Il blog di Italians for Darfur

martedì, maggio 03, 2016

L'Autorità Regionale del Darfur si avvia a porre fine al suo mandato

L'Autorità Regionale del Darfur (DRA) ha iniziato le sue attività per porre fine al suo mandato consegnando i suoi beni alla Presidenza della Repubblica e terminando le assegnazioni del personale prima della fine del suo operato che dovrebbe avvenire nel mese di luglio.

L'Autorità Regionale del Darfur è stata stabilita in linea con il Documento di Doha per la Pace in Darfur (DDPD), che è stato firmato nel luglio 2011 da parte del Governo del Sudan e l'ex Movimento ribelle per la Liberazione e la Giustizia.

Il DRA ha il compito di attuare il documento di pace e la sua durata iniziale era di quattro anni. Tuttavia, il mandato del DRA è stato esteso fino a luglio 2016 con un decreto presidenziale del 2015.

Il Ministro degli Affari del DRA, Youssef al-Talib, ha detto che l'autorità ha iniziato a consegnare i suoi beni alla Presidenza sudanese ed avviare le sue ultime attività per farle concludere entro il prossimo luglio.

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lunedì, maggio 02, 2016

La Corte Costituzionale del Sudan elimina la sospensione dei periodici

La Corte Costituzionale del Sudan ha ordinato di consentire al quotidiano Al-Tayyar di riprendere la pubblicazione a seguito della sospensione, per più di quattro mesi, da parte del National Intelligence and Security Services (NISS).

Nel giugno 2012, il NISS aveva sospeso al-Tayyar a tempo indeterminato permettendogli di riaprire nel marzo 2014 dopo una sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, il periodico è stato sospeso di nuovo il 15 dicembre 2015.

A seguito della recente sospensione, il consulente legale del giornale, Nabil Adeeb, ha affermato che la sentenza della Corte Costituzionale aveva sottolineato che il NISS non ha il potere di sospendere i giornali.

Egli ha sottolineato che l'articolo (24) dell'Atto della Corte Costituzionale vieta di ricorrere a qualsiasi altra legge dopo la sua decisione, aggiungendo che il NISS ha ripetuto la sua azione sospendendo al-Tayyar in palese spregio dell'Atto e della Corte.

Adeeb ha aggiunto di aver presentato una domanda per la tutela del diritto costituzionale, dicendo che avrebbe usato la sentenza della Corte circa l'incostituzionalità del provvedimento di sospensione come un precedente.

