, a Kartum e tra la diaspora dei rifugiati, Enough Project ritiene che le milizie di Abbala continuino la politica del terrore del governo per prendere il pieno controllo sullo sfruttamento delle nuove risorse minerarie del Darfur, che il governo ha recentemente scoperto essere ricco di oro.
Nemmeno il più sprovveduto degli osservatori del conflitto in Darfur non si accorgerebbe che le aree di maggiore violenza corrispondono alle periferie più ricche di risorse.
Per oltre un decennio, il governo del Sudan ha perseguito una strategia di sfruttamento economico delle periferie, assoggetandole attraverso la violenza e il controllo demografico. Questa politica ha portato a ripetuti sfollamenti, frammentazione, omologazione delle diversità etniche, incluso il Sud Sudan, che ha sancito la sua secessione dal Nord nel 2011, Darfur, Abyei, Monti Nuba, Nilo Azzurro e est Sudan.
Il partito di governo ha nuovamente rafforzato il proprio interesse in Darfur per via del recente ritrovamento di ricche vene d'oro nel sottosuolo, e le nuove ondate di violenza corrispondono alla storica politica di controllo del territorio attraverso l'impiego di milizie arabe armate.
L'urgenza di rimpiazzare i proventi dalla vendita di greggio, infatti, venuti a mancare dopo l'indipendenza del Sud Sudan, ha accelerato gli sforzi del governo per riprendere il controllo sulle aree ricche di risorse del Darfur. Ma se nel passato, le comunità arabe sedentarie e agricole erano state risparmiate dal conflitto, ora si vedono anch' esse oggetto di violenza dalle milizie armate, su cavalli o in più potenti e armate Land Cruiser, perchè occupano aree ricche di risorse.
Il violento progetto delle milizie armate di Abbala, per consolidare il potere e il controllo sulle miniere del Nord Darfur, richiede grande attenzione dalla comunità internazionale, e una risposta coordinata. Il dossier propone sei raccomandazioni per una soluzione delle recenti ondate di violenza in Darfur, ma anche per le altre cause che sottendono ai conflitti nel Sudan: protezione e sicurezza per i civili, giustizia per le vittime dei crimini in Darfur, confronto e mediazione tra comunità e governo centrale, corridoio umanitario anche nelle aree oggi escluse all'ingresso di operatori umanitari, promozione di politiche di sviluppo economico sostenibile nella regione e controllo dei proventi dalla guerra dell'oro.
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domenica, maggio 05, 2013
75.000 civili in fuga dalla guerra senza acqua e cibo
Dal 22 aprile, il campo di Al Salam, nei pressi della capitale del Sud Darfur, riceve ondate di sfollati. Sarebbero circa 75,000 ormai, i civili fuggiti agli scontri a sud di Nyala tra forze governative e forze ribelli, ma anche a nuove lotte tra le tribù locali. Nazioni Unite e osservatori confermano le condizioni ai limiti della sopravvivenza delle famiglie in fuga: mancano acqua e cibo. Numerosi i villaggi in fiamme per bombardamenti aerei e assalti dell'esercito regolare e delle forze antigovernative, che hanno lanciato una nuova escalation di azioni armate contro le forze di Bashir.
lunedì, aprile 29, 2013
Foto: Giornata mondiale per il Darfur 2013, a dieci anni dall'inizio della crisi.
Global
Day For Darfur 2013, a Roma, Colosseo, organizzato da Italians for
Darfur Onlus e Drum Circle Italia, con i rifugiati del Darfur in Italia.
Foto nella pagina Facebook di Italians for Darfur Onlus.
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venerdì, aprile 26, 2013
domenica, aprile 21, 2013
In ricordo di Adam Abdalla Mahadi, 33 anni, una richiesta speciale degli amici e rifugiati del Darfur.
E' venuto a mancare all'affetto dei suoi parenti e amici Adam Abdalla Mahadi, all'età di 33 anni, rifugiato del Darfur in Italia.
A darne la triste notizia i suoi amici rifugiati, da Roma, che ci hanno contattato chiedendoci un sostegno per il funerale del giovane e per la famiglia.
Adam Abdalla frequentava da alcuni anni il centro di accoglienza di via Scorticabove, nel quartiere San Basilio a Roma.
