Il blog di Italians for Darfur

giovedì, agosto 12, 2021

L'ex dittatore sudanese Omar al-Bashir verrà consegnato alla Corte Penale Internazionale

L'ex presidente e dittatore dello stato del Sudan, Omar Hassan al-Bashir, 77 anni, potrebbe essere presto consegnato alla Corte Penale Internazionale, insieme ad altri ufficiali, tra cui Ahmed Haroun, accusati nel 2009 e nel 2010 di gravi crimini contro l'umanità, che l'associazione Italians for Darfur ONLUS ha da sempre denunciato: oltre trecentomila morti e due milioni e mezzo di sfollati, stupri di massa e persecuzioni etniche, in particolare alla popolazione del Darfur e Kordofan, a partire dal 2003.

Il governo di transizione sudanese si è infatti accordato per inviare l'ex-leader, deposto nel 2019 e da allora in prigionia, davanti ai giudici del Tribunale Penale Internazionale, come ha affermato ieri il Ministro degli Esteri sudanese Mariam al-Mahdi ai microfoni dell'agenzia sudanese SUNA. 

E' l'impegno più forte fino ad oggi preso dal governo sudanese sorto dopo la deposizione di Bashir ad opera dei militari nel corso delle imponenti manifestazioni di massa e scontri civili contro il regime nel corso del 2019. Non una decisione facile, in quanto nel governo di transizione siedono anche ex collaboratori del regime, e che per la sua portata - conferma Karim Khan, procuratore capo della Corte Penale Internazionale dopo un incontro con esponenti politici e militari sudanesi - genera finalmente ottimismo.


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giovedì, aprile 13, 2017

Firmato un accordo di parternship tra Sudan e Paesi del Golfo

Il presidente sudanese Omer al-Bashir ha annunciato dal Bahrain che il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) firmerà un accordo di partnership strategico con il Sudan.

Al-Bashir è arrivato nella capitale del Bahrain, Manan, dove è stato accolto dal re del Bahrain, Hamad bin Isa Al-Khalifa. È arrivato dal Kuwait, dove ha avuto colloqui con l'Emiro Sceicco, Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah.

A seguito di un incontro con Al-Khalifa, al-Bashir ha confermato che i Paesi del GCC firmeranno un accordo di partnership strategico con il Sudan. Così, il Paese del Mar Rosso rafforzerà i suoi legami economici e commerciali con i paesi del Golfo.

Ricordiamo che al-Bashir è ricercato dalla Corte Penale Internazionale.

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venerdì, marzo 31, 2017

Il Sudan condanna un funzionario dell'ONU per chiedere l'arresto di al-Bashir

Il Ministro degli Esteri del Sudan, Ibrahim Ghandour, ha condannato le dichiarazioni del vice portavoce del Segretario Generale dell'ONU, Farhan Haq che ha esortato i Paesi stranieri a consegnare il presidente Omer al-Bashir alla Corte Penale Internazionale (CPI).

In risposta ad una domanda durante una conferenza stampa per spiegare il silenzio del Segretario Generale delle Nazioni Unite nel suo discorso davanti i leader arabi in Giordania per il rinnovo del mandato d'arresto della CPI contro al-Bashir, Haq ha sottolineato che la posizione delle Nazioni Unite sul presidente sudanese "rimane invariata".

"E, naturalmente, continuiamo a chiedere a tutti i Paesi, compresi quelli aderenti Corte Penale Internazionale, di rispettare gli obblighi previsti dallo Statuto di Roma e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza", ha detto il vice portavoce.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article62054

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giovedì, marzo 30, 2017

Appello del Sudan Liberation Movement dopo i nuovi attacchi sul Jebel Marra

Pesanti attacchi portati a termine dai militanti janjaweed contro innocenti sul Jebel Marra hanno causato la morte di 2 civili, 9 persone rapite e 12 feriti.