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sabato, aprile 30, 2016

Il 2 maggio tour per diritti umani e libertà di stampa con Fnsi



Italians for Darfur, tra le organizzazioni fondatrici della rete "Illuminare le periferie", ha aderito a un tour simbolico per i diritti umani e la libertà di espressione e di stampa organizzato dalla Fnsi, insieme a UsigRai, Articolo 21, Reporters sans Frontieres Italia, Amnesty International Italia, Pressing NoBavaglio  in concomitanza con la Giornata mondiale della libertà di stampa che si celebra il 3 maggio.
Lunedì 2 maggio, dalle 10 alle 13, con una maratona di sit-in e flash mob creativi che si terranno davanti alle ambasciate e alle sedi consolari a Roma degli Stati in cima alla lista delle violazioni della libertà di espressione e di tutti i diritti umani: il consolato dell’Iran e le ambasciate di Egitto e Turchia.
Si inizierà alle 10 davanti l’ambasciata iraniana, a via Nomentana 361, per poi proseguire, alle 10.45 a villa Ada (via Salaria 267), dove ha sede l’ambasciata dell’Egitto, e infine all’ambasciata di Ankara, a via Palestro, intorno alle 11.15.
Inframezzati da flash mob musicali, sotto ogni ambasciata verranno letti messaggi delle istituzioni e lettere di giornalisti incarcerati o sotto processo i cui casi erano già stati sollevati in passato dalle associazioni organizzatrici.
Ai presidi hanno assicurato la loro presenza il regista, sceneggiatore e attore Giuliano Montaldo, il regista Mimmo Calopresti, i musicisti Patrizia Bovi, Marco Quaranta e Angelo Colone, l’attrice Monica Guerritore.
La mattinata si concluderà con il sit-in sotto la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, dove una delegazione degli organizzatori incontrerà il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli.
Insieme ai promotori, alla maratona parteciperanno: Andrea Iacomini (portavoce Unicef), ARCI, Associazione Amici di Padre Dall'Oglio, Associazione Amici di Roberto Morrione, Associazione Ayusya, Associazione Baresi nel Mondo, Associazione Comuni Virtuosi, Associazione Diritti e Frontiere, Associazione Migrare, Associazione Rose di Damasco (Como), Cantiere di Pace, Carta di Roma, Centro della Pace Forlì\Cesena, CIPSI, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Comitato Khaled Bakrawi, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Confronti, Coordinamento EELL pace e diritti umani, Cospe, Forum Nazionale del Terzo Settore, Giornale online Verona In, Giornale Radio Sociale, Iran Human Rights, I Siciliani Giovani, Italians for Darfur, Jobsnews, LasciateCIEntrare, Lettera 22, LIBERA, LiberaInformazione, Libertà e Giustizia, MoveOn Italia, Ordine dei Giornalisti Lazio, Rete della pace, Rete Illuminare le Periferie, Rifondazione comunista, Tavola della pace, UCSI, UISP, Un Ponte per, Voglio Vivere Onlus di Biella. 

venerdì, aprile 29, 2016

Khartoum, polizia carica studenti per disperdere manifestazione

La polizia sudanese è intervenuta ieri nel centro di Khartoum per disperdere una manifestazione di protesta. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Jazeera", la polizia ha lanciato lacrimogeni contro un gruppo di manifestanti che per il secondo giorno consecutivo protestava per la morte di uno studente, avvenuta durante una manifestazione nella città universitaria di Umm Darman, a nord della capitale Khartoum. La novità, rispetto ai giorni precedenti, e' che la manifestazione si era spostata da Umm Darman a Khartoum, cosa non ammessa dalle autorità locali. Sono scoppiati cosi' duri scontri tra le centinaia di studenti in strada e la polizia.

Il Fronte Rivoluzionario del Sudan dichiara una cessazione unilaterale delle ostilità di sei mesi

Il Fronte Rivoluzionario del Sudan (SRF) ha dichiarato la cessazione unilaterale delle ostilità per sei mesi ed ha esortato i mediatori dell'Unione Africana di organizzare un incontro con il Governo per renderla efficace.

Nel mese di ottobre 2016, i gruppi armati provenienti dal Nilo Azzurro e dal Sud Kordofan hanno annunciato una tregua unilaterale di sei mesi. Tuttavia, dalla fine dello scorso anno, gli scontri sono imperversati nelle Due Aree con molta violenza.

"In seguito e basandosi sulle dichiarazioni e gli impegni espressi nella Dichiarazione del Fronte Rivoluzionario del Sudan (SRF), del 17 ottobre 2015 per un unilaterale cessazione delle ostilità, il JEM, SLM-MM, e SPLM-N dichiarano un'immediata cessazione unilaterale delle ostilità per scopi umanitari", dice un comunicato esteso ai media.

Firmata dai leader dei gruppi armati dello SRF, Gibril Ibrahim, Minni Minnawi e Malik Agar, la dichiarazione sottolinea che la tregua entrerà in vigore il 24 aprile 2016 e si estenderà per sei mesi fino al 24 ottobre 2016.

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giovedì, aprile 28, 2016

Uno dei comandanti del JEM potrebbe subire la pena di morte

Il Movimento ribelle per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) ha messo in guardia il Governo sudanese sulle conseguenze che potrebbero esserci per lo svolgimento della condanna a morte emessa, cinque anni fa, contro la figura di primo piano del Movimento, El-Tom Hamid Tutu.

