Il blog di Italians for Darfur

lunedì, agosto 21, 2017

Incontro di alto livello per discutere sul processo di pace in Darfur

Una delegazione congiunta del Movimento per la Liberazione del Sudan (SLM-MM), guidata da Minni Minnawi e dal Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), hanno tenuto consultazioni informali con alcuni inviati occidentali sul processo di pace nel Darfur.

"I due movimenti si sono incontrati con i delegati tedeschi e francesi in Sudan, oltre al rappresentante dell'ufficio dell'ex inviato degli Stati Uniti in Sudan e Sud Sudan e al rappresentante dell'UE nel Corno d'Africa, nonché al rappresentante dell'istituzione tedesca per la mediazione , Berghof Foundation ",  si legge nella dichiarazione estesa ai media e firmata dal JEM e dai principali negoziatori dello SLM-MM.

Secondo la dichiarazione, nell'incontro, che si è svolto giovedì, si è discusso dei modi per concordare una dichiarazione di principi per riprendere i colloqui di pace ed affrontare le questioni relative alla sicurezza ed umanitarie nelle zone di conflitto.

Etichette: , , , ,

giovedì, maggio 18, 2017

Il Sudan congela i conti delle persone collegate con il terrorismo

L'Autorità Nazionale Contro il Terrorismo (NCA) del Sudan ha dichiarato di aver congelato i conti bancari delle persone legate alle attività terroristiche e li ha inclusi nell'elenco delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L'Unione Europea (UE) ha tenuto un workshop di due giorni a Khartoum sotto il titolo "Combattere il terrorismo ed il riciclaggio di denaro" dal 17 al 18 maggio per migliorare l'efficienza delle forze regolari, organi giudiziari e banche centrali.





Etichette: , , ,

mercoledì, marzo 15, 2017

Incontro fra Sudan ed Unione Europea su argomenti in comune

I funzionari del Ministero degli Esteri del Sudan e la delegazione in visita dell'Unione Europea (UE) hanno discusso su diverse questioni di interesse comune.

Il Direttore del Dipartimento di Relazioni Internazionali alla Farnesina, Mahmoud Hassan al-Amin, ha spiegato ai giornalisti le questioni di cui hanno parlato le due parti, tra cui i diritti umani, la pace in Darfur, la strategia di uscita di UNAMID, nonché del commercio, la cooperazione economica e l'immigrazione illegale.

Al-Amin ha affermato che i colloqui sono stati caratterizzati da "chiarezza e schiettezza", sottolineando che il suo Paese spera che questi incontri possano portare a "una migliore comprensione dell'UE della situazione in Sudan.

Etichette: , , , , ,

venerdì, febbraio 10, 2017

Inviati EU ed ufficiali del Nord Darfur si accordano sui piani di disarmo

Gli inviati dell'Unione Europea per il Sudan hanno discusso con i funzionari del Governo dello Stato del Nord Darfur i piani del post conflitto per raccogliere le armi ed implementare le strategie di recupero.

Gli inviati europei stanno visitando il Darfur per valutare gli sforzi delle autorità sudanesi arispetto all'ambiente di post-conflitto che è caratterizzato da insicurezza, illegalità, economie mal funzionanti, e mancanza di servizi e coesione sociale.

In seguito ad un incontro con la delegazione UE, il Vice Governatore del Nord Darfur, Mohamed Birama ha confermato ai giornalisti i piani congiunti in corso con i 16 diplomatici europei 

Etichette: , , ,

venerdì, dicembre 16, 2016

Accordi fra banche locali e straniere per aiutare le zone bisognose di aiuti umanitari

Alcuni funzionari degli Stati Uniti hanno incoraggiato le banche internazionali di appoggiare il Sudan nelle zone in cui si necessitano gli aiuti umanitari e le transazioni personali sottolineando che le sanzioni hanno lo scopo di bloccare le attività del Governo e di persone mirate.

Durante una riunione tenutasi il 12 dicembre a Londra con le banche europee e regionali, i funzionari dell'Ufficio di Controllo delle Attività Straniere (OFAC) del Dipartimento del Tesoro e del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti hanno discusso con delle banche private dei modi per evitare che le sanzioni possano colpirle e danneggiare tutte le persone e le zone bisognose di aiuti umanitari. 