L'accorato appello del leader del Sudan Liberation Movement-AW, Abdul Wahid al Nur: "Abbiamo bisogno che la comunità internazionale aiuti queste innocenti persone e chiedo alla Corte Penale Internazionale (ICC) ed ai suoi Paesi aderenti, a tutti quegli Stati che credono nei diritti umani ed alle organizzazioni civili di non abbandonare al loro destino le vittime del genocidio in Darfur e che si attivino per l'arresto di Omer al-Bashir. Per lui, l'attuarsi della giustizia è solo questione di tempo e nel frattempo noi, le vittime e tutti i sudanesi lavoriamo sodo per cambiare questo regime criminale".





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martedì, febbraio 28, 2017

SLM-MM chiede arresto criminali di guerra sudanesi

Il Movimento ribelle per la Liberazione del Sudan (SLM-MM), guidato da Minni Minnawi, ha chiesto di arrestare i funzionari sudanesi incriminati dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra nella regione del Darfur.

La CPI ha emesso due mandati di arresto contro il presidente Omer al-Bashir nel 2009 e nel 2010 per presunti crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio in Darfur.

Inoltre, i giudici della CPI hanno emesso alcuni mandati di arresto nel 2008 per il comandante delle milizie, Ali Mohamed Ali Abdel-Rahman, noto anche come Ali Kushayb ed Ahmed Haroun, Governatore dello Stato del Nord Kordofan, per 51 capi di imputazione per presunti crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Ma Khartoum ha finora rifiutato di consegnarli alla giustizia.

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giovedì, novembre 17, 2016

Sudan accoglie con favore la decisione della Russia di lasciare la CPI

Il Governo del Sudan ha accolto con favore la decisione della Russia di ritirare la sua firma dallo Statuto di Fondazione della Corte Penale Internazionale (CPI).

Il Ministero degli Esteri russo ha dato l'annuncio per ordine del presidente Vladimir Putin, dicendo che la Corte non è riuscita a far vivere le speranze della comunità internazionale.

"La Corte non è, purtroppo, riuscita a soddisfare le speranze e non è diventata un organo realmente indipendente e rispettata della giustizia internazionale", ha affermato il Ministero degli Esteri della Russia in una dichiarazione di Mercoledì.

La Russia ha firmato lo statuto di Roma della CPI nel 2000, ma non ha ratificato il trattato ed è, quindi, rimasta fuori della giurisdizione della CPI.

La decisione di Mosca arriva un giorno dopo che la Corte Penale Internazionale ha pubblicato un rapporto che classifica l'annessione russa della Crimea come un'occupazione.

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martedì, agosto 30, 2016

Al-Bashir invitato da Mali e Guinea-Bissau: Corte Penale Internazionale

Il presidente del Sudan Omer al-Bashir ha ricevuto un invito dal suo omologo del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, per partecipare al vertice della Francofonia nella Capitale di Bamako il prossimo gennaio.

Lunedì, al-Bashir ha ricevuto il Ministro degli Esteri del Mali, Abdoulaye Diop che gli ha consegnato l'invito di Keïta, relativo ai legami bilaterali tra i due Paesi ed i modi per promuovere e migliorare le relazioni.

Nel frattempo, il Presidente della Guinea-Bissau, José Mário Vaz, ha concluso una visita di due giorni a Khartoum dove ha incontrato al-Bashir ed alti funzionari governativi. I due Presidenti hanno discusso delle relazioni dei due Paesi e dei problemi della regione e del Continente.

Dal 20008, su al-Bashir pende un mandato di cattura internazionale della Corte Penale Internazionale ed il Mali è uno dei Paesi firmatari dello Statuto di Roma della Corte ed ha l'obbligo di arrestare il suo omologo del Sudan.

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venerdì, giugno 10, 2016

L'inazione internazionale incoraggia al-Bashir a sfidare la giustizia della CPI

Il procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha detto che la mancanza di un azione internazionale contro il presidente Omer al-Bashir lo ha incoraggiato a sfidare la giustizia internazionale e a viaggiare in tutto il Mondo indisturbato.

Il presidente al-Bashir è il primo Capo di Stato ad essere incriminato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio commessi nel corso di una campagna di contro-insurrezione svolta dai militari e dalle milizie governative nella regione del Darfur, dopo lo scoppio della ribellione nel 2003.

