Il blog di Italians for Darfur

domenica, luglio 20, 2008

The Harry Potter Alliance lancia una petizione per il Darfur

scritto da GiratempoWeb (IB4D):

Ancora una volta, The Harry Potter Alliance convoca il suo Esercito di Silente della vita reale per prendere posizione contro i genocidi che si compiono in Darfur, questa volta con una tattica diversa: cambiare canale durante gli spot pubblicitari dei giochi olimpici di Pechino 2008. Lo slogan che li accompagna è "Un mondo. Un sogno."

The Harry Potter AllianceLa Cina, anfiteatro dei giochi olimpici di questo anno, è anche il paese che finanza il Sudan per l'acquisto di armi belliche, che finiranno con l'assasinio di migliaia di cittadini innocenti in Darfur. Nonostante le innumerevoli proteste amplificate in tutto il mondo, il governo cinese continua a mostrarsi indifferente a riguardo, mantenendo viva la contraddizione con lo spirito dei giochi olimpici, che sempre hanno unito il mondo. L'Alleanza Harry Potter si chiede se il governo cinese possa mai rendersi conto della situazione e prendere dei provvedimenti, dei compromessi, e incominciare a parlare seriamente a riguardo. O rimarrà sempre in silenzio?

GiratempoWeb, già membro dell'iniziativa Italian Blogs for Darfur, appoggia anche l'iniziativa dell'associazione The Harry Potter Alliance. Aiutaci anche tu, firmando la petizione avviata da The Harry Potter Alliance e Italian Blogs for Darfur.

La situazione è seria. Non rimanere indifferente."

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lunedì, maggio 05, 2008

Tre miliardi di dollari annui dalla Cina per il genocidio in Darfur


Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Scortata da 3mila poliziotti e da decine di migliaia di spettatori la torcia ha attraversato Hong Kong, con piccoli scontri tra i sostenitori della Cina e quelli pro-Tibet, ma senza gravi incidenti. Intanto l’ufficio del Dalai Lama a Dharamsala annuncia che domani due suoi inviati saranno a Pechino per iniziare colloqui con rappresentanti cinesi “per affrontare l’attuale situazione e portare la pace in Tibet”.
La torcia è passata tra le due ali di folla, tenuta distante dalla polizia e da migliaia di sostenitori pro-Cina, molti con indosso magliette rosse con scritto “Forza Cina!”. Altri spettatori hanno alzato cartelli per una maggior democrazia in Cina (“La fiamma olimpica per la democrazia”, “Un mondo, due sogni”) e l’indipendenza per il Tibet. Ci sono stati scambi di slogan e insulti tra i due gruppi, ma la polizia ha impedito veri scontri, anche portando via attivisti con la bandiera tibetana. Create zone speciali, lungo il percorso olimpico, ma distanti, per radunarci i critici.
Richard Tsoi Yiu-cheong della Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China ha espresso “speranza per un miglioramento dei diritti umani e una maggiore democrazia, durante i Giochi” e che possano presto essere rilasciati gli attivisti per i diritti umani, come Hu Jia condannato a 3 anni e mezzo di detenzione per reati d’opinione. Il suo gruppo è stato oggetto di pesanti insulti dai sostenitori di Pechino. Al punto che Lee Cheuk-yan, altro membro del gruppo, ha detto che “questa è la nostra protesta più difficile. Le altre volte c’era sempre animosità, ma la gente era più controllata”.
Mentre la torcia passava, l’attrice Usa Mia Farrow, parlando a Hong Kong, ha accusato la Cina di “sottoscrivere le atrocità nel Darfur attraverso il suo fatturato nel petrolio per 4 miliardi di dollari annui”. “Circa il 70% di questo denaro è utilizzato per gli attacchi contro la popolazione del Darfur”, dove dal 2003 ci sono stati oltre 300mila morti e 2 milioni di sfollati. Ha chiesto a Pechino di “fare uso delle propria considerevole influenza [sul Sudan] per mutare il corso della storia e porre fine alle sofferenze nel Darfur”. “Non credo che il Sudan avrebbe potuto continuare questo livello di distruzione contro il suo popolo per oltre 5 anni, senza il sostegno di un gigante: la Cina”. In segno di protesta, ha invitato a boicottare la cerimonia di apertura dei Giochi e a boicottare alcuni grandi sponsor come la Coca Cola.

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