Tutu è stato catturato dall'esercito sudanese durante un attacco congiunto lanciato dal JEM ed il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) contro la posizione dell'esercito nella zona di Al-Tayes nel Sud Kordofan.

Il 28 agosto 2011, il Tribunale ha condannato Kadougli Tutu a morte per impiccagione e la sentenza è stata confermata dalla Corte Suprema nel marzo 2012.

In una dichiarazione estesa ai media, il Portavoce del JEM, Gibril Adam Bilal, ha affermato che il procedimento di esecuzione della pena di morte è iniziato martedì mattina presso il carcere di massima sicurezza di Kober a Khartoum.

"L'amministrazione della prigione di Kober ha trasferito martedì mattina il rappresentante del JEM e prigioniero di guerra, El-Tom Hamid Tutu, dalla propria cella all'arena della morte in preparazione per l'attuazione dell'esecuzione", si legge nella dichiarazione

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mercoledì, aprile 27, 2016

Colpi di mortaio vicino la casa del Governatore del Darfur Est: due donne uccise

Due donne sono state uccise e molti altre persone sono rimaste gravemente ferite a causa di un colpo sparato nei pressi della casa del Governatore del Darfur Est, Anas Omer, nella Capitale dello Stato, Ed-Daein.

Una fonte affidabile ha comunicato che uomini armati hanno sparato colpi di mortaio dal quartiere di Al-Arab con lo scopo di colpire la casa del Governatore, sottolineando tuttavia che i colpi sono caduti su una casa vicina uccidendo due donne e ferendo un bambino oltre a quattro studenti.

La stessa fonte ha sottolineato che le guardie del Governatore hanno reagito sparando agli uomini sconosciuti, seminando il panico tra i residenti prima che la situazione toransse alla normalità in seguito.

Un funzionario del North Darfur Students Union ha detto che un certo numero di studenti in visita  ad Ed-Daein è stato ferito nell'incidente: alcuni di essi sono gravi.

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martedì, aprile 26, 2016

Al-Bashir invitato in Gibuti per l'inaugurazione del mandato presidenziale

Il Presidente del Sudan, Omar al-Bashir, ha ricevuto un invito dal suo omologo del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, per partecipare alla cerimonia per l'inaugurazione di un altro mandato presidenziale.

Su al-Bashir pendono, ancora, due mandati di arresto della Corte Penale Internazionale (CPI) per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi in Darfur.

Il Gibuti è uno Stato parte dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale -il trattato che ha fondato il primo tribunale internazionale permanente in grado di ricercare i responsabili di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

Tuttavia, il Governo del Gibuti non è riuscito ad arrestare al-Bashir durante la sua visita nel Paese nel maggio 2011 mentre assisteva alla cerimonia di inaugurazione del primo mandato presidenziale di Guelleh.

Al momento, la Corte Penale Internazionale ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di agire contro il Gibuti per aver rifiutato di arrestare al-Bashir.

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lunedì, aprile 25, 2016

Il 97,7 % del Darfur vota per mantenere l'attuale status quo dei 5 Stati

La Commissione per il Referendum in Darfur (RDC) ha detto che il 97 per cento degli elettori registrati per il referendum amministrativo della Regione ha scelto di mantenere lo status quo del sistema di Stati.

L'annuncio è stato dato durante una conferenza stampa a Khartoum davanti a una notevole presenza di alti funzionari governativi e di governatori del Darfur.

Il Presidente della RDC, Omer Ali Gamaa, ha affermato che il 97,7 per cento degli elettori ha scelto di mantenere l'attuale sistema, mentre il 2,2 per cento hanno votato a favore dell'opzione della singola Regione.

In conformità con il Documento di Doha per la pace in Darfur (DDPD), firmato nel luglio 2011, i residenti del Darfur hanno votato per tre giorni (dal 11 al 13 aprile) per determinare se avessero voluto mantenere gli attuali separati cinque Stati o ristabilire una Regione unica.

