Il blog di Italians for Darfur

lunedì, giugno 12, 2017

Il Consiglio di Sicurezza cambia il mandato di UNAMID

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe apportare importanti modifiche al mandato della Missione Ibrida del Darfur trasformando lo scopo per il mantenimento della pace in uno per la costruzione della pace attraverso la modifica della struttura della sua forza.

Il Consiglio di Sicurezza dei 15 membri dovrebbe rinnovare il mandato per la Missione dell'Unione Africana-Nazioni Unite nel Darfur (UNAMID) in quanto scadrà il 30 giugno. Il Consiglio di Sicurezza discuterà la questione il 14 giugno e concederà l'estensione del mandato per un ulteriore anno il 27 giugno.

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martedì, giugno 21, 2016

Il Governo del Sudan convoca il Capo di UNAMID

Il Ministero degli Esteri del Sudan ha convocato il Capo della Missione Ibrida di Pace in Darfur (UNAMID), Martin Uhomoibhi, nel corso della recente relazione congiunta sulla situazione nel Darfur, che è stata presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l'8 giugno.

In un comunicato stampa di domenica, il Ministero degli Esteri del Sudan ha detto che il rapporto conteneva "molte disinformazioni ed immagini distorte della situazione umanitaria, la sicurezza e la situazione sociale in Darfur".

Essa ha affermato che Uhomoibhi non ha messo in evidenza il miglioramento della situazione nel Darfur e ha detto che "in virtù della sua posizione di capo di UNAMID, rappresenta la fonte primaria dei fatti ed informazioni sulla sicurezza, la situazione umanitaria e politica nel Darfur".

Martedì scorso, il Capo delle Peacekeeping delle Nazioni Unite, Herve Ladsous, ha riferito al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il risultato di una recente valutazione della situazione in Darfur e dei progressi compiuti verso l'attuazione dei parametri di riferimento di UNAMID per il periodo che è andato dal 1 Luglio 2015 al 15 maggio 2016.

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giovedì, febbraio 11, 2016

Il Consiglio di Sicurezza ha adottato una risoluzione per il Darfur

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato di un anno il mandato di un gruppo di esperti per il monitoraggio dell'embargo sulle armi delle Nazioni Unite nel Darfur, senza fare riferimento alle controverse ed illegali miniere d'oro nella Regione occidentale del Sudan.

In una riunione tenutasi mercoledì, il Consiglio di Sicurezza ha adottato all'unanimità la risoluzione di proroga fino al 12 Marzo 2017 del gruppo di esperti in Sudan costituito ai sensi della risoluzione 1591 (2005).

Tuttavia, la decisione del Consiglio di Sicurezza non ha preso in considerazione le raccomandazioni contro le sanzioni verso gli individui e le entità che impongono tasse illegali sui cercatori d'oro artigianali.

La versione iniziale è stata redatta dagli Stati Uniti e sostenuta dal Regno Unito ed ha spiegato che i profitti dal commercio illegale di oro e di altre risorse naturali in Darfur possano costituire una minaccia per la stabilità nel Darfur e la Regione: nessuna sanzione, però, è stata adottata.

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mercoledì, dicembre 16, 2015

Il Procuratore della Corte Penale Internazionale si appella per il Darfur

Il procuratore della Corte Penale internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha descritto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) come un organismo che fornisce "promesse vuote", in quanto la situazione in Darfur dopo dieci anni è rimasta invariata.

"Nonostante le mie ripetute richieste al Consiglio di agire rispetto al disprezzo del Sudan dei suoi obblighi, e alla violazione delle risoluzioni di questo Consiglio, i miei appelli continuano ad essere ignorati", ha affermato Bensouda nel suo rapporto semestrale al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

"Questo Consiglio, che ha deferito la situazione del Darfur alla Corte Penale Internazionale, ha delle responsabilità importanti per garantire che gli Stati mantengano i loro obblighi. Posso solo ribadire i miei appelli a questo Consiglio per adottare misure in suo potere per garantire che tutti i colpevoli del genocidio in Darfur vengano arrestati e portati davanti alla giustizia per il bene delle vittime ", ha continuato.

Il Procuratore ha avvertito che le vittime di reati del Darfur sono ora demoralizzati, mentre gli individui contro i quali sono stati emessi mandati di arresto della Corte Penale Internazionale, e che possono essere implicati in questi crimini, continuano a sottrarsi alla giustizia".

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mercoledì, ottobre 14, 2015

Il Sudan discute l'uscita di UNAMID con il Consiglio di Sicurezza

Il Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri del Sudan, Abdel-Ghani Al-Naeim, ha discusso con gli inviati dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la strategia di uscita per la Missione di Pace Ibrida in Darfur (UNAMID).

In un comunicato stampa, il Portavoce del Ministero degli Esteri, Ali al-Sadig, ha affermato che Al-Naeim ha discusso con gli ambasciatori del Regno Unito, Cina, Stati Uniti, Russia e Francia le forme attraverso cui Khartoum stia affrontando gli ostacoli amministrativi per far uscire UNAMID dal Sudan. In particolare, la discussione riguarda lo sdoganamento dei contenitori di cibo e materiale medico a Port Sudan.

Secondo il comunicato stampa, il Sottosegretario ha proposto alla riunione che UNAMID dovrebbe acquistare alcuni dei beni dal mercato locale invece che dall'Australia, Brasile e Argentina, sottolineando che l'uscita della Missione dovrebbe essere eseguita in conformità con la raccomandazione del comitato tripartito.

