Il blog di Italians for Darfur

mercoledì, settembre 13, 2017

Ministro Esteri del Sudan incontrerà delegati USA presso le Nazioni Unite

Il Ministro degli Esteri, Ibrahim Ghandour, visiterà gli Stati Uniti il prossimo mercoledì dove dirigerà la delegazione del Sudan per la 72a sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e incontrerà i funzionari Usa.

Prima di lasciare il paese, Ghandour ha informato il primo vice presidente ed il primo ministro Bakri Hassan Salih sulla preparazione della riunione annuale delle Nazioni Unite dal 12 al 25 settembre 2017 e una serie di riunioni in programma con i funzionari Usa.

I funzionari statunitensi useranno questa occasione per incontrare i leader di tutto il Mondo durante la loro partecipazione a questa riunione delle Nazioni Unite. Tuttavia, questa riunione risulterà particolarmente importante per il Ministro sudanese in quanto avviene poche settimane prima della decisione sull'eliminazione permanente delle sanzioni sul Sudan del 12 ottobre.

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venerdì, aprile 14, 2017

Egitto chiede di mantenere sanzioni sul Sudan

Il Ministro degli Esteri sudanese, Ibrahim Ghandour, ha chiesto a Il Cairo di spiegare la posizione di un diplomatico egiziano alle Nazioni Unite che ha chiesto di mantenere l'embargo delle Nazioni Unite sul Darfur e di altre sanzioni previste nella Risoluzione delle Nazioni Unite 1591 (2005).

Ghandour si riferiva ad una consultazione per una riunione informale tenutasi il 7 aprile per il Comitato del Consiglio di Sicurezza istituito con la risoluzione 1591 (2005) relativo al Sudan. Nella riunione si è discusso di un aggiornamento trimestrale e un piano di lavoro presentato dal suo gruppo di esperti.

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venerdì, marzo 31, 2017

Il Sudan condanna un funzionario dell'ONU per chiedere l'arresto di al-Bashir

Il Ministro degli Esteri del Sudan, Ibrahim Ghandour, ha condannato le dichiarazioni del vice portavoce del Segretario Generale dell'ONU, Farhan Haq che ha esortato i Paesi stranieri a consegnare il presidente Omer al-Bashir alla Corte Penale Internazionale (CPI).

In risposta ad una domanda durante una conferenza stampa per spiegare il silenzio del Segretario Generale delle Nazioni Unite nel suo discorso davanti i leader arabi in Giordania per il rinnovo del mandato d'arresto della CPI contro al-Bashir, Haq ha sottolineato che la posizione delle Nazioni Unite sul presidente sudanese "rimane invariata".

"E, naturalmente, continuiamo a chiedere a tutti i Paesi, compresi quelli aderenti Corte Penale Internazionale, di rispettare gli obblighi previsti dallo Statuto di Roma e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza", ha detto il vice portavoce.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article62054

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mercoledì, gennaio 25, 2017

SPLM-N chiede al Consiglio di Sicurezza ONU un nuovo processo umanitario

Il Segretario Generale del Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N), Yasir Aram, ha chiesto un nuovo processo politico al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite oltre l'adozione di una risoluzione che impegni le parti in questione per l'attuazione del diritto umanitario internazionale.

Yasir Aram ha fatto la sua richiesta nel corso di una riunione informale chiusa attraverso una videoconferenza con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per spiegare la posizione del Movimento sui colloqui umanitari e di pace con il Governo sudanese.

Alla riunione informale hanno partecipato i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed "esperti nelle materie di discussione in seno al Consiglio delle Nazioni Unite".

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mercoledì, novembre 23, 2016

ONU e Sudan insieme per umigliorare lo Stato di diritto in Darfur

Le Nazioni Unite (ONU), il Ministero della Giustizia del Sudan ed il Ministero della Cooperazione Internazionale hanno lanciato un importante programma per migliorare lo stato di diritto in Darfur.

L'iniziativa nasce sotto l'ombrello del "Global Focal Point", un accordo di lavoro delle Nazioni Unite tra il Dipartimento per le Operazioni di Mantenimento della Pace (DPKO), il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) e di altri partner delle Nazioni Unite, per fornire un supporto congiunto sul campo operativo per la polizia, la giustizia ed i miglioramenti arei post-conflitto e di altre situazioni di crisi.

