Il blog di Italians for Darfur

giovedì, agosto 12, 2021

L'ex dittatore sudanese Omar al-Bashir verrà consegnato alla Corte Penale Internazionale

L'ex presidente e dittatore dello stato del Sudan, Omar Hassan al-Bashir, 77 anni, potrebbe essere presto consegnato alla Corte Penale Internazionale, insieme ad altri ufficiali, tra cui Ahmed Haroun, accusati nel 2009 e nel 2010 di gravi crimini contro l'umanità, che l'associazione Italians for Darfur ONLUS ha da sempre denunciato: oltre trecentomila morti e due milioni e mezzo di sfollati, stupri di massa e persecuzioni etniche, in particolare alla popolazione del Darfur e Kordofan, a partire dal 2003.

Il governo di transizione sudanese si è infatti accordato per inviare l'ex-leader, deposto nel 2019 e da allora in prigionia, davanti ai giudici del Tribunale Penale Internazionale, come ha affermato ieri il Ministro degli Esteri sudanese Mariam al-Mahdi ai microfoni dell'agenzia sudanese SUNA. 

E' l'impegno più forte fino ad oggi preso dal governo sudanese sorto dopo la deposizione di Bashir ad opera dei militari nel corso delle imponenti manifestazioni di massa e scontri civili contro il regime nel corso del 2019. Non una decisione facile, in quanto nel governo di transizione siedono anche ex collaboratori del regime, e che per la sua portata - conferma Karim Khan, procuratore capo della Corte Penale Internazionale dopo un incontro con esponenti politici e militari sudanesi - genera finalmente ottimismo.


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giovedì, gennaio 14, 2016

Il Partito Nazionale dell'Umma promette di aumentare la pressione su al-Bashir

L'opposizione rappresentata dal Partito Nazionale dell'Umma (NUP), guidato dall'ex primo ministro Sadiq al-Mahdi, ha denunciato il Governo per la sua inazione nelle riunioni di pre-dialogo ed ha avvertito che lancerà una nuova campagna per isolare il Governo.

Infatti, al-Bashir continua a rifiutare la partecipazione dei gruppi di opposizione nelle riunioni preparatorie per il dialogo nazionale che l'Unione Africana prevede di tenere a Addis Abeba.

Invece di sostenere l'organizzazione di un incontro inclusivo così come previsto nella una tabella di marcia approvata dall'Unione Africana, il Governo dice che solo i gruppi armati e il NUP possono partecipare a questo incontro procedurale.

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martedì, dicembre 22, 2015

Un altro gruppo ribelle si aggiunge alla Conferenza di Dialogo Nazionale

Il Presidente del Movimento della Nuova Giustizia ed Uguaglianza del Darfur (N-JEM), Mansour Arbab Younis, è giunto a Khartoum per incontrarsi con il presidente Omar al-Bashir e per aderire alla Conferenza Nazionale di Dialogo in corso.

La fazione ribelle ha detto che ha acconsentito a partecipare al dialogo dopo aver ricevuto una risposta positiva sulle precondizioni da essi fissate, in precedenza, per unirsi al dialogo.

I leader del Movimento avevano posto come condizione per unirsi ai colloqui l'estensione del periodo di cessate il fuoco nel Darfur, l'eliminazione delle condanne a morte pronunciate contro elementi ribelli del Darfur, la pubblicazione degli elenchi dei combattenti del Movimento fatti prigionieri nella battaglia di Nakhara oltre ad ospitare la delegazione del Movimento.

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lunedì, ottobre 26, 2015

Al-Bashir esprime la speranza di trovare una visione unitaria

Il Presidente sudanese, Omar Hassan al-Bashir, ha espresso la speranza che la conferenza di dialogo nazionale possa trovare un consenso su una visione unitaria per scrivere il futuro secondo una volontà nazionale.

Al-Bashir, che ha partecipato alla riunione del Consiglio Nazionale per la Pianificazione Strategica (NCSP), ha detto che l'incontro avviene in un momento in cui il Paese sta assistendo ai lavori della conferenza del dialogo. Quest'ultima dovrebbe portare ad una visione nazionale per scrivere il futuro del Sudan "secondo la nostra volontà nazionale e senza dettatura o tutela di una delle parti".