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martedì, luglio 21, 2015

Il leader Janjawwed viaggia in Egitto nonostante il divieto ONU

Musa Hilal, leader del clan Mahameed, che ha guadagnato notorietà come uno dei leader delle milizie Janjaweed messe in campo dal Governo sudanese e per aver schiacciato l'insurrezione in Darfur è arrivato in Egitto,.

Musa Hilal è soggetto a un divieto per viaggiare secondo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1672 -adottata nel 2006. Le Nazioni Unite hanno, anche, imposto delle sanzioni finanziarie al leader dei Janjaweed insieme ad altri tre individui con l'accusa di ostacolare la pace in Darfur.

In teoria, gli Stati sono tenuti a "prendere le misure necessarie per impedire l'ingresso o il transito nel loro territorio di tutte le persone indicate da una sanzione delle Nazioni Unite".

Il Quotidiano Al-Youm al-Tali, citando fonti anonime, ha detto che le autorità all'aeroporto de Il Cairo hanno bloccato il suo ingresso seguendo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, ma lo ha ammesso dopo 3 ore in seguito all'intervento dell'ambasciata sudanese.

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venerdì, luglio 10, 2015

Il Governo rifiuta il processo di pace proposto dall'opposizione

Il Governo sudanese ha respinto una richiesta del leader del National Umma Party (NUP), Sadiq al-Mahdi, per un nuovo processo di pace sostenuto da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ai sensi del Capitolo Sette. 

Mercoledì scorso, al-Mahdi, aveva accusato il Governo sudanese per aver "ucciso" il dialogo nazionale ed aveva invitato il Consiglio per la Pace e la Sicurezza (CPS) dell'Unione Africana di adottare un nuovo processo di pace dove la mediazione sia consolidata da dei partner internazionali. Aveva spinto, inoltre, a potenziare i mediatori per giudicare le azioni degli antagonisti sudanesi.

Il Ministro sudanese dell'Informazione ed il Co-Portavoce del meccanismo del Dialogo Nazionale (7+7), Ahmed Balal, ha respinto la proposta di al-Mahdi, dicendo che costui ha lo scopo di sottoporre il dialogo nazionale a quella che ha definito un'"Amministrazione Fiduciaria Internazionale". Egli ha, quindi, giudicato negativamente l'internazionalizzazione della questione del Sudan.

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martedì, giugno 30, 2015

Il Consigli di Sicurezza ONU estende di un anno il mandato UNAMID

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato di 12 mesi il mandato della Missione Congiunta dell'Unione Africana e delle Nazioni Unite in Darfur (UNAMID) ed ha imposto la strategia di uscita legandola, però, ai progressi riguardanti la sicurezza e la situazione umanitaria. 

Il Governo sudanese ha chiesto di accelerare le discussioni sulla strategia di uscita puntualizzando lo stato di avanzamento per raggiungere la pace in Darfur. Inoltre, Khartoum ha criticato i rapporti emessi da parte dei funzionari delle Nazioni Unite in merito alla nuova ondata di migrazioni causata dai combattimenti tra l'esercito ed i gruppi ribelli sudanesi.

Dall'altra parte, gruppi per i diritti umani e attivisti hanno sostenuto, attraverso varie campagne, il mantenimento di UNAMID, chiedendo di fermare le discussioni sulla strategia di uscita e di autorizzare la Missione di proteggere i civili. Essi hanno, inoltre, esortato il Consiglio di Sicurezza a concludere il suo sostegno al Documento di Doha per la Pace in Darfur (DDPD) e di cercare una migliore strategia per raggiungere la pace in Sudan.

I 15 membri del Consiglio hanno adottato all'unanimità la risoluzione elaborata dal Regno Unito che estende il mandato UNAMID per un anno, fino al 30 giugno 2016. La decisione prevede che l'operazione di mantenimento della pace sarà composta da 15.845 militari, 1.583 personale di polizia e 13 unità di poliziotti costituite fino a 140 personale ciascuna.

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venerdì, giugno 19, 2015

Una rnnovata richiesta di non chiudere la missione UNAMID

Un attivista dei diritti umani in Darfur ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a proteggere i civili nel Darfur e a rinnovare il mandato della Missione Congiunta delle Nazioni Unite e dell'Unione Africana in Darfur (UNAMID). 

Questo Venerdì, 15 membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terranno una riunione informale per valutare l'evoluzione della situazione dei diritti umani in Darfur dopo 10 anni che un rapporto del gennaio 2005 della Commissione d'Inchiesta (COI) sul Darfur ha concluso che le atrocità commesse durante la campagna governativa di contro-insurrezione nel 2003-2004 rappresentano crimini contro l'umanità. 

L'incontro si svolgerà proprio quando il Consiglio di Sicurezza si appresta a rinnovare il mandato della Missione Ibrida di Peacekeeping con il compito di proteggere i civili in Darfur, anche se le aspettative del nuovo progetto di risoluzione fanno pensare ad una riduzione delle attività della Missione in linea con una strategia di uscita delle truppe UNAMID dal Darfur.

Tuttavia, il Sudan, che è sostenuto da Cina, Russia e alcuni Stati membri non permanenti africani e arabi, chiede un più efficace e graduale ritiro mentre il Regno Unito e Stati Uniti sostengono che la situazione dei diritti umani e gli attacchi contro i civili rimane invariata nel Darfur .

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