Presentando la ventitreesima relazione al Consiglio di Sicurezza sulla situazione nel Darfur, Bensouda ha affermato che questa inazione da parte del Consiglio "ha incoraggiato il signor Al Bashir a continuare a viaggiare attraverso i confini internazionali, nonostante il fatto che sono stati emessi due mandati di arresto contro di lui da parte della Corte".

Il Procuratore ha, inoltre, sottolineato che il fallimento dell'azione del Consiglio "ha altrettanto incoraggiato gli Stati, facenti parte e non dello Statuto di Roma, non solo di facilitare i viaggi del signor Al Bashir nei loro territori, ma anche di invitarlo ed ospitarlo".


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martedì, maggio 31, 2016

Al-Bashir parteciperà ad un vertice internazionale in Mauritania: CPI?

Il Ministro degli Esteri del Sudan ha affermato che il Presidente del Sudan, Omer al-Bashir, sarà alla delegazione del suo Paese che parteciperà al prossimo vertice della Lega Araba che si terrà nella capitale della Mauritania, Nouakchott, nel mese di luglio.

Dal 2008, su Al-Bashir pendono due mandati di arresto della Corte Penale Internazionale (CPI) per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi in Darfur. Il Presidente sudanese ha visitato la Mauritania due volte da quando la Corte penale Internazionale ha emesso i mandati di arresto.

La Mauritania non è parte dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, e quindi non è obbligata a rispettare i mandati di arresto emessi dalla stessa. Tuttavia, il Capo Procuratore della CPI, Fatu Bensouda, aveva in passato chiesto all'Arabia Saudita e all'Egitto, anch'essi non firmatari dello Statuto, di arrestare al-Bashir.

Il Ministro degli Esteri del Sudan, Obied Allah Mohamed, ha sottolineato la necessità di discutere le modalità per l'attuazione dell'iniziativa araba di sicurezza alimentare lanciata dal presidente al-Bashir durante le riunioni del Terzo Vertice Arabo di Sviluppo Economico e Sociale a Riyadh nel 2013.

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venerdì, maggio 13, 2016

La visita di al-Bashir in Uganda mostra la debolezza della CPI

La partecipazione del presidente Omer al-Bashir all'inaugurazione del nuovo mandato del presidente ugandese Yoweri Museveni ha avuto successo ed ha dimostrato il debole impatto della della Corte Penale Internazionale (CPI) in Africa, ha detto un diplomatico sudanese dopo il suo ritorno da Kampala.

Giovedì, al-Bashir ha partecipato alla quinta cerimonia di giuramento del presidente ugandese. La sua presenza ed i commenti sprezzanti di Museveni sulla CPI -"è un gruppo di persone inutili"- ha costretto i diplomatici statunitensi ed europei ad uscire dalla cerimonia in segno di protesta.

Dopo il suo ritorno dall'Uganda, nelle dichiarazioni all'agenzia di stampa ufficiale, SUNA, il Ministro di Stato per gli Affari Esteri, Kamal al-Din Ismail, ha affermato che la visita è stata un "successo" e d ha "prodotto i risultati sperati".

Ismail ha, inoltre, sottolineato che la cerimonia ha mostrato la debolezza della CPI in Africa, aggiungendo che ad al-Bashir era stata assicurata l'immunità diplomatica nonostante il mandato di cattura internazionale.

Il Ministro ha concluso dicendo che i due presidenti hanno tenuto una breve riunione a margine della cerimonia di inaugurazione, aggiungendo che Museveni ha invitato al-Bashir a visitare Kampala  in futuro nel nuovo nel quadro delle relazioni bilaterali.

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martedì, aprile 26, 2016

Al-Bashir invitato in Gibuti per l'inaugurazione del mandato presidenziale

Il Presidente del Sudan, Omar al-Bashir, ha ricevuto un invito dal suo omologo del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, per partecipare alla cerimonia per l'inaugurazione di un altro mandato presidenziale.

Su al-Bashir pendono, ancora, due mandati di arresto della Corte Penale Internazionale (CPI) per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi in Darfur.