"Ci rendiamo conto che dobbiamo formulare il nostro futuro, mentre la Regione vive le proposte delle strategie straniere che cercano di stabilire una nuova realtà che serve ai loro interessi piuttosto che a quelli dei Paesi della Regione", ha aggiunto.

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martedì, luglio 13, 2010

La Corte Penale Internazionale emana nuovo mandato di arresto per il Presidente sudanese. E' genocidio in Darfur.

Omar Hassan Ahmad Al Bashir, Presidente del Sudan, è nuovamente sotto accusa dal Tribunale Penale Internazionale. Un secondo mandato di arresto, dopo quello del 4 marzo scorso, è stato infatti emanato lo scorso 12 luglio con le accuse di genocidio delle tre etnie principali del Darfur, Fur Masalit e Zaghawa.

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domenica, luglio 05, 2009

Unione Africana non riconosce il mandato di arresto della CPI contro il dittatore sudanese Bashir

E' arrivato come una doccia fredda il comunicato ufficiale dell'Unione Africana contro la decisione della Corte Penale Internazionale di perseguire il dittatore sudanese Bashir per crimini contro l'umanità.
L'Unione Africana, che comprende trenta firmatari dello statuto di Roma del 1998, ha quindi deciso di parteggiare per Omar Hassan al Bashir, riconosciuto responsabile dei feroci crimini contro la popolazione del Darfur e di permettere allo stesso la libera circolazione in tutto il continente. Il documento è stato firmato a Sirte, in Libia, nell'ultimo summit dei Paesi africani che si è chiuso venerdì scorso, su proposta del leader libico Gheddafi.

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giovedì, marzo 05, 2009

Intervista all'Agenzia AMI

Nel sito dell'AMI - Agenzia Multimediale Italiana (link
http://www.agenziami.it/articolo/2842/Sudan+la+Cina+contro+l+Aja+no+ad+arresto+Bashir/) trovate il video dell'intervista che mi hanno fatto oggi relativa alla richiesta di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti del Presidente al-Bashir.
Buona visione!
Stefano Cera

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domenica, novembre 16, 2008

L'ONU indaga su possibile bombardamento in Darfur.

E' forse già rotto il cessate-il-fuoco dichiarato a mezzo stampa dal Presidente sudanese Al-Bashir.
In un nostro comunicato, il presidente dell'associazione Italians for Darfur, Antonella Napoli, aveva già espresso alcune perplessità pochi giorni fa: "L'annuncio del cessate il fuoco in Darfur è senz'altro una notizia positiva, ma che accogliamo con qualche riserva" (APCOM).
Oggi, i ribelli accusano a gran voce i primi attacchi da parte dell'aviazione sudanese. L'ONU ha dichiarato, dal canto suo, di voler avviare delle indagini in merito a quanto potrebbe essere accaduto nel Nord Darfur: nei villaggi di Kurbia e Umraik, i più colpiti, il bilancio sarebbe di un morto, due dispersi, due feriti almeno. A lanciare le ennesime accuse al governo sudanese sono importanti esponenti dei due principali movimenti ribelli in Darfur, il Sudan Liberation Army e il Justice and Equality Movement, che da anni chiedono uguale dignità politica ed economica per il popolo del Darfur, in un Paese, il Sudan, dal cui sviluppo economico della capitale sono da sempre escluse periferie e minoranze. Ma in Africa, anche questo, potrebbe tradursi nell'ennesima lotta di potere, in Sudan come in Congo, ma anche nel cuore di ogni uomo. Dimensioni che ha voluto ricordare il Papa, Bendetto XVI, nella preghiera di chiusura dell'udienza generale del mercoledì, in piazza San Pietro a Roma.

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mercoledì, luglio 18, 2007

Gli arabi stanno rimpiazzando i darfuriani?


E' già di qualche giorno fa la notizia secondo cui il governo sudanese sta ripopolando con arabi le terre levate ai darfuriani. Secondo le indiscrezioni pubblicate, tra gli altri, da The Independent, un report delle Nazioni Unite parlerebbe di 30 mila arabi in due mesi.
Il numero potrebbe essere già oggi grandemente sottostimato; altre fonti parlano di ulteriori 45 mila arabi provenienti dal Niger.
L'operazione potrebbe essere collegata alle elezioni, attese tra due anni dopo il colpo di stato (1989) dell'attuale Presidente, Omar al-Bashir.

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