Il blog di Italians for Darfur

lunedì, agosto 21, 2017

Incontro di alto livello per discutere sul processo di pace in Darfur

Una delegazione congiunta del Movimento per la Liberazione del Sudan (SLM-MM), guidata da Minni Minnawi e dal Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), hanno tenuto consultazioni informali con alcuni inviati occidentali sul processo di pace nel Darfur.

"I due movimenti si sono incontrati con i delegati tedeschi e francesi in Sudan, oltre al rappresentante dell'ufficio dell'ex inviato degli Stati Uniti in Sudan e Sud Sudan e al rappresentante dell'UE nel Corno d'Africa, nonché al rappresentante dell'istituzione tedesca per la mediazione , Berghof Foundation ",  si legge nella dichiarazione estesa ai media e firmata dal JEM e dai principali negoziatori dello SLM-MM.

Secondo la dichiarazione, nell'incontro, che si è svolto giovedì, si è discusso dei modi per concordare una dichiarazione di principi per riprendere i colloqui di pace ed affrontare le questioni relative alla sicurezza ed umanitarie nelle zone di conflitto.

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giovedì, giugno 22, 2017

Un'altra fazione scissionista dello SLM-AW è entrata nel processo di pace

Una nuova fazione scissionista del Movimento per la Liberazione del Sudan, guidata da Abdel-Wahid al-Nur, è entrata nel processo di pace dopo anni di ribellione nell'area di Jebel Marra, ha detto il governatore del Darfur Centrale.

Il Governo del Darfur Centrale, lo scorso novembre, ha firmato un accordo di pace con alcuni comandanti separati dallo SPLM-AW tra cui Abu Gamal Khalil Bakr, Al-Amin Abdel-Jabar al-Tahir (aka al-Amin Turo) ed il portavoce del Movimento, Shihab al-Din Ahmed Hagar.

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mercoledì, aprile 12, 2017

Khartoum chiede a Parigi di convincere il leader dello SLM-AW ad unirsi al processo di pace

Il Governo del Sudan ha invitato la Francia a convincere il leader del Movimento ribelle per la Liberazione del Sudan (SLM-AW), Abdel-Wahid al-Nur, ad unirsi al processo di pace in Darfur.

Al-Nur si rifiuta di negoziare con il Governo dopo il fallimento del processo di pace di Abuja nel 2006. Afferma che le autorità sudanesi devono disarmare le milizie, garantire la sicurezza per gli sfollati e dei civili in Darfur e restituire le terre sottratte prima di firmare un accordo.

Insiste, inoltre, che qualsiasi negoziato dovrebbe trattare solo delle cause alla radice del conflitto, non delle sue conseguenze.

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giovedì, dicembre 22, 2016

Minni Minnawi: se cade regime finisce la lotta armata

Minni Minnawi, leader di una fazione del Sudan Liberation Movement (SLM-MM) ha accolto con favore le richieste per rovesciare il regime del presidente Omer al-Bashir attraverso la disobbedienza civile ed ha annunciato che la caduta del regime significherebbe la fine della lotta armata.

Parlando in un incontro pubblico il giorno prima dello sciopero generale ad Hannover, Germania, Minnawi ha detto che il suo movimento appoggerà tutti gli sforzi degli attivisti volti a rovesciare il regime sudanese.

"Vi assicuriamo che la caduta del regime significherebbe la fine delle ragioni per la lotta armata e l'inizio della nostra partecipazione al processo di costruzione della pace", ha detto Minnawi secondo una dichiarazione estesa dal suo movimento ai media.

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venerdì, settembre 30, 2016

L'opposizione chiede ad al-Bashir di espandere il processo di pace

I partiti di opposizione del Sudan del Nord hanno chiesto al presidente Omar al-Bashir di portare avanti il processo di pace anche con i ribelli del sud.