Il Gibuti è uno Stato parte dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale -il trattato che ha fondato il primo tribunale internazionale permanente in grado di ricercare i responsabili di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

Tuttavia, il Governo del Gibuti non è riuscito ad arrestare al-Bashir durante la sua visita nel Paese nel maggio 2011 mentre assisteva alla cerimonia di inaugurazione del primo mandato presidenziale di Guelleh.

Al momento, la Corte Penale Internazionale ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di agire contro il Gibuti per aver rifiutato di arrestare al-Bashir.

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martedì, marzo 15, 2016

Sudafrica: Corte suprema condanna Governo su mancato arresto del presidente sudanese al Bashir

È stata "illegale" la decisione delle autorità sudafricane di non arrestare il presidente sudanese Omar al-Bashir, ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra, in occasione del vertice dell'Unione Africana ospitato a Johannesburg lo scorso giugno. Lo hanno deciso i giudici della Corte Suprema di Appello del Sudafrica, secondo cui al Bashir non poteva godere dell'immunità diplomatica nel corso della sua visita ufficiale. Il Presidente sudanese è tuttora accusato di crimini contro l'umanità commessi all'epoca del conflitto nel Darfur (1994). A causa dell'incidente, il Governo sudafricano ha fatto sapere che sta considerando l'opzione di annullare la propria adesione alla Corte Penale Internazionale.

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mercoledì, dicembre 16, 2015

Il Procuratore della Corte Penale Internazionale si appella per il Darfur

Il procuratore della Corte Penale internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha descritto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) come un organismo che fornisce "promesse vuote", in quanto la situazione in Darfur dopo dieci anni è rimasta invariata.

"Nonostante le mie ripetute richieste al Consiglio di agire rispetto al disprezzo del Sudan dei suoi obblighi, e alla violazione delle risoluzioni di questo Consiglio, i miei appelli continuano ad essere ignorati", ha affermato Bensouda nel suo rapporto semestrale al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

"Questo Consiglio, che ha deferito la situazione del Darfur alla Corte Penale Internazionale, ha delle responsabilità importanti per garantire che gli Stati mantengano i loro obblighi. Posso solo ribadire i miei appelli a questo Consiglio per adottare misure in suo potere per garantire che tutti i colpevoli del genocidio in Darfur vengano arrestati e portati davanti alla giustizia per il bene delle vittime ", ha continuato.

Il Procuratore ha avvertito che le vittime di reati del Darfur sono ora demoralizzati, mentre gli individui contro i quali sono stati emessi mandati di arresto della Corte Penale Internazionale, e che possono essere implicati in questi crimini, continuano a sottrarsi alla giustizia".

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mercoledì, dicembre 02, 2015

Al Bashir prolunga la sua visita negli Emirati Arabi

Il presidente Omar al-Bashir ha esteso la sua visita negli Emirati Arabi Uniti (EAU) per una settimana per riposare ulteriormente, mentre la delegazione che lo accompagna è tornata lunedì a Khartoum, ha affermato un funzionario del Governo

Al Bashir era arrivato negli Emirati Arabi Uniti sabato scorso insieme a diversi ministri e funzionari per una visita ufficiale. Ha tenuto delle riunioni con il principe ereditario di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed Al Nahyan concentrandosi sugli accordi bilaterali nonché sulle questioni regionali e internazionali di comune interesse.

Si ricorda che la Corte Penale Internazionale ha emanato un mandato di cattura internazionale contro il Presidente del Sudan per gli atti commessi durante il suo mandato presidenziale. Gli Emirati Arabi, non essendo un Paese aderente allo Statuto di Roma, non hanno l'obbligo di arrestare Al Bashir.

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giovedì, settembre 24, 2015

Il Ministro degli Esteri sostituirà al Bashir all'ONU

Il Ministro degli Esteri sudanese, Ibrahim Ghandour, ha detto che si incontrerà con il Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, John Kerry, a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York.

Il diplomatico rappresentante del Sudan sarà a capo della delegazione del suo Paese alle riunioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e del vertice delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile.

In un comunicato stampa, Ghandour ha detto che incontrerà il Segretario delle Nazioni Unite, a nome del presidente Omar al-Bashir, il 3 ottobre, annunciando che vorrebbe anche partecipare al vertice sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite il 27 settembre.