Gamaa ha sottolineato che si sono raggiunti 3.153.896 voti comunicando che 3,081,976 persone hanno votato per mantenere lo stato attuale delle cose, mentre 71.920 persone hanno optato per tornare alla singola Regione.

Egli ha detto che il voto si è svolto in condizioni di sicurezza stabili nei cinque Stati del Darfur, affermando che gli osservatori nazionali ed esteri hanno descritto il processo come un successo.

Nel frattempo, il Partito del Congresso Nazionale (NCP), nella Capitale dello Stato del Nord Darfur, El-Fasher, ha festeggiato il risultato del referendum.

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venerdì, aprile 22, 2016

Il Governo del Sudan incontra i diplomatici europei per un punto della situazione

In seguito al briefing per gli ambasciatori africani, il Ministero degli Esteri sudanese ha tenuto un secondo incontro con i diplomatici europei a Khartoum per informarli sulla posizione del Governo rispetto all'accordo sulla tabella di marcia per la pace ed il dialogo nazionale ed i progressi del referendum amministrativo in Darfur.

Nel corso del lungo incontro con i diplomatici europei, il Sottosegretario per gli Affari Esteri, Abdel Ghani Al Naeem, ha ribadito l'impegno del Governo per raggiungere la pace e la stabilità arrivando a firmare l'accordo sulla tabella di marcia, nonostante la riserva su alcune parti del testo.

In una dichiarazione alla stampa, rilasciata dopo la riunione, El Naeem ha sottolineato che l'accordo è stato sostenuto dalle Nazioni Unite, l'Unione Africana, l'Unione Europea e la Lega Araba e l'ha considerato come una buona base per la pace in Sudan.

Infine, egli ha invitato l'Unione Europea ed i Paesi europei a sostenere gli sforzi del Governo per la pace in Sudan, sottolineando che ciò aiuterebbe il Paese alla stabilità regionale.

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giovedì, aprile 21, 2016

UNAMID esprime preoccupazione per le recenti violenze nel Darfur Est

La Missione Ibrida di Peacekeeping in Darfur (UNAMID) ha espresso profonda preoccupazione per i recenti scontri sanguinosi nello Stato del Darfur Est ed ha esortato le parti in conflitto di evitare ulteriori conflitti.

Il più recente scontro è sorto lunedì scorso, quando presunti uomini armati hanno ucciso tre guardie ed hanno dato alle fiamme la casa del Governatore dello Stato del Darfur Est a Ed Daein per protestare contro la morte di un membro di spicco delle milizie dei Rezeigat. Questo attacco è avvenuto dopo un conflitto tra i Maalia ed i Rezeigat in cui sono morti esponenti di entrambi le tribù.

UNAMID ha sottolineato la disponibilità ad offrire protezione per la popolazione civile in base al suo mandato oltre a sostenere gli sforzi del Governo per ridurre le tensioni attraverso la mediazione.

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mercoledì, aprile 20, 2016

Il Darfur Women Action Group chiede sostegno per la settimana sul Darfur

"Il Darfur Women Action Group (DWAG) vorrebbe, cordialmente, invitare ad una settimana di azione globale contro il genocidio in Darfur dal 15 al 25 aprile 2016", così scrive in una lettera ufficiale la Presidente del Gruppo, Niemat Ahmadi. "Saremo grati a tutti coloro che potessero organizzare un evento durante questa settimana per amplificare le nostre voci e mostrare solidarietà con le vittime del genocidio più lungo della storia", continua sottolineando la questione.

Venerdì 15 aprile, Niemat Ahmadi, insieme con i membri della diaspora sudanese, ha portato avanti uno sciopero della fame di 24 ore presso il Lafayette Park (Washingto D.C). A seguito dello sciopero si è svolto un raduno di fronte alla Casa Bianca con lo scopo di protestare contro l'immobilità della comunità internazionale davanti al genocidio in atto in Darfur. DWAG, durante il sit-in, ha chiesto un cambiamento sostenibile in Sudan e la fine del genocidio più lungo dell'umanità.

