Il blog di Italians for Darfur

martedì, dicembre 06, 2016

Un nuovo Comitato dovrebbe sostituire l'ormai sciolto 7+7

Il Comitato Superiore di Coordinamento per il Dialogo in Sudan noto come 7 + 7 si è sciolto ed ha approvato la Costituzione di un comitato esteso per seguire l'attuazione dei risultati del dialogo, ha detto un membro del 7 + 7.

Dal gennaio 2014, il presidente del Sudan Omer al-Bashir ha guidato un processo di dialogo nazionale i cui obiettivi sono stati indicati per risolvere i conflitti armati, ottenere le libertà politiche, alleviare la povertà e la crisi economica, ed affrontare la crisi di identità nazionale.

Nel mese di aprile 2014, il Presidente ha tenuto delle tavole rotonde con i partiti di opposizione, ha creato il Comitato 7 + 7 con una certa parte dell'opposizione e dei partiti di Governo alleati con lo scopo di sorvegliare il processo di pace, ed ha elaborato una "tabella di marcia" e un calendario per il dialogo nazionale.

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lunedì, dicembre 05, 2016

L'Alleanza Evangelica Italiana chiede il rilascio del missionario Petr Jasek

Di seguito viene presentata la traduzione della lettera inviata dall'Alleanza Evangelica Italiana all'Ambasciatrice della Repubblica del Sudan in Italia.

Sua Eccellenza,

Esprimiamo la nostra preoccupazione per la situazione del sig. Petr Jasek, un missionario cristiano ingiustamente imprigionato in Sudan a causa della sua fede e delle sue attività umanitarie.

Vi invitiamo a fare tutto il possibile per liberarlo. La libertà religiosa è la madre di tutte le libertà ed è un diritto fondamentale. Ogni comunità di fede e ogni cittadino ha il diritto di professare la propria fede pubblicamente. La libertà religiosa è anche la base per il fiorire della società.

Chiediamo all'Ambasciata del Sudan in Italia di prendere le misure necessarie ed immediate per il rilascio di Petr Jasek.

L'Alleanza Evangelica Italiana rappresenta un ampio spettro di tutte le chiese cristiane in Italia e in connessione con l'Alleanza Evangelica Europea e l'Alleanza Evangelica Mondiale rappresenta più di 600 milioni di cristiani evangelici nel mondo.

Preghiamo per il paese del Sudan, le sue autorità, la sua gente meravigliosa!

Roma, 29 novembre 2016

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venerdì, dicembre 02, 2016

Il Presidente del JEM licenzia il segretario del suo partito

Il Presidente del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), in una mossa inaspettata, ha licenziato uno dei suoi collaboratori senza spiegazioni, nonostante il gruppo detiene consultazioni con il Governo sudanese oltre tregua umanitaria in Darfur.

In un breve comunicato emesso, Gibril Ibrahim, il capo dei ribelli del JEM, ha sollevato Abu Bakr Hamid dalla carica di segretario di organizzazione e amministrazione.

La decisione è stata presa per ''gli interessi della rivoluzione e per preservare i suoi guadagni'', dice il testo.

Hamid aveva accompagnato a Berlino Ibrahim, lo scorso ottobre, per incontrare il presidente ciadiano Idriss Déby a Berlino.

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giovedì, dicembre 01, 2016

Restrizioni libertà di stampa: i giornalisti scendono in piazza per protestare

I giornalisti sudanesi sono scesi in sciopero mercoledì 23 novembre per protestare contro le restrizioni recenti e le confische dei giornali nel tormentato Sudan.

Lo sciopero arriva dopo l'invito alla disobbedienza civile da parte degli attivisti per protestare contro le misure di austerità del Governo.

"Chiediamo a tutti i nostri giornalisti di andare in sciopero per esprimere il nostro rifiuto alle ripetute violazioni contro la stampa nel Paese," dice in un comunicato stampa il Sudanese Journalist Network, una ONG.

All'inizio della giornata, le autorità sudanesi avevano confiscato le edizioni di mercoledì di cinque quotidiani prima di colpire gli scaffali.

La mossa è arrivata un giorno dopo il sequestro di quattro edizioni di quotidiani che erano state sequestrate dalle agenzie di sicurezza sudanesi.

Le autorità sudanesi hanno chiuso una stazione televisiva privata - e confiscato edizioni di due quotidiani - anche nella notte di Domenica.

"Crediamo che il nostro quotidiano è stato preso di mira a causa della nostra copertura [della disobbedienza]", ha affermato Nasr Aldin Altyeb, il capo redattore del giornale Alayam, uno dei quotidiani confiscati,.

Domenica, gli attivisti dei social-media hanno emesso degli inviti ad una  diffusa disobbedienza civile per protestare contro una recente decisione del Governo di revocare i sussidi sul carburante, elettricità e medicine.

Un certo numero di partiti di opposizione sudanese e dii gruppi ribelli hanno fornito il loro supporto alla protesta.

