Il blog di Italians for Darfur

martedì, marzo 15, 2016

Sudafrica: Corte suprema condanna Governo su mancato arresto del presidente sudanese al Bashir

È stata "illegale" la decisione delle autorità sudafricane di non arrestare il presidente sudanese Omar al-Bashir, ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra, in occasione del vertice dell'Unione Africana ospitato a Johannesburg lo scorso giugno. Lo hanno deciso i giudici della Corte Suprema di Appello del Sudafrica, secondo cui al Bashir non poteva godere dell'immunità diplomatica nel corso della sua visita ufficiale. Il Presidente sudanese è tuttora accusato di crimini contro l'umanità commessi all'epoca del conflitto nel Darfur (1994). A causa dell'incidente, il Governo sudafricano ha fatto sapere che sta considerando l'opzione di annullare la propria adesione alla Corte Penale Internazionale.

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venerdì, marzo 11, 2016

Ucciso un soldato sudafricano di UNAMID in Nord Darfur

Degli uomini armati non identificati hanno ucciso un soldato del Sud Africa in un'imboscata ad una pattuglia della Missione ibrida di peacekeeping in Nord Darfur (UNAMID), ha comunicato una dichiarazione congiunta rilasciata dalle Nazioni Unite e dall'Unione Africana.

"L'attacco è avvenuto a 40 km a sud ovest di Kutum, Nord Darfur, mentre le forze di pace, in pattuglia, erano in viaggio da Kutum a Djarido", specifica la nota. Un altro soldato sudafricano è stato ferito durante l'assalto.

L'agguato mortale è stato condannato dal presidente della Commissione dell'Unione Africana, Nkosazana Dlamini-Zuma, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ed il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

"Il Presidente ed il Segretario Generale esprimono le loro più sentite condoglianze alla famiglia del peacekeeper caduto ed al governo della Repubblica del Sud Africa. Essi augurano ai feriti un recupero completo e rapido", conclude la nota.

I due leader hanno invitato le parti in conflitto nel Darfur a rispettare l'integrità della missione di pace. Inoltre, hanno invitato il Governo sudanese a indagare sull'attacco e portare i colpevoli davanti la giustizia

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venerdì, febbraio 26, 2016

Il Sudafrica ritirerà dal primo aprile tutte le truppe da UNAMID

Il Sudan ha accolto con favore la decisione del presidente sudafricano Jacob Zuma di ritirare le truppe dalla missione ibrida delle Nazioni Unite e dell'Unione africana in Darfur (UNAMID).

Mercoledì scorso l'ufficio del presidente Jacob Zuma ha annunciato il ritiro delle truppe sudafricane dalla Missione di mantenimento della pace in Darfur, aggiungendo che "il ritiro avrà effetto dal 1° aprile".

La decisione arriva dopo che il Sudan si è impegnato con l'Unione Africana e le Nazioni Unite per raggiungere una strategia di uscita dalla Regione occidentale del Sudan.

In una dichiarazione rilasciata a Khartoum, il Ministro degli Esteri del Sudan. Ibrahim Ghandour, ha accolto con favore la decisione di Zuma ed ha ringraziato il popolo ed il Presidente sudafricano per il ruolo svolto dalle loro truppe in Darfur nel corso degli ultimi sette anni.

"Questa decisione arriva nel quadro delle consultazioni in corso tra le Nazioni Unite, Unione Africana ed il Governo sudanese sulla strategia di uscita di UNAMID in quanto il Darfur è stato testimone di sicurezza e pace ed ora darà voce al referendum amministrativo", dice la nota del Ministro degli Esteri.

Questa decisione segna un'altra sconfitta per la comunità internazionale e le Nazioni Unite, ma soprattutto comporterà un aggravarsi della situazione (già disastrosa) in Darfur dove milioni di persone sono scappate dalle proprio case e centinaia di migliaia continuano a morire.

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giovedì, agosto 13, 2015

Il Sudafrica si lava le mani per il genocidio del Darfur

Il capo dell'ufficio del Ministero per l'attuazione della pace in Darfur, Amin Hassan Omer, ha detto che l'ex-Presidente sudafricano, Thabo Mbeki, non è interessato al processo di pace nella regione del Darfur.

Parlando ai giornalisti all'Assemblea Nazionale, Omer ha ribadito l'impegno del Governo nel rispetto del Documento di Doha per la Pace in Darfur (DDPD), sottolineando il sostegno regionale e internazionale per l'accordo raggiunto nel luglio 2011.

"La situazione del Darfur resta una responsabilità della comunità internazionale, che è stata protagonista attiva per il raggiungimento del Documento di Doha per la Pace in Darfur", ha affermato Omer indicando anche il sostegno al testo di Doha da parte delle Nazioni Unite, l'Unione Africana e la Lega Araba.
Nel corso di una breve visita a Khartoum il 3 agosto, Mbeki ha incontrato e discusso con il presidente Omar al-Bashir sugli sforzi in corso per instaurare il dialogo nazionale in Sudan e la ripresa della sua azione per facilitare il processo politico interno.