In una dichiarazione congiunta estesa ai media, il Vice Rappresentante Speciale Congiunto della Missione Ibrida di Pace in Darfur (UNAMID), la signora Bintou Keita, ha comunicato che l'obiettivo finale del programma "è quello di individuare le buone pratiche che possono essere replicate attraverso l'esperienza tecnica e di supporto".

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mercoledì, ottobre 05, 2016

Le Nazioni Unite indagheranno sull'uso delle armi chimiche in Darfur

Il Capo per la Pace delle Nazioni Unite, Herve Ladsous, ha detto che l'ONU non aveva prove sull'uso di armi chimiche da parte del Governo sudanese in Darfur ed ha invitato Khartoum a cooperare con le future indagini da parte dell'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW).

Giovedì 29 settembre Amnesty International aveva accusato l'esercito sudanese di aver usato delle armi chimiche nella zona di Jebel Mara nel Darfur dove sta combattendo contro i ribelli del Movimento per la Liberazione del Sudan guidato da Abdel Wahid al-Nur (SLM-AW), fazione che non fa parte del processo di pace in corso.

Il gruppo per i diritti umani ha affermato che la sua relazione si sia basata su testimonianze raccolte sul terreno, su immagini satellitari e su analisi di esperti che hanno dimostrano l'uso di armi chimiche. Fino ad adesso, il Governo ha negato le accuse ed ha sottolineato che non possiede alcun tipo di armi chimiche.

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venerdì, luglio 01, 2016

Al-Bashir incontra Rappresentante dell'ONU e dichiara di voler cooperare

Il presidente Omer al Bashir ha ricevuto la Coordinatrice Interna delle Nazioni Unite residente per gli Affari Umanitari in Sudan, Marta Ruedas, presso la Residenza del Presidente della Repubblica.

Durante l'incontro di 30 minuti, la Coordinatrice delle Nazioni Unite, nominata per questa posizione il 16 agosto 2015, ha ufficialmente presentato le sue credenziali al presidente sudanese.

In una dichiarazione estesa ai media dopo la riunione, Ruedas ha dichiarato: "Al Bashir ha dichiarato che il Sudan ha l'intenzione di cooperare con le Nazioni Unite su molti fronti proposti dalla nostra Organizzazione".

Ruedas ha aggiunto che si è, anche, discusso delle attuali sfide delle Nazioni Unite in Sudan e delle possibili opportunità di sviluppo che si potrebbero avere nel Paese.

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lunedì, maggio 23, 2016

Comitato Tripartito studierà la strategia di uscita di UNAMID

Un comitato tripartito tra cui il Sudan, l'Unione Africana e le Nazioni Unite riprenderà a Khartoum la discussione su una strategia di uscita della Missione Congiunta di mantenimento della pace nel Darfur (UNAMID).

Il Portavoce del Ministero degli Esteri del Sudan, Ali Sadiq, ha detto, in una dichiarazione rilasciata domenica, che nell'incontro si discuterà la strategia di uscita di UNAMID ed approverà la relazione preparata dal gruppo tripartito di lavoro, che ha appena concluso una visita nella regione del Darfur pochi giorni fa.

Kassim Wan, dal Dipartimento delle Operazioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite, e Mahmoud Kan, Capo dell'Ufficio dell'Unione Africana a Khartoum, guideranno le delegazioni degli organismi internazionali e regionali in questo incontro.

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mercoledì, dicembre 30, 2015

Il Sudan chiede indennità per le sanzioni economiche

Il Ministro della Giustizia, Awad al-Hassan al-Nur, ha chiesto indennità "per le vittime delle sanzioni unilaterali coercitive imposte dagli Stati Uniti e dalle altre potenze internazionali in Sudan".

Parlando durante una festa organizzata dal suo Ministero in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti Umani, al -Nur ha descritto le sanzioni come "illegittime e contrarie alle rassicurazioni delle Nazioni Unite che vietano misure unilaterali se possono avere effetti negativi sui diritti umani '. '

Alla fine di novembre 2015, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sull'impatto negativo delle misure unilaterali coercitive sul godimento dei diritti umani, Idriss Jazairy ha detto che le ampie misure adottate contro il Sudan "non sono conformi con gli sviluppi internazionali in questo senso".

http://www.sudantribune.com/spip.php?article57528

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lunedì, dicembre 14, 2015

Ripresi i colloqui per la strategia d'uscita di UNAMID

Il Ministero degli Esteri del Sudan ha discusso con la Commissione dell'Unione Africana (AUC) le modalità per riprendere il lavoro del team tripartito incaricato di elaborare la strategia di uscita della Missione di Pace Ibrida in Darfur (UNAMID).

