Il blog di Italians for Darfur

martedì, gennaio 10, 2017

Nuovi scontri tra i ribelli ed il Governo nella zona del Nilo Azzurro

Il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord ha accusato le forze governative sudanesi di aver attaccato le sue posizioni nella Stato del Nilo Azzurro.

"Oggi 9 gennaio 2017 alle 6; 00 del mattino, il Partito del Congresso Nazionale (NCP) le forze e le milizie della regione del Nilo Azzurro hanno attaccato lo SPLM-N nella zona controllata di Arum", ha detto Arnu Nugultu Lodi, portavoce di SPLM-N.

"Il combattimento è continuato fino a poco tempo fa", ha aggiunto in una dichiarazione estesa ai media lunedì sera.

Il Governo sudanese e le fazioni del Fronte Rivoluzionario del Sudan nelle Due aree e Darfur avevano annunciato la cessazione unilaterale delle ostilità. Il Presidente Omer al-Bashir aveva, recentemente, esteso per un mese, mentre le fazioni ribelli hanno detto che si sono impegnati a la tregua fino alla fine di aprile.

Arnu ha detto che questo attacco è una violazione del cessate il fuoco annunciato all'inizio di quest'anno aggiungendo che "il cosiddetto cessate il fuoco è stata solo una propaganda mediatica per ingannare l'opinione pubblica".

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martedì, dicembre 08, 2015

Il Sudan accusato di violare diritti umani

I Gruppi sudanesi e internazionali di attivisti per i diritti umani hanno invitato il Segretario delle Nazioni Unite ed il Presidente degli Stati Uniti di considerare il Governo del Sudan responsabile della negazione dell'accesso umanitario ai civili nelle zone colpite dalla guerra.

In una lettera estesa a Ban Ki-moon e Barak Obama, i firmatari hanno detto che il blocco dell'accesso umanitario ai civili nelle aree occupate dai ribelli del Sud Kordofan e Nilo Azzurro deve essere riconosciuto come un reato e violazione del diritto umanitario internazionale.

Nella lettera si afferma, inoltre, che il Governo sudanese può essere ritenuto responsabile di questo crimine contro l'umanità in linea con i principi del diritto internazionale e dei trattati.

"L'articolo 7 dello Statuto di Roma, lo statuto giuridico fondante della Corte Penale Internazionale (CPI), stabilisce che crimini contro l'umanità sono considerati quegli atti inumani che possono provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi lesioni all'integrità fisica o alla salute fisica o mentale".

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