Il blog di Italians for Darfur

venerdì, marzo 03, 2017

Al-Bashir dissolve il suo Governo

Il presidente sudanese Omer al-Bashir ha sciolto il suo Governo ed ha assegnato ai Ministri il compito di continuare con le loro attuali responsabilità fino alla formazione del Governo Nazionale di Consenso.

La mossa segue la nomina da parte del presidente al-Bashir di Bakri Hassan Saleh come Primo Ministro, in attuazione dei risultati della Conferenza di Dialogo Nazionale.

Il Ministro Sudanese dell'Informazione e portavoce del Governo, Ahmed Osman Balal, ha confermato ai giornalisti che il Presidente ha emesso due decreti relativi alla dissoluzione del Gabinetto e la continuazione dei compiti dei Ministri esistenti fino alla formazione di un Governo Nazionale di Consenso.

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lunedì, ottobre 10, 2016

La Conferenza di Dialogo approva il documento nazionale

Domenica, la sessione procedurale della Conferenza Nazionale di Dialogo del Sudan ha approvato il documento nazionale che rappresenta la base per la redazione di una Costituzione permanente del Paese.

Il documento è stato firmato dai leader dei partiti politici e dei gruppi armati che hanno partecipato alla Conferenza di Dialogo, mentre gli altri partiti politici dovrebbero approvare il documento in vista della sessione finale di lunedì.

Il Presidente sudanese, Omer al-Bashir, che ha presieduto la sessione di procedura, ha affermato che il documento nazionale riflette la volontà del popolo sudanese e serve come base per governare il Paese.

Al-Bashir ha, inoltre, accolto con favore le Forze Future del Cambiamento (FFC), l'Alleanza delle Forze Nazionali (NFA) e una figura del Partito Nazionale dell'Umma (NUP), Mubarak al-Mahdi, per far parte della conferenza di dialogo.

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mercoledì, febbraio 10, 2016

Nuove pressioni ai gruppi ribelli per partecipare all'ultima fase del dialogo di pace

L'Assistente presidenziale del Sudan, Ibrahim Mahmoud Hamid, ed il Capo Negoziatore del Governo per i Colloqui di Pace con lo SPLM-N hanno invitato l'amministrazione degli Stati Uniti a mettere ulteriori pressioni sui gruppi ribelli per partecipare alla Conferenza di Dialogo Nazionale.

Hamid, che ha incontrato l'incaricato degli Affari Esteri degli Stati Uniti a Khartoum, l'ambasciatore Jerry Lanier, ha esortato Washington ad esercitare più pressione sui movimenti armati per farli aderire al dialogo nazionale in quanto sta giungendo al termine proprio in questi giorni.

La sua richiesta arriva un giorno dopo che il Ministro degli Esteri, sudanese Ibrahim Ghandour, aveva chiesto a una delegazione dell'Istituto di Pace degli Stati Uniti (USIP) ed ai funzionari dell'istituto tedesco per la mediazione, la Berghof Foundation, di esercitare pressione sui ribelli rispetto ad una loro partecipazione al processo di pace.

L'Assistente presidenziale ha sottolineato che i partecipanti alla conferenza di dialogo hanno dimostrato serietà per ottenere le migliori soluzioni ai problemi del Sudan.

L'amministrazione statunitense esige che Khartoum ponga fine ai conflitti armati negli Stati del Sud Kordofan e Nilo Azzurro oltre che nel Darfur e firmi un accordo di pace con i gruppi armati come prerequisiti per la cancellazione delle sanzioni economiche contro il Sudan.

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venerdì, febbraio 05, 2016

La Conferenza di Dialogo Nazionale sta giungendo al termine

Il Presidente del Sudan, Omar al-Bashir, ha detto che la Conferenza di Dialogo Nazionale sta volgendo al suo termine, riconoscendo che i conflitti armati rappresentano, oggi, la più grande sfida del Sudan.

La Conferenza di Dialogo interno è stata inaugurata a Khartoum il 10 ottobre 2015, nonostante un ampio boicottaggio da parte della grande opposizione politica e armata.

Al-Bashir, che ha incontrato i leader delle forze politiche nella città di Kosti, nello Stato del Nilo Bianco , ha criticato quelle forze di opposizione che continuano a chiedere il raggiungimento di un consenso nazionale ed una Costituzione permanente.

"Il Sudan ha effettivamente partecipato alla liberazione del Continente africano ed ha occupato una posizione rilevante nella storia della politica africana ed è un peccato (che stiamo ancora parlando) della (redazione) di una Costituzione ed (il raggiungimento) del consenso nazionale", ha sottolineato.

