Il blog di Italians for Darfur

mercoledì, novembre 16, 2011

Francesco Azzarà, a tre mesi dal rapimento ancora nessuna notizia.

L'operatore di Emergency a Nyala, Francesco Azzarà, calabrese,  e' stato rapito il 14 agosto sulla strada che dalla città conduce all'aeroporto.  Dopo alcune notizie e dichiarazioni che sembravano accelerarne la liberazione, tutte le parti coinvolte mantengono ora il riserbo assoluto sulle operazioni in corso. 

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lunedì, settembre 12, 2011

Appello di Italians for Darfur alle istituzioni e alle rappresentanze sudanesi in Italia per la liberazione di Francesco Azzarà

L'operatore di Emergency in Darfur, Francesco Azzarà, è prigioniero di ignoti sequestratori dal 14 agosto scorso.
Da allora non trapelano notizie sostanziali, il che sembrerebbe confermare la natura anomala del sequestro, come aveva subito denunciato la nostra associazione, Italians for Darfur Onlus.

Nonostante l'impegno della Farnesina, appare determinante il pieno coinvolgimento delle istituzioni di Khartoum e delle rappresentanze sudanesi in Italia.

Per questo, forti del riconoscimento ottenuto nelle ultime missioni in Sudan, a Khartoum come a Nyala, tale da accordarci l'autorizzazione ad operare in partnership con le associazioni locali per progetti umanitari in Darfur, e del confronto da sempre costruttivo con l'ambasciata sudanese in Italia, lanciamo un appello al governo sudanese e alle rappresentanze politiche e della società civile sudanese in Italia, affinchè si adoperino pienamente quali intermediari con il loro Paese per la liberazione di Francesco Azzarà.

E' indubbio che solo attraverso il loro pieno coinvolgimento, il sequestro dell'operatore trentaquattrenne di Emergency possa giungere alla migliore delle conclusioni.

(le firme raccolte saranno consegnate alle rappresentanze ufficiali sudanesi in Italia).

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lunedì, agosto 15, 2011

Intervista di TMNews sul rapimento in Darfur

Sudan/ Italians for Darfur: Luci e ombre su rapimento italiano
Antonella Napoli: "Sequestro operatore Emergency ultimo caso sospetto"

Roma, 15 ago. (TMNews) - "Il rapimento dell'operatore di Emergency a Nyala è solo l'ultimo di una serie di episodi che portano alla luce quanto denunciamo da tempo: la situazione in Darfur è più grave che mai". E' quanto afferma Antonella Napoli, giornalista africanista e presidente di Italians for Darfur, associazione capofila della campagna di sensibilizzazione per il Sudan, interpellata da TM News sul rapimento di Francesco Azzarà.

"Esprimo la massima solidarietà a Gino Strada e alla famiglia del giovane sequestrato - prosegue la Napoli - e per rispetto del lavoro di chi sta operando sul campo per riportarlo a casa sano e salvo, non ritengo opportuno approfondire aspetti poco chiari di questo rapimento. E' però giusto ricordare che in Darfur da mesi, ormai, si susseguono violenze, sequestri, arresti arbitrari e sospetti e altre violazioni dei diritti umani. E non solo contro la popolazione locale. E di pochi giorni fa la notizia di un attacco ad Unamid, la missione d'interposizione congiunta di Nazioni Unite e Unione Africana nel Darfur, che ha provocato un morto e numerosi feriti. Inoltre il governo del Sudan ha minacciato di porre fine alla presenza dei caschi blu se il mandato della forza di peacekeeping dovesse essere modificato".

"La scorsa settimana - ricorda l'attivista ed esperta di questioni sudanesi - il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di prolungare di un anno il mandato di Unamid così come era stato autorizzato nel 2008. Ma Khartoum teme che possa essere modificato poiché il Consiglio Onu ha manifestato profonda inquietudine per il deterioramento della situazione in materia di sicurezza in alcune zone del Darfur e per i bombardamenti aerei compiuti dall'esercito sudanese negli ultimi mesi".

"Da giugno ad oggi si sono susseguiti sulla regione raid dell'aviazione - aggiunge la presidente di Italians for Darfur - che ha bombardato i villaggi di Esheraya, di Sukamir e di Labado nell'area meridionale della regione mentre le milizie alleate dell'esercito sudanese hanno incendiato cinque villaggi - Karko, Linda, Abu Mara, Jurab Bray e Asilowa - situati a 50 km a sud della capitale provinciale El Fasher (Darfur settentrionale). Tutto questo mentre al Sud continua il flusso di rientro dei profughi dai campi verso i luoghi di origine pacificati. Un vero paradosso. E poi, i vertici della missione di peacekeeping in Darfur hanno dichiarato che le autorità sudanesi hanno impedito agli investigatori dell'ONU di visitare i villaggi colpiti e di ascoltare i testimoni oculari, limitando inoltre la libertà di movimento ai cooperanti internazionali in grado di portare aiuti alla popolazione colpita".

"Noi di Italians for Darfur insieme alle altre organizzazioni che fanno parte della coalizione internazionale che porta avanti la campagna per il Sudan - ha concluso la Napoli - ci siamo appellati al Consiglio di Sicurezza affinché assumesse al più presto decisioni riguardo al potenziamento della missione affinché potesse proteggere efficacemente il ppolo del Darfur che continua a essere bersaglio del fuoco militare sudanese che cerca di scardinare le postazioni dei ribelli che ancora continuano a contrapporsi con le armi al Governo del presidente Omar Hassan ai Bashir. Ma finora nulla è mutato. Dall'inizio del conflitto nel febbraio 2003 il Consiglio di Sicurezza ha chiesto ripetutamente di fermare i raid che ogni volta fanno centinaia di vittime civili ma non ha mai intrapreso un'iniziativa davvero significativa per impedire che questo massacro continuasse".

Red
151636 ago 11

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Rapito operatore di Emergency in Darfur

Si chiama Francesco Azzarà l'operatore di Emergency rapito ieri vicino a Nyala, Darfur. Lungo il percorso per l'aeroporto, è stato prelevato dall'auto in cui viaggiava da un gruppo di uomini armati, forse banditi locali.
L'italiano, 34 anni, lavora presso il centro pediatrico aperto nel luglio 2010 in città.
Italians for Darfur sostiene da anni le strutture sanitarie di Emergency in Sudan.

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