In una dichiarazione inviata ai media, il Partito dell'Umma, il Partito Unionista Democratico, il Partito Comunista hanno detto ad al-Beshir che il processo di pace non otterrà i suoi frutti se sarà limitato al Movimento per Liberazione Popolare del Sudan (SPLA).

"Tutti i sudanesi hanno il diritto di decidere sul futuro della loro patria e di elaborare una nuova mappa del Sudan insieme", hanno sottolineato.

La dichiarazione è giunta dopo il sesto round di colloqui tra Khartoum e lo SPLA a Nakuru, in Kenya che si è concluso senza un progetto di accordo di pace.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article7

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venerdì, febbraio 19, 2016

Il Sudan estende il processo di dialogo per la pace

Il Comitato Nazionale di Coordinamento del Dialogo, nota come (7+7), ha accettato di estendere il processo politico per un tempo illimitato ed ha invitato i gruppi che non hanno finora partecipato a prendere parte al processo di dialogo.

Il processo di pace era iniziato il 10 ottobre 2015 e sarebbe dovuto durare tre mesi ma ora è stata prevista un'estensione della sua conclusione: in una conferenza stampa tenuta giovedì, l'assistente presidenziale sudanese, Ibrahim Mahmoud Hamid, ha annunciato l'estensione del processo di dialogo nazionale per un tempo indeterminato.

"Il dialogo continuerà fino al completamento delle sue fasi ed il raggiungimento dei suoi obiettivi, perché è uno dei più grandi progetti nazionali del Paese dopo l'indipendenza", Hamid ha detto ai giornalisti dopo una riunione del meccanismo 7+7.

L'assistente presidenziale che è anche il Capo Negoziatore per i Colloqui di Pace con il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N), ha affermato che gli sforzi continueranno a convincere i movimenti armati a partecipare al dialogo ed ha annunciato che tre fazioni del Darfur Nord aderiranno al processo.

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giovedì, gennaio 14, 2016

Il Partito Nazionale dell'Umma promette di aumentare la pressione su al-Bashir

L'opposizione rappresentata dal Partito Nazionale dell'Umma (NUP), guidato dall'ex primo ministro Sadiq al-Mahdi, ha denunciato il Governo per la sua inazione nelle riunioni di pre-dialogo ed ha avvertito che lancerà una nuova campagna per isolare il Governo.

Infatti, al-Bashir continua a rifiutare la partecipazione dei gruppi di opposizione nelle riunioni preparatorie per il dialogo nazionale che l'Unione Africana prevede di tenere a Addis Abeba.

Invece di sostenere l'organizzazione di un incontro inclusivo così come previsto nella una tabella di marcia approvata dall'Unione Africana, il Governo dice che solo i gruppi armati e il NUP possono partecipare a questo incontro procedurale.

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mercoledì, gennaio 13, 2016

JEM e SLM-MM presentano una carta comune per la pace in Darfur

Il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) del Movimento per la Liberazione del Sudan-Minni Minnawi (SLM-MM) presenterà un documento della posizione comune al mediatore del Qatar per spiegare il modo per raggiungere la pace nel Darfur.

L'annuncio è stato dato martedì scorso in seguito ad una riunione tenutasi a Parigi tra il Vice Primo Ministro del Qatar, Ahmed bin Abdallah al-Mahmud, il Capo del JEM, Gibril Ibrahim, e il Presidente dello SLM-MM.

All'inizio della settimana scorsa, i due leader dei gruppi ribelli avevano sottolineato che l'incontro era stato organizzato per discutere la loro richiesta di aprire il testo quadro per i negoziati con il funzionario del Qatar che aveva co-mediato per la stesura Documento di Doha per la Pace in Darfur (DDPD).

"Le due parti hanno convenuto che i due movimenti forniscono una Carta dettagliata al Qatar tra cui la loro visione di una possibilità di trovare un terreno comune per il processo di pace nel Darfur al più presto possibile", pronunica la breve dichiarazione.