L'incontro è stato un passo positivo per incoraggiare le banche straniere di effettuare delle transazioni con le banche locali ed incentivare il libero scambio di beni economici.



Etichette: , , , , ,

mercoledì, settembre 07, 2016

L'UE rifiuta di usare le milizie del Sudan per combattere l'immigrazione illegale

L'Unione europea (UE) ha negato di fornire qualsiasi sostegno alle Forze di Supporto Rapido (RSF), riconosciuto sostegno per gli sforzi del Sudan nel combattere l'immigrazione illegale ed il traffico di esseri umani.

L'RSF, che sono ampiamente identificate con le milizie Janjaweed, sono state originariamente mobilitate dal Governo sudanese per sedare la rivolta scoppiata nel Darfur nel 2003.

La milizia è stata riattivata e ristrutturata, nuovamente, nell'agosto 2013 sotto il comando del NISS per la lotta contro l'alleanza dei gruppi ribelli nella Regione del Darfur, negli Stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro in seguito agli attacchi comuni nel Nord e nel Sud Kordofan nell'aprile 2013

Etichette: , , ,

venerdì, aprile 22, 2016

Il Governo del Sudan incontra i diplomatici europei per un punto della situazione

In seguito al briefing per gli ambasciatori africani, il Ministero degli Esteri sudanese ha tenuto un secondo incontro con i diplomatici europei a Khartoum per informarli sulla posizione del Governo rispetto all'accordo sulla tabella di marcia per la pace ed il dialogo nazionale ed i progressi del referendum amministrativo in Darfur.

Nel corso del lungo incontro con i diplomatici europei, il Sottosegretario per gli Affari Esteri, Abdel Ghani Al Naeem, ha ribadito l'impegno del Governo per raggiungere la pace e la stabilità arrivando a firmare l'accordo sulla tabella di marcia, nonostante la riserva su alcune parti del testo.

In una dichiarazione alla stampa, rilasciata dopo la riunione, El Naeem ha sottolineato che l'accordo è stato sostenuto dalle Nazioni Unite, l'Unione Africana, l'Unione Europea e la Lega Araba e l'ha considerato come una buona base per la pace in Sudan.

Infine, egli ha invitato l'Unione Europea ed i Paesi europei a sostenere gli sforzi del Governo per la pace in Sudan, sottolineando che ciò aiuterebbe il Paese alla stabilità regionale.

Etichette: , , , , ,

lunedì, febbraio 15, 2016

Incontri per la cooperazione tra l'Unione Europea ed il Sudan

L'Inviato dell'Unione Europea (UE) in Sudan, Tomas Uličný, ha discusso con il Ministro degli Esteri sudanese, Ibrahim Ghandour, la sua visita presso la sede dell'UE di Bruxelles.

Il Ministro sudanese dovrebbe iniziare lunedì una visita di tre giorni a Bruxelles per discutere con i funzionari dell'UE le questioni riguardanti la democrazia, i cambiamenti climatici, le migrazioni ed i diritti umani.

Secondo Uličný, Ghandour incontrerà l'Alto Rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Federica Mogherini, il Commissario dell'UE per gli Aiuti Umanitari e la Gestione delle Crisi, Christos Stylianides, ed il Commissario Europeo per la Migrazione, gli Affari Interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos.

Ghandour incontrerà anche un certo numero di deputati europei, oltre ai rappresentanti permanenti del Comitato Politico e di Sicurezza (CPS).

Uličný ha descritto la prossima visita di Ghandour "un passo nella giusta direzione per le relazioni europee e sudanesi", sottolineando che potrebbe aprire la porta ad una migliore comprensione del Sudan e la Regione. Egli ha sottolineato che la visita offrirebbe l'opportunità di esplorare nuovi orizzonti della cooperazione tra il Sudan e l'UE compresa la migrazione, i cambiamenti climatici e la prevenzione dell'estremismo.

