Il blog di Italians for Darfur

lunedì, ottobre 20, 2008

Il Darfur non è Trash, nemmeno per Caccaman.

Emilio Battiato, in arte Caccaman, è fumettista di professione, oltre che fondatore della Edizioni TrashComix(2001), che annovera tra le sue pubblicazioni la miniserie Napoli Violenta.
Eclettico quanto basta, l'artista di Acireale sventa rapine e disegna deliri: per ben due volte è stato decorato (Medaglia di Bronzo al Valore, Encomio Solenne dal Presidente della Repubblica). Un personaggio simile non poteva mancare nella galleria di Italian Blogs for Darfur. E' sua l'llustrazione qui accanto, dedicata al Darfur, come contributo alla campagna italiana per i diritti umani in Darfur. Secondo Caccaman i disegni non hanno bisogno di essere accompagnati:
" ...i bambini di 8anni nel nostro paese pensano ad avere un cellulare (se già nn lo hanno)
in Darfur i bimbi di 8anni (che non sanno cosa sia un cellulare) pensano ad arrivare a 9 senza dover prima morire di fame....
ma vi ripeto, io disegno fumetti e vorrei che le immagini si commentassero da sole"

Vedi anche la galleria "Una vignetta per il Darfur - diamo colore all'informazione"

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martedì, agosto 26, 2008

Torino scopre l'arte virale: sconsigliati i vaccini.

Italian Blogs for Darfur, grazie al contributo e alle segnalazioni dei lettori, diventa anche un contenitore creativo. Dal disegno e dala fotografia alla musica, con qualche salto nella pittura. Vi abbiamo già mostrato la tela di Jole Noemi Marischi per "Io bloggo per il Darfur" e la creazione di Macro "Darfur Souvenir", esposta al BAD Museum di Napoli. Oggi vi segnaliamo "Darfur", l'opera di Graziella Gola, Torino, con la quale partecipa al concorso Premio Celeste.
"La decisione di partecipare al concorso con quest'opera segna una svolta nel mio essere artista, il passaggio verso un'arte più impegnata. Ho voluto approfittare della visibilità offerta da un concorso on line per proporre un' immagine che rimanda al dramma del Darfur, un'immagine "forte", il cui eco mi auguro contribuisca a risvegliare l'attenzione e la coscienza di chi la guarda" - scrive Graziella Gola.
Anche Rossella Fava , Torino, ci invia il suo contributo personale alla campagna per il Darfur. Paura, ansia, terrore, ma anche sguardi profondi e accusatori nelle opere delle due artiste. Rossella vuole infettarci tutti: ViralArt, così la chiama, è una operazione che "nasce dalla necessità di diffondere l'arte al di fuori degli spazi convenzionali, tra la gente comune, anche tra quelle persone che mai si sognerebbero di entrare in una galleria o in un museo...
L'arte dovrebbe essere un modo di comunicare immediato e universale non riservato ad un'élite".
Soprattutto se diventa veicolo di solidarietà e denuncia.

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lunedì, luglio 21, 2008

Manifestazione e contromanifestazione a Roma per la giustizia in Darfur

Spesso non ricordiamo quanto oro abbiamo in tasca fino a quando non ce lo rubano. E' quanto ho pensato, mentre scorrevano le immagini rubate alla giornata del 20 luglio scorso, a Piazza della Repubblica a Roma. Due diversi schieramenti sudanesi a confronto, senza spargimenti di sangue come sarebbe avvenuto in Darfur: l'uno, a favore del Presidente sudanese, l'altro per la giustizia che affranca. Figli gli uni della ricca Karthoum, schiavi gli altri del deserto del Darfur. La democrazia è anche questo.

Video di Giulia: Sudan - Darfur: "manifestandoci contro"




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domenica, luglio 20, 2008

The Harry Potter Alliance lancia una petizione per il Darfur

scritto da GiratempoWeb (IB4D):

Ancora una volta, The Harry Potter Alliance convoca il suo Esercito di Silente della vita reale per prendere posizione contro i genocidi che si compiono in Darfur, questa volta con una tattica diversa: cambiare canale durante gli spot pubblicitari dei giochi olimpici di Pechino 2008. Lo slogan che li accompagna è "Un mondo. Un sogno."

The Harry Potter AllianceLa Cina, anfiteatro dei giochi olimpici di questo anno, è anche il paese che finanza il Sudan per l'acquisto di armi belliche, che finiranno con l'assasinio di migliaia di cittadini innocenti in Darfur. Nonostante le innumerevoli proteste amplificate in tutto il mondo, il governo cinese continua a mostrarsi indifferente a riguardo, mantenendo viva la contraddizione con lo spirito dei giochi olimpici, che sempre hanno unito il mondo. L'Alleanza Harry Potter si chiede se il governo cinese possa mai rendersi conto della situazione e prendere dei provvedimenti, dei compromessi, e incominciare a parlare seriamente a riguardo. O rimarrà sempre in silenzio?

GiratempoWeb, già membro dell'iniziativa Italian Blogs for Darfur, appoggia anche l'iniziativa dell'associazione The Harry Potter Alliance. Aiutaci anche tu, firmando la petizione avviata da The Harry Potter Alliance e Italian Blogs for Darfur.

La situazione è seria. Non rimanere indifferente."

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martedì, luglio 08, 2008

A Kalima, figlia del Darfur

Riceviamo e pubblichiamo il testo di Gavino Puggioni, da Sassari, ispiratosi alla figura di Kalima, protagonista della newsletter di Maggio:

A KALIMA, UNA DONNA

Kalima era una bambina
figlia del Darfur,
luna di terra arroventata
dalle parti del Sudan e giù di lì.

Kalima era una bambina
data in moglie ad uno più grande di lei,
per vivere
e far vivere la sua famiglia.

Sogno sporcato dalla violenza
Kalima calpestata
Kalima violentata
in tutte le parti del corpo.
Kalima violentata da tutti
e lasciata sola
nell'ombra oscura della sua anima
che è già oltre i cancelli del nulla.

Cammina, Kalima, scacciata
perchè ha dato il suo corpo
al diavolo, a tutti i diavoli
che l'han posseduta
perchè puttana.

MA LEI NON VOLEVA

Come ora non la vogliono più,
nemmeno i suoi parenti
e quelli del suo villaggio
perchè puttana.

Cammina Kalima
dall'alba al tramonto
con la luna bianca
col sole cocente e la polvere rossa.
Non vede e non sente
neppure le sue ossa.

Le avevan detto
di andare sempre dritta
in questo stradone di ingiustizie
perchè alla fine
avrebbe trovato acqua e pane
invece di fuoco e fame e mestizie.

E Kalima va e non sa.
Continua a calpestare
quella terra arroventata,
a piedi nudi, capelli al vento,
il corpo straziato fuori e dentro,
a piedi nudi
con l'anima violentata.

Kalima era una bambina
ora è una donna del Darfur,
bella come tante altre,
bella ma demonizzata.

Kalima è nostra
è storia umana
e ci appartiene
perchè Kalima non è una puttana.

Gavino Puggioni Sassari
luglio 2008

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