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giovedì, dicembre 17, 2015

Iniziati i colloqui informali per il processo di pace in Etiopia

Le Riunioni informali tra le delegazioni del Governo sudanese ed il Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) sono iniziate nella Capitale etiope nel tentativo di sbloccare la situazione sui colloqui di pace.

Lo scorso novembre le parti in conflitto nel Sud Kordofan e Nilo Azzurro sono riuscite a raggiungere la cessazione delle ostilità e degli accordi per l'accesso umanitario.

Il gruppo di esperti dell'Unione Africana di Attuazione di Alto Livello (AUHIP) ha, recentemente, proposto alle due parti di inviare delle delegazioni ad Addis Abeba per negoziare in colloqui informali e diretti le lacune prima di riprendere i colloqui ufficiali e per finalizzare un accordo.

Il Diplomatico sudanese ad Addis Abeba ha detto che le discussioni informali sono iniziate mercoledì, aggiungendo che affronterà l'accordo di sicurezza tra cui la cessazione delle ostilità e del fuoco, oltre l'assistenza umanitaria.

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mercoledì, settembre 16, 2015

Il Movimento di Liberazione del Sudan si distanzia dal Movimento Rivoluzionario Sudanese

Il Movimento di Liberazione del Sudan-Abdel Wahid al-Nur (SLM-AW) ha preso le distanze dalla dichiarazione rilasciata dall'ombrello dei gruppi ribelli del Movimento Rivoluzionario Sudanese (SRF) annunciando la loro disponibilità per una cessazione di sei mesi delle ostilità in collaborazione con il Governo.

Lunedì scorso il Presidente del SRF, Malik Agar, ha espresso la volontà di firmare una tregua di sei mesi negli Stati del Nilo Azzurro e del Sud Kordofan e nella regione del Darfur, a condizione che Khartoum sia impegnata nel processo di dialogo inclusivo e accetti il processo di pre-dialogo.

Nel comunicato stampa emesso mercoledì, il portavoce ufficiale per l'Ufficio del Leader del SLM-AW, Mohamed Abdel Rahman al-Nayer, ha affermato che il suo gruppo ha partecipato alla riunione del SRF con degli inviati speciali internazionali dove hanno presentato la propria posizione rifiutando ogni tipo di negoziazione con il regime sudanese al meno che quest'ultimo non disarmi i propri miliziani e decida di proteggere pienamente i propri cittadini.

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martedì, settembre 08, 2015

Proteste del Governo per riunione tra ribelli e Governo dell'Uganda

Ibrahim Mahmoud Hamid, Vice Presidente del Partito del Congresso Nazionale (NCP),  ha accusato l'Uganda di aver orchestrato, il mese scorso, un incontro ad Addis Abeba tra il Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana (AUPSC) ed i gruppi ribelli del Sudan.

Hamid ha descritto la mossa come un "atto unilaterale" ed ha sottolineato che esso costituisce un precedente per aver violato la Carta Africana. Il rappresentante del Governo ha affermato che il Governo sudanese aveva ufficialmente chiesto spiegazioni.

In un'intervista, inoltre, Hamid ha spiegato che la riunione dell'AUPSC con i gruppi ribelli e di opposizione potrebbe avere "ripercussioni negative per il processo di pace che si sta attuando tra le parti in conflitto in Sudan".



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mercoledì, agosto 26, 2015

L'Unione Africana mette le basi per il processo di pace

Il Consiglio di Pace e Sicurezza dell'Unione Africana (AUPSC) ha rinnovato il suo sostegno a un approccio olistico per porre fine ai conflitti in Sudan ed ha chiesto l'istituzione di una conferenza preparatoria per creare le condizioni necessarie affinché possa iniziare il processo di dialogo nazionale che il Governo prevede di tenere all'interno del Paese.