Se si desiderasse partecipare all'iniziativa si prega di contattare Ada Ba scrivendo all'indirizzo email di campaign@darfurwomenaction.org per informare sulla data, l'ora ed il luogo in cui si desidera ospitare l'evento. Se non si riuscisse a partecipare od organizzare un evento, ma si volesse sostenere DWAG basterà inviare un messaggio di solidarietà che poi sarà pubblicato sulla pagina web del Gruppo stesso. 

Niemat ha concluso affermando: "Spero che si possa lavorare insieme per promuovere la giustizia, la parità dei diritti ed il rispetto della dignità umana in tutto il Mondo".


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martedì, aprile 19, 2016

Uomini armati bruciano la casa del Governatore nel Darfur Est

Degli uomini armati hanno ucciso tre guardie e dato alle fiamme la casa del Governatore del Darfur Est a Ed Daein per protestare contro la morte di un membro di spicco delle milizie dei Rizeigat.

L'attacco alla casa Governatore da parte dei membri della Milizia Savanna dei Rizeigat avviene 24 ore dopo gli scontri tra di essi e gli uomini armati appartenenti alla tribù rivale dei Maalia. Nell'occasione erano state uccise 12 persone e rubati dei cammelli a Yassin, nello Stato del Darfur Est.

Gli aggressori hanno ucciso tre poliziotti dopo che questi avevano risposto al fuoco dei miliziani. Gli uomini armati hanno bruciato la casa Governatore e tre veicoli costringendo le altre guardie a consegnare le armi.

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lunedì, aprile 18, 2016

L'opposizione del Sudan si incontra a Parigi

Le forze d'opposizione del "Sudan Call" terranno una riunione di quattro giorni nella Capitale della Francia per discutere l'adozione delle sue strutture finali e la sua estensione per includere più forze politiche.

Questo incontro è la continuazione di un precedente meeting tenutosi a Parigi nel novembre 2015, con la partecipazione delle Forze del Consenso Nazionale (NCF), del Partito Nazionale dell'Umma (NUP), del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), del Movimento per la Liberazione del Sudan-Minni Minnawi, (SLM-MM) del Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) e dell'Iniziativa della Società Civile (CSI).

Fino ad adesso si è scelto di formare un consiglio di coordinamento includendo i leader delle fazioni del Sudan Call per sviluppare il lavoro, i documenti e le strutture dell'alleanza. Inoltre, ha adottato una Carta di Azione Comune -firmata nel dicembre 2014 ad Addis Abeba- con l'obiettivo di rovesciare il regime con mezzi pacifici.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article58670

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venerdì, aprile 15, 2016

Al-Bashir parteciperà al Forum sulla Sicurezza in Etiopia

Il Presidente del Sudan, Omer al-Bashir, parteciperà al quinto Forum di Tana di Alto Livello sulla sicurezza in Africa, che prenderà il via sabato in Etiopia.

L'arrivo del Presidente sudanese è previsto in Etiopia per il prossimo venerdì e guiderà una delegazione di alto livello.

Al-Bashir e la sua delegazione dovrebbero arrivare nella città del Nord Bahir-Dar dello Stato della Regione di Amhara dove la delegazione parteciperà al continentale Security Forum che si terrà il 16-17 aprile 2016.

Il presidente al-Bashir aveva, già, partecipato al forum precedente sulla sicurezza di Tana sotto gli inviti da parte del Primo Ministro etiope.

Ci saranno oltre 200 partecipanti, tra cui un certo numero di Capi di Stato e di Governo africani, accademici, rappresentanti di organizzazioni non governative e funzionari di organizzazioni regionali, continentali e internazionali.

L'incontro annuale, inoltre, riunisce la società civile, il settore privato; eminenti studiosi e professionisti, studenti,  media giovanili e rappresentanti di organi multilaterali africani e non africane.

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