Ghandour ha sottolineato che il Sudan parteciperà alle riunioni dei Ministri degli Esteri africani presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per promuovere la decisione dell'Unione Africana (UA) che ordina agli Stati membri di non cooperare con la Corte Penale Internazionale (CPI).

Ghandour ha, inoltre, aggiunto che il suo discorso davanti al Segretario delle Nazioni Unite si occuperà di tre questioni principali: la situazione in Sudan e nella Regione, la riforma del sistema internazionale e il futuro della cooperazione internazionale con particolare riguardo alla sicurezza internazionale e la pace.

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lunedì, luglio 27, 2015

La Corte Penale Internazionale chiede alla Mauritania l'arresto di al Bashir

Il Presidente del Sudan, Omar Hassan al-Bashir, si è recato in Mauritania per partecipare al 4 ° vertice dell'Iniziativa del Grande Muro Verde per il Sahara e il Sahel (GGWSSI).

Questa è la seconda visita di al Bashir in Mauritania dopo l'emissione dei mandati di cattura del 2009 e del 2010 da parte della Corte Penale Internazionale (ICC) la quale lo ha accusato di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità collegati alle presunte atrocità commesse dalle milizie sostenute dal Governo militare nel conflitto in Darfur.

La Mauritania non è uno Stato firmatario dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale e, quindi, non è obbligata ad attuare il mandato di arresto imposto. Tuttavia, il Procuratore Capo della ICC, Fatu Bensouda, aveva, in passato, chiesto all'Arabia Saudita e all'Egitto -che sono anche Stati non firmatari dello Statuto- di arrestare Bashir.

Inoltre, la Corte Penale Internazionale aveva precedentemente chiesto al Qatar, al Congo, al Kenya ed all'Etiopia di fermare il Presidente sudanese che ha, invece, continuato a viaggiare in diverse Capitali africane nonostante i mandati di arresto.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article55832

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mercoledì, luglio 01, 2015

Il Procuratore della CPI esorta ad arrestare al Bashir

Il Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha chiesto di impegnarsi a proseguire gli sforzi per arrestare il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir che è ricercato dalla Corte dal 2009. 

Rispetto alla situazione in Darfur, Bensouda ha, inoltre, detto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) di dover "elaborare strategie concrete ed efficaci per l'arresto di persone accusate dalla Corte in modo da dargli il pieno appoggio e con il fine di dare attuazione allo Statuto di Roma".

Il procuratore della CPI ha esortato gli Stati parte a pianificare l'arresto di ogni singolo individuo in modo mirato ed efficiente, dicendo che "più i piani sono generali, maggiore è il rischio che vengano commesse ulteriori atrocità, contribuendo all'instabilità e all'insicurezza ". 

Ha aggiunto che la determinazione del suo Ufficio di rendere la giustizia indipendente e imparziale per il popolo del Sudan rimane incrollabile.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article55542

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lunedì, maggio 25, 2015

Al Bashir invitato dal Sudafrica per meeting dell'UA: rischia di essere arrestato?

Il Governo sudafricano ha invitato il Presidente del Sudan, Omar Hassan al Bashir, a partecipare al summit dell'Unione africana (UA) a Sandton (Sudafrica) all'inizio del mese prossimo. Questo invito è stato inviato nonostante Bashir sia un latitante per crimini di guerra secondo la Corte Penale Internazionale (CPI).

Fonti ufficiali sudafricane hanno confermato che è stato consegnato un invito ad al Bashir così come a tutti i Capi di Stato dei Paesi membri dell'UA.  Ma in qualità di membro fondatore della CPI, il Sudafrica ha l'obbligo di cooperare con la Corte per assicurare alla giustizia gli incriminati. 

Quindi, se al Bashir dovesse andare in Sud Africa dovrebbe essere arrestato. Il procuratore della CPI ha incriminato al Bashir nel 2009 e nel 2010 per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e il genocidio commessi dalle forze sotto il suo comando nella regione occidentale del Sudan del Darfur.



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