Il Comitato tripartito incluso il Governo sudanese, l'Unione Africana e l'ONU è stato istituito nel febbraio scorso per sviluppare una strategia di uscita per UNAMID dal Darfur.

La commissione avrebbe dovuto firmare un accordo lo scorso maggio. Ma nel mese di giugno, i funzionari sudanesi hanno detto che l'ONU si è ritirato da un accordo raggiunto dal team congiunto su una strategia di uscita.

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martedì, dicembre 08, 2015

Il Sudan accusato di violare diritti umani

I Gruppi sudanesi e internazionali di attivisti per i diritti umani hanno invitato il Segretario delle Nazioni Unite ed il Presidente degli Stati Uniti di considerare il Governo del Sudan responsabile della negazione dell'accesso umanitario ai civili nelle zone colpite dalla guerra.

In una lettera estesa a Ban Ki-moon e Barak Obama, i firmatari hanno detto che il blocco dell'accesso umanitario ai civili nelle aree occupate dai ribelli del Sud Kordofan e Nilo Azzurro deve essere riconosciuto come un reato e violazione del diritto umanitario internazionale.

Nella lettera si afferma, inoltre, che il Governo sudanese può essere ritenuto responsabile di questo crimine contro l'umanità in linea con i principi del diritto internazionale e dei trattati.

"L'articolo 7 dello Statuto di Roma, lo statuto giuridico fondante della Corte Penale Internazionale (CPI), stabilisce che crimini contro l'umanità sono considerati quegli atti inumani che possono provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi lesioni all'integrità fisica o alla salute fisica o mentale".

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lunedì, novembre 30, 2015

Le Nazioni Unite propongono un riesame delle sanzioni al Sudan

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sull'impatto negativo delle misure coercitive unilaterali sul godimento dei diritti umani, Idriss Jazairy, ha invitato gli Stati membri a stabilire un calendario per eliminare le sanzioni economiche imposte al Sudan.

Jazairy, che ha parlato in una conferenza stampa dopo la sua visita di otto giorni in Sudan, ha affermato che gli organi di Governo e le organizzazioni della società civile che ha incontrato a Khartoum hanno convenuto sulla necessità di abrogare le sanzioni degli Stati Uniti o di riesaminarle.

Washington ha imposto delle sanzioni economiche e commerciali sul Sudan nel 1997, in risposta alla sua presunta connessione con le reti terroristiche e le violazioni dei diritti umani. Nel 2007 ha rafforzato l'embargo, citando gli abusi nel Darfur etichettandolo come genocidio.

Jazairy ha sottolineato che cercherà di fare uno sforzo per superare le misure coercitive imposte al popolo sudanese, indicando che presenterà il suo rapporto al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC), che si riunirà a Ginevra nel mese di dicembre.

Egli ha rivelato che è stato rassicurato dal Vicepresidente del Sudan che il Governo è pronto a impegnarsi in colloqui simultanei su delle sanzioni all'interno del Sudan e all'estero.

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giovedì, ottobre 29, 2015

Colloqui per la cessazione delle ostilità saranno rimandati

L'Assistente del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le Operazioni di Mantenimento della Pace, Edmond Mulet, ha annunciato che l'incontro mediato dall'Unione Africana tra i gruppi ribelli sudanesi ed il Governo è stato rinviato a metà novembre. 

Inizialmente era stato annunciato che il Governo sudanese ed il Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) si sarebbero dovuti incontrare ad Addis Abeba il 2 novembre per riprendere le discussioni su un accordo di cessazione delle ostilità negli Stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro.

Non è chiaro se il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) di Gibril Ibrahim ed il Movimento per la Liberazione del Sudan-Minni Minnawi (SLM-MM) terranno, inoltre, degli incontri separati con il Governo, seguendo la linea tracciata dall'Unione Africana di un duplice-processo.

In un briefing presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Darfur; Edmond Mulet ha detto che i colloqui sotto l'egida del gruppo di esperti del Pannello di Alto Livello di Implementazione dell'Unione Africana (AUHIP) per una tregua globale tra le parti in conflitto in Darfur e le due aree debutteranno due settimane più tardi rispetto a quanto precedentemente annunciato.

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domenica, gennaio 11, 2015

Sudan: ONU pronta al ritiro dal Darfur

Il mondo e le celebrità di Hollywood non parlano più di Darfur e anche l'ONU alza bandiera bianca. 