Il Mediatore e Capo del Gruppo di Attuazione ad Alto Livello dell'Unione Africana (AUHIP), Thabo Mbeki, ha informato AUPSC sul suo recente incontro con il Presidente Omar al-Bashir dicendo che quest'ultimo è determinato a procedere con il processo interno anche senza i gruppi ribelli ed i partiti di opposizione.

Lunedi, il corpo di pace e la sicurezza regionale ha ricevuto alcuni gruppi ribelli e di opposizione sudanesi. Durante l'udienza, le forze del "Sudan Call" hanno espresso il loro impegno per un processo inclusivo e globale in linea con la tabella di marcia dell'Unione Africana per facilitare il dialogo nazionale. Essi hanno inoltre accusato Khartoum per aver rifiutato di partecipare alla riunione preparatoria del marzo scorso.

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martedì, agosto 25, 2015

Nuovo Procuratore per risolvere la guerra in Darfur

Il Governo sudanese ha nominato un nuovo Procuratore Speciale per i crimini nel Darfur per sostituire Yasser Mohamed Ahmed che è stato, invece, spostato altrove.

Il nuovo Procuratore, al-Fatih Issa Taifoor, ha assunto ufficialmente l'incarico nello stato del Nord Darfur, dove è giunto sabato.

In alcune dichiarazioni da El-Fasher, Taifoor ha sottolineato la serietà del Governo e del Ministero della Giustizia per stabilire lo Stato di diritto e la lotta contro l'impunità.

Taifoor ha detto che cercherà di raggiungere il suo compito senza sosta in modo che il Darfur possa godere la sicurezza e la pace sociale.

È stato accolto con un benvenuto ufficiale da alcuni funzionari di Governo come il governatore Abdul-Wahid Youssef e dei membri del Comitato per la Sicurezza dello Stato.

Khartoum ha creato questa posizione nel 2003 per dimostrare alla comunità internazionale la sua serietà nel cercare gli autori dei crimini che sarebbero stati commessi nel corso della guerra contro i ribelli armati nel Sudan Occidentale.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article56159

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mercoledì, agosto 12, 2015

Al Bashir chiede all'Uganda atteggiamento diverso per il processo di pace

Il Presidente del Sudan, Omar al-Bashir, ha invitato il suo omologo ugandese, Yoweri Museveni, di convincere i gruppi ribelli a partecipare a un processo inclusivo che il suo Governo sta progettando di tenere all'interno del Paese per discutere di questioni di pace e di riforme democratiche.

Khartoum accusa Kampala di nutrire e sostenere i gruppi ribelli che combattono il Governo sudanese nella regione del Darfur e negli Stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro; ma quest'ultimo nega le accuse.

L'ambasciatore sudanese ha riferito a quello ugandese, Abdel Bagui Kabirl, che il Ministro degli Esteri del Sudan, Ibrahim Ghandour, ha consegnato un messaggio al presidente Museveni informando degli sforzi che si stanno attuando per migliorare il processo di dialogo nazionale in Sudan.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article56001

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martedì, luglio 28, 2015

LA SPLM-N chiede ad Obama di premere su Karthoum per la pace

Il Movimento del Popolo per la Liberazione del Sudan- Nord (SPLM-M) ha invitato il presidente Usa Barack Obama a fare pressione sul Governo sudanese per porre fine alla guerra, consentire l'accesso umanitario e realizzare le riforme democratiche nel Paese.

L'appello giunge dopo che il presidente Obama insieme ai leader ed i funzionari dell'Autorità Intergovernativa dell'Africa Orientale per lo Sviluppo (IGAD) avevano discusso sulla situazione di crisi di 19 mesi in Sud Sudan con il fine di preparare la fase finale dei negoziati di pace tra le parti in conflitto.

Inoltre, Obama ha tenuto un incontro separato con il Ministro degli Esteri sudanese, Ibrahim Gandour, che ha partecipato alla riunione dell'IGAD per discutere la normalizzazione delle relazioni bilaterali e il dialogo in corso tra i due Paesi che sembra essere in fase di ripresa.

