Il blog di Italians for Darfur

giovedì, gennaio 22, 2009

Autorizzato l'invio di velivoli da trasporto per i peacekeeper : il nostro impegno è stato premiato

Darfur/ Al via partecipazione Italia a missione di pace Onu-Ua
Autorizzato l'invio di velivoli da trasporto per i peacekeeper

Roma, 22 gen. (Apcom) - L'Italia parteciperà alla missione di pace in Darfur, mettendo a disposizione velivoli per il trasporto dei peacekeeper presenti nella regione sudanese, dove dal 2003 è in atto una guerra civile che ha causato almeno 300.000 morti e oltre 2,7 milioni di profughi. Intanto, Unione africana e Onu hanno annunciato per i prossimi due mesi l'invio di altre centinaia di militari nella regione, al fine di accelerare il pieno dispiegamento dei 26.000 uomini previsti dalla missione di pace congiunta (Unamid), autorizzata nel luglio 2007 e diventata operativa il 31 dicembre 2007.

L'intervento italiano è stato approvato dalla Camera dei deputati italiani nell'ambito del decreto di proroga di sei mesi delle missioni all'estero. "E' stata autorizzata, a decorrere dal 1 gennaio 2009 e fino al 30 giugno 2009, la spesa di 5.573.720 per concorrere alle azioni necessarie a garantire il ristabilimento della pace nel Darfur, la protezione della popolazione civile e la prosecuzione delle attività di assistenza umanitaria - si legge nel testo licenziato da Montecitorio - il contributo italiano sarà concentrato sul trasporto aereo di personale ed equipaggiamenti per lo schieramento definitivo dei contingenti militari stranieri che partecipano alla missione". Il decreto è passato ora al Senato per il via libera definitivo.

In un rapporto diffuso nei mesi scorsi, esperti Onu hanno denunciato come il mancato dispiegamento del contingente militare previsto dalla risoluzione 1769 e l'assenza di mezzi logistici impediscono ai peacekeeper di monitorare l'embargo sulle armi, difendere se stessi o proteggere i civili. Nei mesi scorsi, era stato lo stesso Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, a intervenire personalmente per sollecitare gli Stati membri a fornire le attrezzature logistiche necessarie. Il governo italiano ha espresso la propria disponibilità alla fine di dicembre, con l'annuncio del via libera alla missione da parte del ministero della Difesa all'inizio di gennaio. Negli stessi giorni, fonti militari italiani hanno riferito ad Apcom che sono due gli aerei da trasporto pronti a partire: "La pianificazione al Coi (Comando Operativo di vertice Interforze) è ancora in corso. Sono già pronti a partire due velivoli, un C-27J e un C-130J per il trasporto tattico. Al momento non è ancora stato deciso se la missione italiana comporterà l'impiego di entrambi o di uno solo".

"Questo voto rappresenta per Italians for Darfur una importante vittoria per la nostra associazione - ha commentato oggi Italians for Darfur, da anni in prima linea per garantire il rispetto dei diritti umani nella regione - ringraziamo il ministro della Difesa e il presidente del consiglio per aver raccolto i nostri appelli, ma il nostro grazie piú sentito va a quei parlamentari che si sono fatti portavoce delle nostre istanze in Parlamento.
Il Darfur è diventato finalmente una priorità anche per il nostro Paese e siamo lieti di constatare che il provvedimento sia passato a stragrande maggioranza".

Intanto, Unamid ha annunciato che entro marzo arriveranno in Darfur truppe da Egitto, Sudafrica, Senegal e Bangladesh, mentre nei mesi successivi altre forze verranno messe a disposizione da Nepal, Nigeria, Egitto ed Etiopia. Anche la Tanzania ha annunciato l'invio di un battaglione di fanteria di circa 900 uomini. Domenica scorsa, Unione africana, Onu e governo sudanese hanno tenuto un vertice ad Addis Abeba per discutere le modalità con cui accelerare il dispiegamento della forza di pace.
Al termine dell'incontro è stato firmato un memorandum di intesa tra Khartoum e Unamid che consente alla forza di pace di utilizzare le infrastrutture aeroportuali sudanesi per favorire il dispiegamento del contingente. Un ulteriore passo avanti fatto da Khartoum dopo il via libera concesso l'agosto scorso al sorvolo notturno nella regione.

Tuttavia, il portavoce Onu Noureddine al Mezni ha sottolineato domenica scorsa la necessità di arrivare a un accordo di pace nella regione. "Naturalmente possiamo avere 26.000 militari sul terreno, ma abbiamo bisogno di pace e questa puó arrivare solo da un processo politico di pace - ha detto - ora non c'è pace da mantenere".

Sim/Coa

221516 jan 09GMT

Quello che segue è il comunicato integrale inviato alla stampa e ripresp dalle agenzie

Italians for Darfur: vinta una sfida, il Darfur priorità anche per Italia
“Con l’approvazione da parte dell’assemblea di Montecitorio del decreto di proroga delle missioni internazionali la Camera ha dato il via libera anche alla partecipazione dell’Italia all’Unamid, intervento di peacekeeping in Darfur”.
“E’ stata autorizzata, a decorrere dal 1o gennaio 2009 e fino al 30 giugno 2009 - sottolinea Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur, organizzazione che da anni si batte per i diritti umani in Darfur e che ha più volte richiesto l’impegno del governo nei confronti della crisi umanitaria nella regione sudanese - la spesa di 5.573.720 per concorrere alle azioni necessarie a garantire il ristabilimento della pace nel Darfur, la protezione della popolazione civile e la prosecuzione delle attività di assistenza umanitaria. Il contributo italiano sarà concentrato sul trasporto aereo di personale ed equipaggiamenti per lo schieramento definitivo dei contingenti militari stranieri che partecipano alla missione”.
“Questo voto rappresenta per Italians for Darfur – prosegue la nota –una importante vittoria per la nostra associazione. Ringraziamo il ministro della Difesa e il presidente del consiglio di avere raccolto i nostri appelli, ma il nostro grazie più sentito va a quei parlamentari che si sono fatti portavoce delle nostre istanze in Parlamento.
“Il Darfur è diventato finalmente una priorità anche per il nostro Paese – conclude il presidente di Italians for Darfur - e siamo lieti di constatare che il provvedimento sia passato a stragrande maggioranza. Un voto trasversale che fa ben sperare anche per il passaggio per l’approvazione definitiva al Senato”.

Roma, 22 gennaio 2009

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