In linea con la decisione 456 del Consiglio di Pace e la Sicurezza dell'Unione africana (AUPSC), Mbeki ha il compito di facilitare il processo di dialogo nazionale in Sudan. Secondo il suo mandato dovrebbe convocare trattative per un accordo sulla cessazione delle ostilità.

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mercoledì, luglio 15, 2015

Ban Ki-moon nega di aver chiesto arresto di al Bashir in Sudafrica

Il Governo sudanese ha affermato che il Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha negato di aver chiesto al Governo sudafricano di attuare il mandato d'arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) contro il presidente Omer Hassan al-Bashir.

Il mese scorso, al Bashir ha partecipato al vertice di Johannesburg dell'Unione Africana, sfidando due mandati d'arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale contro di lui per crimini di guerra e per il genocidio in Darfur.

Subito dopo il suo arrivo a Pretoria, la Corte Penale Internazionale ha esortato il Governo sudafricano ad arrestare al Bashir, in linea con lo Statuto di Roma, ed ha minacciato di denunciare il fatto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Tuttavia, il Presidente sudanese è riuscito a lasciare Johannesburg nonostante una decisione emessa da un giudice dell'Alta Corte sudafricana con la quale ordinava al Governo di non lasciare il Paese. Per la circostanza, alcuni hanno affermato che il Segretario delle Nazioni Unite aveva chiesto che al Bashir fosse stato arrestato.

Il Ministro degli Esteri sudanese, Kamal al-Din Ismail, ha detto che Ki-moon ha negato, durante il suo incontro con il Vice Presidente del Sudan, Bakri Hassan Salih, di aver fatto osservazioni e dichiarazioni sulla partecipazione di al Bashir al summit dell'Unione Africana a Johannesburg.

Al Bashir non riconosce la Corte Penale Internazionale e la vede come uno strumento utilizzato dalle potenze coloniali contro il Sudan e le nazioni africane.

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lunedì, giugno 22, 2015

Il Sudafrica era pronto ad arrestare al Bashir durante il summit dell'UA

Alcune agenzie governative sudafricane avevano redatto il piano per catturare il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir durante la sua partecipazione al vertice dell'Unione africana (UA). Il piano non si è concretizzato per avere aspettato l'assenso dell'Alta Corte per arrestare il Presidente sudanese. La presenza di al Bashir ha attirato polemiche diffuse sia all'interno che fuori il Sudafrica dato il suo status di individuo ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio presumibilmente commessi nel Darfur dal 2003.

Il Sud Africa, come membro della CPI, era teoricamente obbligato ad arrestare al Bashir, ma ha scelto di non farlo per il fatto che egli godeva di immunità in quanto appartenente alla delegazione che partecipava al vertice dell'UA. Il Governo ha anche sfidato un ordine di un giudice locale che chiedeva di impedire al Leader sudanese di lasciare il Paese fino a quando la causa per costringere l'arresto di al Bashir e portata avanti dal Southern Africa Litigation Centre (SALC) fosse stata analizzata.

Ma anche questo ordine è stato ignorato dal Gabinetto del presidente sudafricano Jacob Zuma e, così, al Bashir è riuscito a volare fuori poche ore prima che l'Alta Corte del Nord Gauteng avesse respinto gli argomenti di immunità portati avanti dal Governo ed avesse ordinato il suo arresto per consegnarlo alla CPI.

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giovedì, giugno 11, 2015

Il Presidente del Sudan dovrebbe recarsi in Sudafrica nonostante i mandati d'arresto

Secondo le fonti del Sudan Tribune. il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir ha in programma di recarsi in Sudafrica per questo fine settimana per partecipare al vertice dell'Unione africana (UA). Resta inteso che il Sudafrica è a conoscenza dell'intenzione del leader sudanese di recarsi nella propria Capitale, ma non è chiaro quale azione potrebbe essere presa.

Ma come è avvenuto in passato il viaggio di al Bashir potrebbe essere annullato in qualsiasi momento. In passato, il Sudafrica ha messo in guardia più volte il presidente al Bashir di poter essere arrestato in base ad un mandato di arresto emesso contro di lui da parte della Corte Penale Internazionale (CPI) con dieci capi di imputazione per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio che avrebbe comandato nella regione occidentale del Sudan del Darfur.

Ciò è avvenuto nonostante le risoluzioni dell'Unione Africana indicanti ai propri membri di non cooperare con la CPI per catturare al Bashir. Nel mese di agosto del 2009, il Ministero degli Affari Esteri sudafricano ha rilasciato una dichiarazione dettagliata che illustrava la sua posizione in merito alla risoluzione dell'Unione Africana per quanto riguarda al Bashir da un punto di vista giuridico e politico.

"Un mandato di cattura internazionale per il presidente al Bashir è stato ricevuto e approvato da un magistrato. Ciò significa che se il Presidente arrivasse in territorio sudafricano potrà essere arrestato", dice la nota. 

http://www.sudantribune.com/spip.php?article55303

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