Sotto intensa pressione del governo del Sudan e a dispetto di una recrudescenza dei combattimenti che hanno provocato un nuovo, massiccio esodo di profughi, le Nazioni Unite stanno studiando un radicale dimensionamento delle operazioni dei caschi blu. 

Con un budget annuale di 1,4 miliardi di dollari all'anno, la missione in Darfur, Unamid, è la più costosa dell'Onu. Un piano allo studio prevede di limitare il peacekeeping alla sorveglianza dei campi profughi. L'ipotesi è emersa sul New York Times, dopo che il Sudan ha annunciato l'espulsione di due alti funzionari dell'UNDP - un'azione criticata come "inaccettabile" dal segretario generale Ban Ki-moon - e mentre il procuratore capo della Corte Penale Internazionale (Cpi), Fatou Bensouda, ha fatto sapere di aver sospeso il processo di genocidio contro il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir, alla luce del mancato sostegno internazionale agli sforzi per ottenerne l'arresto. 

Sono tre sviluppi che "mettono in luce i limiti dell'attenzione internazionale", osserva il New York Times: la crisi in Darfur è stata eclissata da altre esplosioni di violenza nel mondo, dalla Siria al Sud Sudan, dall'Ucraina al Centrafrica alla catastrofe del'epidemia di Ebola in Africa Occidentale. Quando venne creata nel 2008 congiuntamente con l'Unione Africana (Ua), la missione di pace in Darfur era la più vasta delle Nazioni Unite con 20 mila caschi blu, ridotta successivamente di 4.000 uomini. Il Consiglio di Sicurezza e l'UA decideranno nei primi mesi dell'anno il ridimensionamento a dispetto della ripresa degli scontri tra gruppi ribelli e le famigerate milizie "janjaweed" filo-governative, che hanno costretto 475 mila persone la lasciare le loro case nel solo 2014. 

Le Nazioni Unite sostengono adesso che le loro forze sono costantemente sotto attacco e che è difficile continuare a operare come missione di pace senza la benedizione del governo del Sudan, mentre alcune unità che non hanno reso a dovere potrebbero essere eliminate: "Al cuore della missione è la protezione dei civili e che una riduzione del contingente non abbia effetti su questo computo", ha detto al NYT il sottosegretario al peacekeeping Hérvé Ladso.

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lunedì, maggio 28, 2012

INNER CITY PRESS: Gambari spende 614mila dollari di UNAMID per villa in El Fasher

Una denuncia che, ancora una volta, getta molto più di un'ombra sulla missione UNAMID e sul ruolo stesso dell'ONU.
Per la costruzione della dimora dell'inviato speciale dell'ONU in El Fasher, Ibrahim Gambari, sono stati spesi 614.000 dollari, tutti proveniente dal budget della missione, recentemente ridotta dai 24.000 uomini previsti inizialmente a 18.000 unità, contingente da sempre con gravi carenze logistiche che, di fatto, hanno reso inefficace l'attività di controllo sul territorio.
Ma non si bada a spese per la costruzione della casa di Gambari. Le Nazioni Unite hanno confermato quanto emerso dalle ricostruzioni di Inner City Press.

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sabato, marzo 14, 2009

Domenica si chiude la missione dell' EUFOR in Ciad

Terminerà domenica il mandato del contingente europeo EUFOR in Ciad e Repubblica Centraficana, lungo il confine con il Darfur, dipiegatosi a partire dal 28 gennaio 2008. Circa 2000 soldati attenderanno però ancora qualche mese prima del definitivo avvicendamento con i caschi blu delle Nazioni Unite.

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domenica, marzo 01, 2009

Presto un ospedale militare norvegese in Chad

La Norvegia sostituirà gli italiani, presumibilmente a giugno di quest'anno, nella gestione di un ospedale da campo lungo il confine con il Darfur, in Ciad, con un mandato di un anno.
La decisione del governo norvegese è stata presa a dicembre in seguito alla richiesta delle Nazioni Unite, che in seno al Consiglio di Sicurezza ha approvato il dispiegamento di 5500 soldati in sostituzione del contingente EUFOR in Ciad e Repubblica Centroafricana.