Egli ha puntualizzato che la Conferenza di Dialogo ha cercato di includere tutte le forze politiche e le organizzazioni della società civile al fine di attuare un programma di riforme pubbliche e realizzare lo sviluppo e la stabilità nel Paese.
 
Al-Bashir ha aggiunto che la Conferenza ha raggiunto grandi risultatii, tra cui la riunione dei partiti politici e gruppi armati e lo scambio di opinioni e richieste delle parti per l'interesse del Paese.

Egli ha precisato che le raccomandazioni della Conferenza serviranno a rafforzare l'unità del popolo sudanese e permettere di raggiungere un consenso per la redazione di una Costituzione permanente con lo scopo di implementare la stabilità nel Paese.

Il Presidente sudanese ha, inoltre, concluso che la guerra rappresenta il problema principale del Sudan, sottolineando che sta ostacolando lo sviluppo politico, sociale ed economico.

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venerdì, gennaio 29, 2016

La Conferenza Nazionale per il Dialogo decide per un Governo di transizione

La Conferenza Nazionale per il Dialogo ha accettato di formare un Governo di transizione presieduto dal presidente Omar al-Bashir, nonostante l'iniziale opposizione a tale disposizione del Partito di Governo.

Il Comitato per le Questioni di Governo ha concluso degli accordi, tra cui "il principio del trasferimento pacifico del potere attraverso un Governo di riconciliazione nazionale guidato dal presidente Omar al-Bashir", ha detto il capo del Pannello Barakat Musa Hawati.

Il Partito del Congresso Nazionale era inizialmente contrario a tale idea, temendo che avrebbe aperto le porte all'opposizione per chiedere la nomina di un Presidente ad interim o una presidenza collegiale.

Hawaii ha, ulteriormente, affermato che i livelli di Governo locali e nazionale sono stati approvati all'unanimità dal Comitato per le Questioni di Governo. Ma tali livelli devono essere decisi da una giuria di conciliatori. Diversi funzionari del Governo nazionale hanno recentemente messo in guardia contro il sistema regionale ed hanno indicato la loro preferenza per l'attuale sistema che divide il paese in 18 Stati.

In linea con il Documento del Darfur per la Pace in Darfur (DDPD), la popolazione del Darfur voterà il prossimo aprile per decidere se mantenere i cinque Stati separati o riunirsi in un unico Stato.

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lunedì, dicembre 28, 2015

Estesa la conferenza di dialogo a tempo indeterminato

Il Comitato di Coordinamento di Dialogo del Sudan, noto come 7+7, ha deciso di estendere la conferenza di dialogo nazionale a tempo indeterminato.

Il Partito del Congresso Nazionale (NCP) che guida la conferenza di dialogo è stato inaugurato a Khartoum il 10 ottobre nonostante il grande boicottaggio della maggiore opposizione politica e armata.

La scorsa settimana, il Comitato 7+7, aveva sottolineato che non c'era alcuna intenzione di estendere la conferenza del dialogo, dicendo che si prevedeva di concluderla il 10 gennaio 2016.

Tuttavia, l'assistente del Presidente del Sudan e membro del Comitato 7+7, Ibrahim Mahmoud Hamid ha detto ai giornalisti che la conferenza è stata prorogata per ragioni logiche e pratiche, notando che anche i  gruppi politici e armati rimasti al margine fino ad adesso, hanno espresso il desiderio di partecipare alla conferenza.

Inoltre, ha aggiunto che alcuni dei comitati di dialogo hanno bisogno di più tempo per finire il loro lavoro. È stato, anche, sottolineato che ci sono ragioni oggettive alla base della decisione di estendere la conferenza.

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martedì, dicembre 22, 2015

Un altro gruppo ribelle si aggiunge alla Conferenza di Dialogo Nazionale

Il Presidente del Movimento della Nuova Giustizia ed Uguaglianza del Darfur (N-JEM), Mansour Arbab Younis, è giunto a Khartoum per incontrarsi con il presidente Omar al-Bashir e per aderire alla Conferenza Nazionale di Dialogo in corso.

La fazione ribelle ha detto che ha acconsentito a partecipare al dialogo dopo aver ricevuto una risposta positiva sulle precondizioni da essi fissate, in precedenza, per unirsi al dialogo.

I leader del Movimento avevano posto come condizione per unirsi ai colloqui l'estensione del periodo di cessate il fuoco nel Darfur, l'eliminazione delle condanne a morte pronunciate contro elementi ribelli del Darfur, la pubblicazione degli elenchi dei combattenti del Movimento fatti prigionieri nella battaglia di Nakhara oltre ad ospitare la delegazione del Movimento.

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