Il blog di Italians for Darfur

sabato, gennaio 19, 2008

Troppi silenzi sul Darfur

scritto da CattivaMaestra:

Nonostante la pressoché completa indifferenza dei media, gli ultimi mesi del 2007 sono stati molto importanti e densi di iniziative sul fronte del Darfur, il conflitto troppo spesso dimenticato che ha già causato la morte di oltre 300.000 persone in Sudan. Una tragedia senza fine che insanguina il Pianeta e le nostre coscienze.

Da mesi, l'associazione Italian Blogs for Darfur si impegna per strappare dal silenzio e dalla disperazione due milioni e mezzo di sfollati, colpevoli soltanto di essere nati in un angolo di mondo in cui il rispetto per la vita ha abdicato alla follia cieca e omicida. L'incancrenirsi e il protrarsi della crisi sudanese ha quasi normalizzato lo stillicidio quotidiano di vite umane, creando un paradossale e pericoloso stato di assuefazione mediatica: il Darfur non fa più notizia.
Determinanti a invertire questa tendenza, i tanti volontari di Italian Blogs for Darfur, con cui collaboro da ormai un anno, proseguono la loro campagna di informazione sfruttando le enormi potenzialità offerte dalla Rete e dal passaparola online. Informare e creare consapevolezza sono i primi obiettivi da perseguire per riportare il Darfur al centro dell'esposizione mediatica e dell'azione politica, troppo spesso prona verso singoli interessi di cortile.

La nuova edizione della Newsletter di Italian Blogs for Darfur si configura, ancora una volta, come un pratico ed efficace strumento per rimanere aggiornati e per comprendere le intricate dinamiche dietro una crisi politica, civile ed umanitaria. Il numero di Novembre-Dicembre pone particolare attenzione sul crescente interesse di personaggi di spicco della società civile e dello spettacolo, che cercano di collaborare per destare le coscienze sul Darfur. Queste lodevoli iniziative si infrangono spesso contro l'apparente impotenza di importanti organi internazionali come l'ONU, ancora incapace di trovare un'adeguata sintesi e - soprattutto - di agire con i promessi contingenti di pace.
La Newsletter è anche un esplicito invito ad agire, a diffondere informazione in maniera creativa e in grado di rompere l'apatico muro di silenzio intorno al Darfur. La campagna "Io bloggo per il Darfur" mira proprio a questo, stimolando la creatività dei tanti internauti che ogni giorno affollano il villaggio globale e addirittura lo spazio, come nel caso dell'astronauta Umberto Guidoni.

Per Italian Blogs for Darfur mi occupo della creazione della Newsletter in formato PDF: un pratico e veloce strumento non solo per rimanere informati sulle principali tematiche legate alla crisi sudanese, ma anche un'ottima occasione per diffondere con un semplice click questo documento ai vostri contatti online, od offline tramite una rapida stampa.
Grazie al Web basta davvero poco per ridare voce a chi non ha più speranza.
Dài voce al Darfur!



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lunedì, giugno 25, 2007

Raccontare il Darfur: un video in italiano

Ringraziamo Cattiva Maestra per l'ottimo lavoro nel suo post e nel doppiaggio del video (L.S.)

Sono decine le associazioni volontarie che, nel completo silenzio dei media, si occupano dell'immane tragedia umanitaria che da oltre tre anni insanguina i territori del Darfur.
Alcune associazioni si battono con tutte le loro forze per riaccendere i riflettori su quell'angolo di Africa troppo spesso ignorato e dimenticato, altre ancora scelgono la difficilissima e rischiosa via della cooperazione sul territorio, offrendo assistenza e sostegno in quel mare magnum di 2 milioni di sfollati che ormai da anni affollano i campi profughi.



Refugees International ha coraggiosamente scelto la via dell'assistenza sul territorio, portando soccorso e raccogliendo testimonianze dai molti campi profughi che costellano il confine con il Ciad. Con tenacia e determinazione, alcuni membri di questa associazione hanno creato un breve documentario per testimoniare le storie che puoi "sentire sotto ogni albero del Darfur", raccontate dalle tante vittime del genocidio, colpevoli solamente di essere nate in uno sperduto villaggio in Sudan invece che a Manhattan.
Vi invito a guardare e diffondere questo raro documento, perché solo con la consapevolezza la speranza può tramutarsi in qualcosa di concreto. Ce lo chiedono 2 milioni di sfollati e 400.000 morti sono lì a ricordarcelo. Ogni giorno.

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