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giovedì, settembre 11, 2008

Prodi uomo di pace in Africa

Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha nominato l’ex presidente del consiglio italiano Romano Prodi coordinatore degli interventi di peacekeeping in Africa, tra cui quelli nel Darfur, Sudan, Ciad e Repubblica Centrafricana. E’ la prima volta che un politico italiano è chiamato a un incarico del genere e la sua candidatura è stata sostenuta con grande forza dall’Unione Africana, per l’esperienza come presidente della Commissione europea e come premier italiano.
Il ruolo rivestito da Prodi è stato definito dalla risoluzione ONU 1809 del 16 aprile scorso, in cui si chiedeva di migliorare il finanziamento delle operazioni di pace gestite dall’Unione Africana, sotto mandato ONU. L’ex presidente del consiglio presiederà un panel composto anche da un rappresentante americano, uno delle Mauritius, un giapponese ed un cipriota. I lavori del panel inizieranno la prossima settimana e dureranno tre mesi, con consegna di un rapporto al Consiglio di Sicurezza alla fine del 2008. Il compito degli esperti sarà quello di pianificare, in maniera congiunta, gli interventi finanziari che giungono alla comunità internazionale ed organizzare la logistica delle missioni (depositi, personale, armi, soccorsi, ecc.) .
Al momento la situazione delle missioni di peacekeeping in Africa è piuttosto difficile, con situazioni di profonda disarticolazione e notevoli perdite di denaro ed efficienza. Tra queste, purtroppo, spicca la situazione dell’UNAMID (missione congiunta ONU/Unione Africana) in Darfur che, ad oltre un anno di distanza dall’adozione della risoluzione 1769, vede sul campo solo circa 9.000 uomini, circa 1/3 del totale previsto. La speranza è che l’arrivo di Prodi, e soprattutto la creazione del “ruolo” di coordinatore degli interventi in Africa, dia nuovo vigore alle missioni e, relativamente alla missione in Darfur, permetta di trovare le risorse necessarie per rendere, finalmente, l’UNAMID una missione efficace.

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venerdì, marzo 07, 2008

Prima operazione delle forze di polizia UNAMID nel Nord Darfur

Alcune unità del nuovo reparto di polizia composto da forze congiunte dell'Unione Africana e delle Nazioni Unite hanno dati il via martedì alla loro prima "operazione" nel Nord Darfur.
Michael Fryer, il Commissario Capo delle forze di polizia dell'UNAMID ha dichiarato che la prima attività è stato il pattugliamento di alcune aree controllate dai ribelli della fazione dell'SLM comandata da Minni Minnawi, per prendere confidenza con il territorio e per avviare un rapporto di collaborazione con le forze di polizia locali e la popolazione. "Garantire la sicurezza dei civili del Darfur è la nostra priorità" ha detto M. Fryer.
Attualmente la polizia UNAMID è composta da 1600 agenti, di cui 252 donne, provenienti da 32 Paesi diversi, la maggior parte transitati dalle forze dell'Unione Africana.

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mercoledì, marzo 05, 2008

Limiti e opportunità dell'intervento umanitario

Julie Anderson*, studente all'Università di Nottingham, al corso post-laurea in Social and Global Justice, è ambasciatore per la Gran Bretagna di STAND, Student Anti-Genocide Coalition.
Alle spalle, molto attivismo e amore per il suo lavoro: ha viaggiato più volte in Africa per lavorare con piccole comunità in diversi Stati, come nel 2006, nel sud del Kenya, dove ha dato il via a una organizzazione non governativa per aiutare i Masai sostenendo progetti di scolarizzazione in Maasailand.

La passione per l'Africa l'ha portato ad affrontare il dramma del Darfur e ha deciso di canalizzare le sue energie per dare il suo contributo affinchè si giunga al più presto alla fine del genocidio in Sudan.
Julie* ci propone due suoi rapporti: "Humanitarian Intervention in Darfur - Justifying the right to intervene by mapping principles of the Just War paradigm", nel quale ricerca i principi che giustificano la tesi secondo cui l'intervento umanitario in Sudan non debba tenere conto della sovranità nazionale di quest'ultimo in quanto si palesano gravi violazioni ai diritti umani; "Opportunities and constraints confronting the UN when attempting to prevent, manage or settle intrastate conflicts -A comparative analysis between the current atrocities in Darfur and the Rwandan genocide", che delinea possibilità e limiti della gestione e prevenzione dei conflitti interni ai due Paesi da parte delle organizzazioni facenti capo alle Nazioni Unite e, localmente, all'Unione Africana. Pur avendo determinato reazioni diverse in ambito internazionale, i due conflitti hanno determinato la morte di centinaia di migliaia di civili evidenziando mancanze ed errori della gestione internazionale delle crisi in oggetto.

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