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mercoledì, novembre 30, 2016

Attivsti sudanesi chiedono uno sciopero generale indeterminato

Per la prima volta, prima della fine della disobbedienza civile di tre giorni in Sudan, un gruppo di attivisti - KHALAS- aveva rivendicato la responsabilità della propria organizzazione. Essi hanno, inoltre, promesso di continuare la loro protesta non violenta contro il Governo, chiedendo uno sciopero generale a tempo indeterminato il prossimo dicembre.

La protesta di tre giorni, contro le misure di austerità, ha avuto successo nelle scuole e nelle università. Tuttavia, le scuole prese in esame da un'analisi dei media ha sottolineato che il 70% dei loro studenti erano presenti in classe. Altre scuole hanno detto che la disobbedienza civile ha ridotto il tempo di insegnamento obbligando a terminare in anticipo le lezioni.

Non ci è stata, secondo fonti governative, partecipazione allo sciopero da parte degli impiegati del settore pubblico. Tuttavia, gli attivisti hanno riportato che alcuni impiegati del Ministero delle Finanze erano presenti nelle strade per protestare.

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martedì, novembre 29, 2016

Il NISS confisca le copie di due giornali in Sudan

Il Sudan's National Intelligence and Security (NISS) ha sequestrato le copie dei quotidiani Al-Ayam e Al-Jareeda dalla casa di stampa senza fornire motivazione.

I giornalisti che lavorano per Al-Jareeda hanno detto che il giornale è stato probabilmente preso di mira per i report pubblicati sul recente atto di disobbedienza civile e sugli atti di protesta dei manifestanti.

Dall'altra parte, alcuni giornalisti di Al-Ayam hanno comunicato che il periodico è stato sequestrato perché portava un titolo che diceva "Regna la calma nella capitale il primo giorno di disobbedienza civile".

È interessante notare che i sudanesi si sono impegnati in atti di disobbedienza civile per tre giorni per manifestare contro la recente decisione del Governo di sollevare i prezzi del combustibile, energia elettrica e farmaci.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article60965

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lunedì, novembre 28, 2016

Tre membri dello staff di UNHCR sono stati rapiti

Domenica, uomini armati non identificati hanno rapito 3 membri dello staff dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) a El Geneina, Capitale dello Stato del Darfur Ovest.

I tre operai, un cittadino sudanese e due stranieri, sono stati rapiti nei pressi dell'ufficio dell'UNHCR mentre erano di ritorno da una missione al di fuori El Geneina.

"I tre che sono stati rapiti sono stati trasferiti dal veicolo delle Nazioni Unite che stavano usando ad un veicolo quattro ruote diretto verso una destinazione sconosciuta", hanno detto il portavoce del Governo del Darfur Ovest, ed il Ministro dell'Informazione, Abdallah Mustafa Jarel-Nabi.

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venerdì, novembre 25, 2016

Il Governo attacca il Sud Kordofan nonostante la cessazione delle ostilità

Il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) ha detto che l'esercito sudanese ha attaccato le posizioni dei ribelli nella Contea di Um Dorain, nel Sud Kordofan.

"Nove missili sono stati sparati dall'interno della città di Kadugli, la sera del 23 novembre 2016, ed hanno preso di mira le aree di Umserdiba, Alnugra, Allabo e Tablo", ha comunicato il portavoce ufficiale dello SPLM-N, Arnu Ngutulu Lodi.

La mattina del 24 novembre 2016, le forze governative hanno continuato l'attacco e hanno lanciato 13 missili sulle stesse aree, ha aggiunto il portavoce in una dichiarazione estesa ai media nella notte di Giovedì.

Il portavoce dell'esercito sudanese non è stato raggiungibile per un commento. Il 31 ottobre 2016, lo SPLM-N e due altri gruppi armati provenienti dalla regione sudanese del Sud Kordofan avevano esteso una cessazione unilaterale delle ostilità per sei mesi.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article60935

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giovedì, novembre 24, 2016

SPLM-N firma il Piano d'Azione delle Nazioni Unite per porre fine ai bambini soldato

Il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) ha firmato un accordo con le Nazioni Unite per porre fine all'uso dei bambini soldato da parte dei ribelli nelle aree del Nilo Azzurro e del Sud Kordofan.

Le Nazioni Unite hanno siglato questo accordo con le forze di sicurezza governative sudanesi, tra cui le Forze Armate del Sudan, le Forze Popolari di Difesa (PDF) e le Forze di Polizia del Sudan il 27 marzo 2016.

In un incontro separato tenutosi a Ginevra, il Presidente dello SPLM-N, Malik Agar, ha firmato il cosiddetto Piano d'Azione con le Nazioni Unite per porre fine e prevenire il reclutamento e l'impiego di bambini nei conflitti.

La cerimonia della firma si è svolta alla presenza del Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i bambini ed i conflitti armati, l'UNICEF in Sudan ed il Rappresentante delle Nazioni Unite e Coordinatore Umanitario in Sudan.

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mercoledì, novembre 23, 2016

ONU e Sudan insieme per umigliorare lo Stato di diritto in Darfur

Le Nazioni Unite (ONU), il Ministero della Giustizia del Sudan ed il Ministero della Cooperazione Internazionale hanno lanciato un importante programma per migliorare lo stato di diritto in Darfur.