Etichette: , , , ,

mercoledì, luglio 29, 2015

Karthoum protesta per "false informazioni" dell'Unione Europea

Il Ministero degli Affari Esteri del Sudan ha chiamato in causa l'Unione Europea (UE) convocando il suo rappresentante a Khartoum per protestare contro le false informazioni pubblicate dalla Commissione Europea per quanto riguarda la situazione umanitaria nel Darfur, Sud Kordofan e Nilo Azzurro.

Infatti, in una dichiarazione del 18 luglio, il Commissario dell'EU per gli Aiuti Umanitari e la Gestione delle Crisi, Christos Stylianides, ha detto che la situazione umanitaria in Sudan sta peggiorando ogni giorno, notando che  5,4 milioni di persone in Darfur, Sud Kordofan e Nilo Azzurro hanno bisogno di aiuti.

Il Ministro degli Esteri sudanese, Al-Sadiq, ha informato il funzionario dell'Unione Europea sugli sforzi effettuati dal Governo sudanese, in coordinamento con quello del Sud Sudan ed il Programma Alimentare Mondiale (PAM), per ospitare  i rifugiati provenienti dal Sud in Sudan.

Al-Sadiq ha, poi, sottolineato che il Sudan ha accettato l'iniziativa tripartita delle Nazioni Unite, la Lega Araba e l'Unione Africana per consegnare aiuti umanitari nelle zone del Nilo Azzurro e del Sud Kordofan, dicendo che i ribelli della SPLM-N hanno rifiutato di accettare l'iniziativa.

Il diplomatico sudanese ha, inoltre, affermato che il suo Governo ha confermato più di 500 visti e permessi di ingresso da parte dei lavoratori umanitari e per lo sviluppo delle Nazioni Unite nella prima metà del 2015, sottolineando che il 95% delle richieste sono stati approvate.


Etichette: , ,

martedì, luglio 30, 2013

17 milioni di euro dall'Unione Europea al Programma Alimentare Mondiale in Darfur

17 milioni di euro: è quanto l' European Commission’s Humanitarian Aid and Civil Protection Department (ECHO) destinerà a breve al WFP in Darfur, Nilo Azzurro e Sud Kordofan, il più grande progetto di sostegno alimentare al mondo. Un gesto nobile, che salverà forse i 2,9 milioni di sfollati in Darfur, in vista dell'attesa carestia di Ottobre. 


Etichette: ,

lunedì, dicembre 19, 2011

Ibrahim Gambari si insedia a capo della Commissione Congiunta per la Pace in Darfur.

Ieri 18 dicembre è stata formalizzata la nascita della Joint Commission (JC), che dovrebbe vigilare sull'effettiva attuazione del cessate-il-fuoco permanente e assicurare nuove misure di sicurezza, secondo quanto previsto dal "Documento per la Pace in Darfur" (DDPD) siglato a Doha tra gruppi di ribelli e il governo di Khartoum.
La commissione ne affiancherà un'altra, sempre sul cessate il fuoco, combinando la propria attività di supervisione a quella di forum politico tra le parti coinvolte (GOS e LJM). 
Ibrahim Gambari, rappresentante speciale dell'UNAMID, verrà accompagnato da un rappresentate dello Stato del Qatar, dove per due anni si sono svolte le trattative, della Lega Araba e dell'Unione Europea, nonchè osservatori cinesi, canadesi e norvegesi.

Secondo il rapporto presentato all'insediamento della commissione, nonostante permangano condizioni di palese insicurezza, si è registrata una notevole diminuzione degli scontri tra forze governative e forze ribelli non firmatarie dell'accordo.
Non è la prima volta che abbiamo assistito all'insediamento di nuove strutture di controllo e sviluppo della sicurezza in Darfur.
Si rileva, intorno a crisi umanitarie di immane tragedia, un grande dispendio di forze e risorse, che sembrano però, difficilmente, giungere ad atti risolutivi e pacificatori. 
Un percorso difficile, ma anche tanti interessi in gioco. 

Etichette: , , , ,

sabato, marzo 14, 2009

Domenica si chiude la missione dell' EUFOR in Ciad

Terminerà domenica il mandato del contingente europeo EUFOR in Ciad e Repubblica Centraficana, lungo il confine con il Darfur, dipiegatosi a partire dal 28 gennaio 2008. Circa 2000 soldati attenderanno però ancora qualche mese prima del definitivo avvicendamento con i caschi blu delle Nazioni Unite.