Potete donare, anche un piccolo contributo, attraverso i canali di Italians for Darfur Onlus (cliccando qui con PAYPAL o con bonifico su conto corrente BANCA ETICA, IBAN IT78W0501803200000000128424, intestato a Italians for Darfur Onlus, Via Mauriac 30, 00143 Roma ) con causale "Per Adam".
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giovedì, aprile 18, 2013
Ancora scontri e sfollati in Darfur, ribelli e forze governative si contendono il controllo
Le Nazioni Unite hanno espresso grande preoccupazione sulla sicurezza dei civili coinvolti dagli scontri tra il Sudan Liberation Movement di Minni Minnawi e le forze aeree sudanesi, nelle aree di Muhajiriya e Labado, Est Darfur.
Circa 36 mila persone sarebbero fuggite cercando rifugio nelle basi dell'UNAMID, la missione delle Nazioni Unite in Darfur.
Allarmante la condizione dei più piccoli, affetti anche da un' endemica gastroenterite e malnutrizione.
Le due città sono state riconquistate dalle forze regolari sudanesi nella giornata di ieri, come da comunicato ufficiale di Khartoum.
lunedì, aprile 15, 2013
Tensione nelle due diocesi cristiane in Sudan, dopo l'espulsione del segretario della Conferenza episcopale
In Sudan, prevalentemente mussulmano, i cristiani vivono momenti di difficoltà crescente dopo la scissione del Sud Sudan.
Lo dimostrerebbe l'espulsione di Padre Santino Morokomomo Maurino, segretario generale della Conferenza episcopale del Sudan, a seguito del provvedimento delle autorità di Khartoum, come reso noto da Radio Vaticana.
lunedì, aprile 08, 2013
Il nostro impegno è gratis.A voi chiediamo un gesto che non costa nulla:5x1000 a @italians4darfur, cod. 97504520582
C'è un modo di contribuire alle campagne ed iniziative di Italians for
Darfur Onlus a favore delle vittime della guerra e della povertà in Darfur che
non costa nulla: devolvere il 5 per mille della propria dichiarazione
dei redditi alla nostra associazione.
Come fare:
Come fare:
- 1. Compila la scheda CUD, il modello 730 o il modello Unico.
- 2. Firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato...”
- 3. Indica nel riquadro il codice fiscale di Italians for Darfur: 97504520582
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mercoledì, aprile 03, 2013
Vola l'export di oro in Sudan: 2,2 miliardi di dollari nel 2012
Dopo l'indipendenza del Sud Sudan, Khartoum cerca nuove soluzioni alla recessione. Poco importa però se le periferie languono, se sanità e scuola sono allo sfascio, gran parte delle spese va alla Difesa e allo sviluppo della capitale.
Il governo punta così a incrementare lo sfruttamento delle risorse minerarie.
Se nel 2012 l'export dell'oro è arrivato a quota 2,2 miliardi di dollari statunitensi, per il 2013 si punta a superare i 2,5 miliardi, diventando il terzo Paese in Africa per importanza nel settore.
Etichette: Disinvestimento, economia, oro
lunedì, marzo 25, 2013
Coalizione di organizzazioni internazionali protesta contro la "Darfur donors conference"
Italians for Darfur Onlus e altre 83 organizzazioni per i diritti umani nel mondo hanno inviato due lettere di protesta all'Emiro del Qatar e al presidente dell'African Development Bank, contro gli investimenti in Sudan, che i Paesi donatori prometteranno a Doha, il 7 e 8 aprile, senza alcuna garanzia sul rispetto dei diritti umani.
Dal Sudan Tribune: "The groups said that "previous Darfur donors’ conferences collected billions of dollars, but there are no signs on the ground today of how those billions of dollars were spent".
Qui il comunicato originale della coalizione internazionale, coordinata da Act for Sudan.
Etichette: campagna internazionale, comunicato
giovedì, marzo 21, 2013
Annuncio razzista appare in giornale sudanese, la rete si ribella.
Sta facendo il giro della rete, tra gli esuli sudanesi, un annuncio razzista apparso su un giornale sudanese, l' "Intibaaha" n° 2529 del 22/3/2013 (seconda pagina), destando indignazione e rabbia.