L'iniziativa nasce sotto l'ombrello del "Global Focal Point", un accordo di lavoro delle Nazioni Unite tra il Dipartimento per le Operazioni di Mantenimento della Pace (DPKO), il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) e di altri partner delle Nazioni Unite, per fornire un supporto congiunto sul campo operativo per la polizia, la giustizia ed i miglioramenti arei post-conflitto e di altre situazioni di crisi.

In una dichiarazione congiunta estesa ai media, il Vice Rappresentante Speciale Congiunto della Missione Ibrida di Pace in Darfur (UNAMID), la signora Bintou Keita, ha comunicato che l'obiettivo finale del programma "è quello di individuare le buone pratiche che possono essere replicate attraverso l'esperienza tecnica e di supporto".

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martedì, novembre 22, 2016

UNAMID visita il Sud Darfur dopo gli scontri tribali

Una delegazione congiunta del Governo del Sud Darfur e di UNMAID ha visistato la zona di Graida per ispezionare la situazione della sicurezza in seguito ai recenti scontri tra agricoltori e pastori.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, la Missione ibrida per il Darfur ha confermato che una delegazione congiunta guidata dal Capo dell'Ufficio di UNMAID in Sud Darfur, Berhanemeskel Nega, e dal Ministro del Governo Locale del Sud Darfur, Hassan Khamis, ha visitato Graida, a 80 km a sud dalla Capitale Sud Darfur, Nyala.

Durante gli incontri si è discusso della cooperazione tra la Missione di mantenimento della pace e le autorità locali per promuovere la convivenza pacifica, l'organizzazione delle capacità per lo sviluppo di programmi  così come dell'assistenza umanitaria e della sicurezza -in particolare durante la stagione del raccolto.

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lunedì, novembre 21, 2016

Corte sudanese condanna un ex membro dello SPLM-N per l'accusa di spionaggio

Un tribunale sudanese ha emesso la pena detentiva di un anno ad un ex-ufficiale dei ribelli sudanesi del Movimento per la Liberazione del Sudan-Nord (SPLM-N), dopo essere stato accusato di spionaggio per il Sud Sudan.

L'imputato è stato arrestato un anno fa ed è rimasto in custodia fino a quando era stato portato in giudizio alcuni mesi fa.

Domenica scorsa, il giudice della Corte di Khartoum Nord, Osama Ahmed Abdalla, ha condannato l'imputato di spionaggio per aver violato l'articolo "53" del codice penale, dicendo che l'accusa ha presentato prove coerenti e forti nei confronti del convenuto.

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venerdì, novembre 18, 2016

Tre agenti di polizia uccisi da persone armate non identificate nel Nord Darfur

Tre poliziotti sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un attacco contro una stazione di polizia di dogana da parte di un gruppo armato non identificato a Gagago nella zona orientale della Capitale del Nord Darfur, El-Fasher.

Parlando ai giornalisti, il Comandante della Polizia dello Stato del Nord Darfur, il generale Abdallah Omer, ha detto che gli agenti di polizia sono stati presi di sorpresa la mattina presto.

Inoltre, una notizia rilasciata dal Ministero delle Finanze ha confermato l'attacco ed ha indicato che i malviventi erano su una Land Cruiser e che erano arrivati alla stazione doganale intorno alle 06:00 del Giovedì.

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giovedì, novembre 17, 2016

Sudan accoglie con favore la decisione della Russia di lasciare la CPI

Il Governo del Sudan ha accolto con favore la decisione della Russia di ritirare la sua firma dallo Statuto di Fondazione della Corte Penale Internazionale (CPI).

Il Ministero degli Esteri russo ha dato l'annuncio per ordine del presidente Vladimir Putin, dicendo che la Corte non è riuscita a far vivere le speranze della comunità internazionale.

"La Corte non è, purtroppo, riuscita a soddisfare le speranze e non è diventata un organo realmente indipendente e rispettata della giustizia internazionale", ha affermato il Ministero degli Esteri della Russia in una dichiarazione di Mercoledì.

La Russia ha firmato lo statuto di Roma della CPI nel 2000, ma non ha ratificato il trattato ed è, quindi, rimasta fuori della giurisdizione della CPI.

La decisione di Mosca arriva un giorno dopo che la Corte Penale Internazionale ha pubblicato un rapporto che classifica l'annessione russa della Crimea come un'occupazione.

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mercoledì, novembre 16, 2016

Al-Bashir: SPLM-N non si integrerà con l'Esercito del Sudan

Il Presidente del Sudan, Omer al-Bashir, ha detto che qualsiasi accordo di pace con il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) non includerebbe l'integrazione dei combattenti ribelli nelle forze regolari sudanesi.

Al-Bashir ha promesso di ripristinare la sicurezza negli Stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro la prossima estate "o attraverso la pace o la guerra", sottolineando di "voler assicurare il Sudan, proteggere tutti i confini ed arrestare ogni fuorilegge".

In una registrazione audio trapelata del suo discorso nella riunione a porte chiuse, il Presidente ha sottolineato che il SPLM-N ha perso l'opportunità di potersi unire alle Forze Armate del Sudan.

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