Etichette: , , , , ,

martedì, settembre 23, 2008

Esecuzioni sommarie e arresti arbitrari: ancora accuse a Khartoum. Ma la conta dei morti non si ferma: nuovi attacchi aerei in tutto il Darfur.

L`organizzazione non governativa Darfur Relief and Documentation Centre, con sede a Ginevra, ha rilanciato nei giorni scorsi pesanti accuse al governo sudanese: almeno 500 civili e presunti ribelli sarebbero stati uccisi nei tre giorni successivi all`attacco alla capitale a Maggio. Altre 4000 persone, la maggior parte senza legami con i movimenti ribelli, sarebbero state arrestate arbitrariamente negli stessi giorni.
Mentre si contano i morti dei mesi scorsi, il governo sudanese continua a fare uso dell`aviazione militare contro i villaggi in tutto il Nord Darfur e sferra nuovi pesanti attacchi alle forze ribelli di Minni Minnawi, reo di essersi dichiarato favorevole all`incriminazione per crimini di guerra del Presidente Al Bashir, del cui governo fa parte in base agli accordi di Abuja. Nell`ultima settimana, sono fuggiti in migliaia dai villaggi del Nord Darfur, rifugiandosi sulle montagne, lontani da ogni possibile aiuto, riferiscono le organizzazioni umanitarie.
Non mancano ovviamente le condanne di una parte della comunita` internazionale, che non e` mai stata avara di inchiostro, tra cui l`Unione Europea, la cui presidenza ha oggi rilasciato una dichiarazione ufficiale dai toni piu` severi del solito.
Alle Nazioni Unite sono in molti a domandarsi se l`incriminazione di Bashir, che appare sempre piu lontana dopo la presa di posizione di Francia e Unione Africana, possa destabilizzare ulteriormente la regione. Gli interessi in gioco in realta` sono tanti e diversi: il Procuratore Capo Moreno Ocampo vola a Ginevra per rilanciare la sua richiesta; qualcuno gia` pensa di dirottare l`aereo..

Etichette: , , , , , ,

martedì, marzo 18, 2008

Tibet, Birmania e Darfur: l'ombra lunga della Cina.

Mentre in Tibet la Cina reprime le proteste dei monaci contro le violazioni dei diritti umani, a meno di cinque mesi dall'inizio dei giochi Olimpici di Pechino, la Human Rights First, una delle principali ONG internazionali, rilascia un rapporto dettagliato sulla vendita di armi al Sudan: 'Investing in Tragedy: China's Money, Arms and Politics in Sudan'.
La Cina guida la classifica dei fornitori, con il 90% del totale, soprattutto armi leggere, nonostante l'embargo imposto dall'ONU.
Dal 2003, anno di inizio del conflitto in Darfur, al 2006, il colosso asiatico ha venduto al Sudan armi leggere per un valore di 55 milioni, ottenendo in cambio petrolio, di cui il Paese è ricco.
Dal 2000 ad oggi, infatti, l'estrazione del greggio è aumentata del 291% , pari a un valore per il produttore di 4,5 miliardi di euro, contro i 62 milioni del 1999. A una maggiore produzione di petrolio corrisponde un incredibile incremento nell'acquisto di armamenti, ben 680 volte in più.
Dopo un'inchiesta sui fondi pensione dei parlamentari europei, che aveva rivelato come si investisse anche in azioni della PetroChina/CNPC, il colosso petrolifero cinese, il Parlamento Europeo ha deciso pochi giorni fa di ritirare le sue quote azionarie.
E' presente in Darfur anche la francese TOTAL (approfondisci).

Etichette: , , , , , ,

domenica, luglio 22, 2007

Un piano per il Darfur

Pubblichiamo una traduzione ampia ma non integrale dell'intervento tenuto il 21 giugno da Andrew Stroehlein, Media Director di International Crisis Group e blogger, alla Commissione esteri della Camera dei Deputati. L'audio dell'incontro è qui [L.S.]