La SPLM-N afferma che Obama non dovrebbe "permettere al Governo sudanese di utilizzare il suo impegno con gli Stati Uniti per continuare il genocidio, le violazioni dei diritti umani, di negare l'accesso umanitario, di immischiarsi negli affari regionali e di far guadagnare tempo alla dittatura", dice la nota.

Nulla è emerso dall'incontro tra Obama e Ghandour, che è il primo con un funzionario sudanese dopo la sua elezione. Tuttavia, Washington in tempi diversi ha invitato Khartoum a porre fine al conflitto.

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giovedì, luglio 23, 2015

Richiesta di posticipare il processo di pace

Un membro dell'organo di coordinamento per il dialogo in Sudan -noto come 7 + 7- ha detto che intende chiedere al presidente Omer Hassan al-Bashir di ritardare l'avvio del processo di pacificazione fino a ottobre per permettere ai comitati di dialogo di preparasi al meglio. 

Aboud Jaber, membro del comitato 7 + 7, ha affermato che nel prossimo incontro con al-Bashir vorrebbe fissare la data per l'inizio del dialogo. Diversi funzionari sudanesi, tra cui il Ministro degli Esteri, Ibrahim Ghandour, aveva promesso di riprendere il processo di dialogo dopo la fine del mese sacro del Ramadan.

Tuttavia, Jaber ha sottolineato che sia l'opposizione che i partiti al Governo in seno al comitato 7 + 7 hanno deciso di rinviare il dialogo, indicando che l'inizio del processo di pace dovrebbe iniziare entro tre mesi ad eccezione di situazioni d'emergenza.

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giovedì, luglio 16, 2015

La SPLM-N tagliata fuori dai negoiati

Il gruppo ribelle del Sudan People Liberation Movement North (SPLM-N) ha negato le recenti notizie pubblicate a Khartoum nelle quali si sotiene che il Capo del Pannello di Alto Livello di Implementazione dell'Unione Africana (AUHIP), Thabo Mbek, abbia invitato il Segretario Generale della SPLM-N, Yasir Arman, a viaggiare ad Addis Abeba per le consultazioni sul processo di pace. Il Portavoce della SPLM-N, Ardol Mubarak ha accusato un membro del gruppo di negoziatori del Governo sudanese, Hussein Karshum.

"Hussein Karshum è egli stesso la fonte del rapporto il quale risulta falso. Il rapporto è destinata a suscitare dubbi fra i ranghi dell'opposizione", così Mubarak ha detto in un comunicato inviato via email.

In sintesi, sembra dimostrato che i gruppi di opposizione siano tagliati fuori dal processo di pace in atto attraverso l'impegno internazionale.

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venerdì, luglio 10, 2015

Il Governo rifiuta il processo di pace proposto dall'opposizione

Il Governo sudanese ha respinto una richiesta del leader del National Umma Party (NUP), Sadiq al-Mahdi, per un nuovo processo di pace sostenuto da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ai sensi del Capitolo Sette. 

Mercoledì scorso, al-Mahdi, aveva accusato il Governo sudanese per aver "ucciso" il dialogo nazionale ed aveva invitato il Consiglio per la Pace e la Sicurezza (CPS) dell'Unione Africana di adottare un nuovo processo di pace dove la mediazione sia consolidata da dei partner internazionali. Aveva spinto, inoltre, a potenziare i mediatori per giudicare le azioni degli antagonisti sudanesi.

Il Ministro sudanese dell'Informazione ed il Co-Portavoce del meccanismo del Dialogo Nazionale (7+7), Ahmed Balal, ha respinto la proposta di al-Mahdi, dicendo che costui ha lo scopo di sottoporre il dialogo nazionale a quella che ha definito un'"Amministrazione Fiduciaria Internazionale". Egli ha, quindi, giudicato negativamente l'internazionalizzazione della questione del Sudan.

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