Il blog di Italians for Darfur

venerdì, febbraio 24, 2017

ITALIANS FOR DARFUR: RAPPORTO ANNUALE 2017

Italians For Darfur ha presentato il Rapporto Annuale 2017 sulla situazione in Sudan, Sud Sudan e Darfur presso la Commissione Diritti Umani al Senato e la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI). 

Fra i presenti alle giornate: il Sen. Luigi Manconi, il portavoce di Amnesty international Sezione Italiana Riccardo Noury, il segretario della FNSI Paolo Butturini, la portavoce dell'Alleanza Evangelica Italiana Chiara Lamberti, la presidentessa di Italians For Darfur Antonella Napoli ed il responsabile addetto stampa della stessa Organizzazione Luca Mershed.

Il Rapporto mostra le criticità della situazione politica, sociale ed umana in Sud Sudan ed in Sudan con particolare focus sul Darfur, Sud Kordofan e Nilo Azzurro.

Con la ripresa della guerra civile in Sud Sudan nel 2016 si contano 2 milioni e 200 mila sfollati (circa metà della popolazione totale del Sudan: 7 milioni di persone) mentre in Darfur i dati che si registrano al giorno di oggi sono:  2,5 milioni di persone vivono nei campi profughi allestiti in tutta la Regione; 4,6 milioni hanno bisogno di aiuti umanitari o assistenza; 4.4 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni soffrono di grave malnutrizione;  250 mila civili sono fuggiti dall'area dei monti Jebel Marra solo nel 2016; 300 mila gli sfollati arrivati dal Sud Sudan. 

Nel Rapporto vengono mostrate le prove ed i dati riguardanti gli attacchi effettuati nel 2016 dall'Esercito del Governo del Sudan sul Jebel Marra in cui sono state usate armi chimiche: l'obiettivo è stato, nella maggior parte dei casi, la popolazione civile.

Durante la presentazione del Rapporto è intervenuto, via Skype da Parigi, il leader del Movimento per la Liberazione del Sudan-Abdul Wahid (SLM-AW) che ha rifiutato di sottoscrivere la "pace falsa" proposta dal Governo. Il Leader ha confermato l'uso di armi chimiche nel corso dell'anno scorso e le continue violazioni del cessate il fuoco perpetrate dal Governo oltre alla sua repressione sui media -i giornalisti stranieri non possono entrare nelle zone colpite durante il conflitto così come gli aiuti umanitari. 

I presenti hanno ricordato "l'errore" del Governo italiano nel aver rimpatriato, nel 2016, 48 "irregolari" sudanesi nel proprio Paese in base ad un accordo firmato con il Sudan rispetto ai rimpatri forzati. Secondo il diritto internazionale e la stessa Costituzione Italiana (art. 10) tale accordo non sarebbe da considerarsi valido.

In chiusura, è stato proiettato, in anteprima in Italia, il docufilm prodotto da Maria Shriver e Kenneth Carlson, "The Heart of Nuba"che racconta la storia di Tom Catena, un medico Italo-statunitense che da solo porta avanti l’ospedale Mothter of Mercy. La Regione sudanese, come una parte del Darfur, è sotto il controllo dei ribelli e devastata dalla guerra. Il dottor Catena ha dedicato la sua vita al popolo nubiano che cerca la sua assistenza.  I civili lottano per sopravvivere fra combattimenti di terra e bombardamenti aerei. racconta anche le difficoltà degli operatori umanitari ad arrivare in questa area. Alle organizzazioni internazionali è proibito fornire aiuti. Catena sfida ogni divieto ed è l'unico chirurgo al servizio di quasi un milione di persone. Lavora instancabilmente, giorno e notte, occupandosi di tutte le malattie, ferite di guerra e malnutrizione. La sua più grande ricompensa è il senso di pace che prova dopo aver aiutato indistintamente le persone bisognose, i ribelli e i civili. Nonostante tutte le difficoltà egli si trova esattamente dove vuole essere.






ATTENZIONE: le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità


Uso delle armi chimiche sul Jebel Marra nel 2016
















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