La crisi del Dafur non è solo un’agonia sul territorio, ma sta diventando anche una crisi della volontà internazionale.

Dopo più di quattro anni dall’esplosione del conflitto darfuriano, la situazione nel Sudan occidentale resta difficile. Nonostante a parole siano bendisposti ad un accordo di pace, il governo e le fazioni ribelli s’impegnano nella soluzione militare. La dimensione della crisi quasi sorpassa la nostra capacità di descriverla (…): la zona del disastro si sta espandendo ai confinanti Chad e Repubblica Centroafricana. (…)
Una delle principali ragioni del fallimento degli sforzi internazionali è stata la mancanza d’un comune approccio e strategia. Gli Stati Uniti chiedono pressione sul Sudan, mentre la Cina, che lì ha interessi economici e petroliferi, difende quel governo. Recentemente la Cina ha nominato Liu Guijin inviato speciale in Darfur, mostrando verso il Darfur interesse in un impegno politico che è tutto da verificare.
Khartoum usa le divisioni internazionali per allontanare la pressione. La recente promessa di accettare una forza di pace ibrida, africana e delle Nazioni unite, va trattata con profondo scetticismo: non hanno accettato null’altro che non avessero già accettato nel 2006.

Crisis Group ritiene che la comunità internazionale dovrebbe concordare un approccio in Sudan con tre obiettivi:
1) rendere prioritario il processo politico in Darfur;
2) rifocalizzare l’attenzione sull’accordo di pace del 2005;
3) attivare sanzioni punitive.


1) Rendere prioritario il processo politico in Darfur


Nel maggio 2006 fu firmato il DPA, Darfur Peace Agreement, in Abuja. I ribelli dello SLA si sono frammentati in numerose nuove fazioni dopo che il Segretario generale SLA, Minna Minawi, ha firmato l’accordo rifiutato dal Presidente SLA Abdel Wahid el Nur.
Il partito al governo, NCP (National Congress Party) continua a perseguire una strategia di tipo “divide et impera”, frammentando i ribelli corrompendo comandanti, armando selettivamente singole etnie o imponendo leadership tribali all’interno di più ampi gruppi di ribelli.
Crediamo sia necessario agire sui seguenti punti:
- unificare i movimenti dei ribelli; (…)
- ampliare la partecipazione a trattative future; (…)
- rinforzare la struttura dei negoziati. (…)
Considerando la complessità della situazione e l’elevato numero di attori già sulla scena, raccomandiamo la creazione di un limitato gruppo internazionale di mediazione, comprendente Cina, Nazioni Unite, Francia, Norvegia, Lega Araba, Chad e Eritrea.


2) Rifocalizzare l’attenzione sull’accordo di pace del 2005

Il Compehensive Peace Agreement (CPA) del gennaio 2005 ha messo fine 21 guerre civili in cui oltre 2 milioni di persone sono morte e oltre 4 milioni sfollate. Ha segnato una grande vittoria della diplomazia locale ed internazionale. Tuttavia, dopo meno di 30 mesi è in difficoltà e la comunità internazionale si è pericolosamente disimpegnata.
Il CPA è fondamentale per la pace tra nord e sud (…): a differenza del DPA è già inglobato nella Costituzione e comprende ampie riforme del governo, fin ad un processo di democratizzazione culminante nelle elezioni nazionali del 2009.
Se completamente implementato, il CPA (…) si farebbe carico delle rimostranze dei sudanesi in Darfur, Sudan dell’est, Sudan del sud, Kordofan e nel nord.
Queste riforme porterebbero ad una giusta rappresentanza di tutti questi popoli nelle istituzioni del governo nazionale, nella trasparenza fiscale e finanziaria nei trasferimenti dal governo centrale verso le singole aree. Tuttavia queste ed altre misure sono sistematicamente ignorate o manipolate dall’NCP.

Inoltre la mancata implementazione del CPA manda ai darfuriani il segnale di non fidarsi di questo governo. (…)
La Comunità internazionale deve urgentemente reimpegnarsi sul CPA.