Una società del Kuwait avrebbe commissionato un annuncio per la ricerca di personale femminile, con due requisiti: essere di bella presenza e avere la carnagione chiara.
Una società del Kuwait avrebbe commissionato un annuncio per la ricerca di personale femminile, con due requisiti: essere di bella presenza e avere la carnagione chiara.
Sulla rete è scoppiata la polemica, e ci si domanda, tra l'altro, come sia possibile che un giornale sudanese, in un Paese già attraversato da forti tensioni razziali, possa pubblicare simili annunci.
Attese azioni legali da giovani attivisti sudanesi.
Attese azioni legali da giovani attivisti sudanesi.
Etichette: internet, razzismo arabo
lunedì, marzo 11, 2013
Il Sudan e il Sud Sudan ritireranno truppe dal confine
Fonti ufficiali del governo sudanese hanno reso noto ieri che Sudan e Sud Sudan hanno siglato ad Addis Ababa, venerdì scorso, un accordo di non belligeranza sulla zona cuscinetto tra i due Stati.
Il ritiro delle truppe sudanesi è iniziato ieri e continuerà per una settimana.
L'accordo è stato raggiunto dopo giorni di tensioni e scontri militari tra i due Paesi, culminato nel bombardamento aereo della città di Jau.
Etichette: accordo di pace, South Sudan, Sud Sudan
mercoledì, marzo 06, 2013
6 Marzo, Italians for Darfur e altre 40 ONG nel mondo chiedono giustizia per il Sudan
Oggi, United to End Genocide e Italians for Darfur Onlus, per l'Italia, hanno riunito 40 organizzazioni dei diritti umani nel mondo, le quali domandano un maggior impegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel giudicare il Presidente Sudanese, Omar al-bashir e tre altri leaders sudanesi, Ahmed Haroun,
Ali Kushayb e Abdel Rahim Mohammed Hussein, ricercati dalla Corte Penale Internazionale (CPI), per i loro oltraggiosi crimini commessi in Darfur.
L'assenza di un deciso piano d'azione dei membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e la mancanza di sostegno di parte della comunità internazionale, compresa l'Unione Africana, ha permesso questo continuo stato di impunità a un costo altissimo per le vittime di questi crimini e per i civili del Sudan.
Per questo motivo, chiediamo che gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza assicurino che la risoluzione 1593 sia pienamente attuata, pressando gli Stati a cooperare con la CPI e procedendo contro la non cooperazione degli Stati che hanno aderito allo Statuto di Roma ed altri eventuali.
Il Consiglio di Sicurezza deve dire chiaramente al Presidente Bashir e agli altri fuggitivi che l'impunità per crimini così gravi non è una opzione perseguibile.
La giustizia per le vittime del Darfur e il processo per gli indiziati è l'unica strada per garantire una pace duratura al popolo del Sudan.
Un sito internazionale è stato dedicato all'iniziativa: Bashir Watch
Leggete la lettera completa e la lista delle organizzazioni firmatarie, tra cui Italians for Darfur Onlus:
Leggete la lettera completa e la lista delle organizzazioni firmatarie, tra cui Italians for Darfur Onlus:
Etichette: appello, Bashir Watch., campagna internazionale
lunedì, marzo 04, 2013
Rapporto governativo: "un bambino su tre è malnutrito"
Bahr Idriss Aby Garda è il Ministro della Sanità del Sudan. Attraverso le sue parole, il Governo del Sudan lancia l'allarme malnutrizione per un terzo della popolazione, la stessa popolazione che ogni giorno combatte la propria personale battaglia per sopravvivere, tra ribelli armati e soldati di Khartoum: Darfur, Sud Kordofan, e le regioni del Nilo Azzurro e del Mar Rosso sono le aree dove più è grave la crisi alimentare.
I numeri del rapporto stilato dal Ministero della Sanità non danno adito ad equivoci: un bambino ogni dodici è denutrito, uno su tre è malnutrito. In tutto, sarebbero 13 milioni i sudanesi che soffrono la scarsa disponibilità di alimenti.
Le responsabilità, invece, sono tutt'altro che chiare.
Etichette: fame, malnutrizione, rapporto
