3) Attivare sanzioni punitive

I quattro anni finora passati hanno dimostrato molto chiaramente la necessità di reale pressione sulle parti, principalmente sul governo guidato dall’NCP, perché renda conto del suo impegno nel CPA e in Darfur. Nonostante la promessa di disarmare gli alleati janjaweed o di arrestare i bombardamenti aerei in Darfur, Khartoum ha continuato a perseguire la stessa esatta politica, con ben piccolo ascolto della comunità internazionale.

Khartoum deve essere messa davanti ad un costo reale delle continue violazioni dei suoi ripetuti impegni e alla continuazione di una strategia militare. Se forte e credibile, le corrette misure punitive possono grandemente influenzare l’NCP. L’estensione delle sanzioni degli USA, recentemente annunciata, è troppo unilaterale per ottenere l’effetto desiderato. Deve agire anche l’Unione europea.

L’UE deve imporre divieti d’ingresso e bloccare le proprietà di tutti gli individui nominati nei report della Commissione d’inchiesta e del Gruppo di esperti degli USA. I ministri degli esteri che s’incontrano al Gaerc (General Affairs and External Relations Council) in luglio dovrebbero considerare misure sui flussi di denaro provenienti dal settore petrolifero sudanese e da investimenti esteri, così come forniture di beni o servizi a questi settori e a quelli associati.
Dovrebbero inoltre autorizzare un’indagine giudiziaria dei conti offshore collegati ad attività sudanesi e l’NCP di Khartoum, come premessa per sanzioni alle entità commerciali del regime – la principale modalità di finanziamento delle locali milizie Janjaweed che hanno fatto così tanti danni in Darfur.

(…)

Oltre a ciò che può essere fatto al livello europeo, l’Italia ha una particolare responsabilità in Darfur, in quanto quest’anno è stata presidente del Comitato per le Sanzioni al Sudan delle Nazioni Unite. Nei due anni della sua esistenza, questo comitato non è riuscito a fare alcuna pressione sulle parti in conflitto. Nonostante la gran mole di prove a disposizione, i membri del Comitato non sono riusciti a trovare accordo neanche su quattro individui sui quali attivare sanzioni.

L’Italia ha assunto la presidenza della commissione cinque mesi fa e dovrebbe usare questa importante posizione per aumentare la rilevanza del lavoro del comitato. E’ particolarmente importante alla luce dell’inazione sulle violazioni dell’embargo delle armi in Darfur e di altri passi verso la pace, da parte del governo e dei ribelli.
Per esempio il presidente potrebbe fare una visita di alto livello in Darfur per sottolineare le preoccupazioni internazionali. Potrebbe anche invitare a parlare Antonio Cassese, capo della commissione d’indagine per il Darfur nel 2005 ed anche altri.
Potrebbe usare il mandato della commissione, che prevede un report al Segretario Generale delle NU “almeno ogni 90 giorni” per mettere pressione e sostenere la volontà politica verso azioni serie.


Conclusioni: servono metriche di valutazione

Senza una reale pressione per punirne il mancato rispetto il CPA continuerà a restare nell’ombra, la guerra probabilmente continuerà in Darfur e probabilmente tornerà ad estendersi all’intero Sudan.

(…) Oltre agli sforzi già in corso, bisogna cercare di porre future misure punitive direttamente nella strategia. L'’E dovrebbe impegnarsi con i principali attori in Sudan; UN e AU, Cina, Malesia, India, Russia, US e stati della Lega Araba e dell’Africa, dovrebbero sviluppare una lista comune di attività misurabili su CPA e Dafur a scadenza 3, 6, 12 e 24 mesi.
L’accordo per ciascuna delle azioni da richiedere (…) dovrebbe essere completo di ciò che accadrà se l’impegno non verrà rispettato.

(…) Il crescente desiderio della Cina d’impegnarsi con Khartoum sul Darfur crea un’opportunità per questo tipo di discussione, sebbene sfortunatamente Pechino non sarà presente al meeting sul Darfur che si svolgerà a Parigi la prossima settimana.

(…) Il mondo deve cambiare il suo approccio al Darfur (…). Maggior cooperazione internazionale sul Sudan è il più breve percorso per raggiungere l’obiettivo.

Etichette: , , , ,