Il blog di Italians for Darfur

sabato, maggio 30, 2009

Lettera di Yasha Reibman a Frattini sùlla laurea ad honorem a Gheddafi, Univ. di Sassari

Lettera a Franco Frattini Sulla bizzarra idea di laureare  ad honorem il colonnello Gheddafi.Quale considerazione ha dei diritti umani un dittatore africano che ha bollato il Tribunale penale internazionale di “terrorismo” per aver chiesto l’arresto dell’amico Bashir, il tiranno sudanese responsabile dello sterminio in Darfur? di Yasha Reibman
Tratto da: www.tempi.it

La laurea honoris causa viene conferita dalle università a personalità che si sono distinte particolarmente e che, accettando il conferimento, ricevono e nello stesso tempo danno onore all’ateneo che li celebra. Ebbene, questo ambìto riconoscimento verrà conferito al leader libico Muhammar Gheddafi dall’Università degli studi di Sassari. La proposta viene dal professor Giovanni Lobrano, preside di Giurisprudenza, ed è stata approvata dal Consiglio di facoltà. Ora si è formata una commissione per scrivere le motivazioni. Quale onore potrà mai sperare di ricevere l’ateneo sardo dal dittatore libico? In Libia vige un regime con un solo partito, con un solo leader, che da quarant’anni regna con la violenza sul paese e reprime i dissidenti. Secondo l’annuale rapporto di Freedom House sulla libertà nel mondo, la Libia ha il peggior voto possibile. In Libia viene praticata sistematicamente la pena di morte e, secondo l’associazione radicale Nessuno tocchi Caino, avvengono anche esecuzioni extragiudiziarie, cioè senza alcun processo. Le maggiori organizzazioni non governative per i diritti umani, da Amnesty International a Human Rights Watch, dalla Federazione internazionale delle leghe dei diritti umani a Medici senza frontiere e Reporters Without Borders, hanno in più occasioni denunciato la sistematica violazione dei diritti di donne, bambini e migranti. Organizzazioni non governative libiche semplicemente non esistono.L’alta considerazione che il colonnello Gheddafi ha nei confronti dei diritti umani è ben sintetizzata dalla sua scelta, nel 2000, di onorare con il prestigioso “Premio Gheddafi per i diritti umani” il dittatore cubano Fidel Castro. Mentre solo un paio di mesi fa, in qualità di presidente dell’Unione Africana, ha bollato il Tribunale penale internazionale di “terrorismo” per aver chiesto l’incriminazione e l’arresto dell’amico Omar Hasan Ahmad al Bashir, il dittatore sudanese responsabile dello sterminio in Darfur. Quali siano le ragioni che escogiteranno a Sassari per giustificare l’onorificenza a Gheddafi non è dato sapere, ma voi a quest’uomo dareste una laurea ad honorem?

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mercoledì, maggio 13, 2009

Nascono anche in Sudan i primi gruppi di combattenti kamikaze

I movimenti vicini ad Al Qaeda, che in Sudan avevano la propria roccaforte fino al 1999, si starebbero ricostituendo, dando vita a ben otto gruppi di estremisti pronti ad attacchi suicidi contro le forze ribelli e le postazioni UNAMID. Lo afferma Suliman Ahmed, rappresentante dei rifugiati del Darfur in Italia, nel corso della conferenza sul Darfur tenutasi a Sassari ieri 12 Maggio ed organizzata da Italians for Darfur ONLUS e l'associazione Quadrifoglio. Gli attentatori, tutti di provenienza estera, sarebbero stati reclutati da Libia, Egitto, Algeria, Mauritania, Iraq e Pakistan.
Una notizia che, se confermata, segnerebbe una tragica svolta nelle dinamiche del conflitto in corso in Darfur.

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sabato, maggio 09, 2009

12 Maggio, Sassari: "Emergenza Africa"

“EMERGENZA AFRICA”
Testimonianza di Suliman Ahmed,
portavoce dei rifugiati del Darfur in Italia
12 Maggio 2009
Sassari

L’associazione Quadrifoglio e Italians for Darfur ONLUS organizzano per il giorno martedì 12 Maggio 2009, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso i locali del Quadrilatero, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Sassari in Sassari, la conferenza dal tema “Emergenza Africa”.

L’incontro, che vuole essere un momento di approfondimento e denuncia delle violazioni dei diritti umani nel continente dal punto di vista giuridico e sanitario, verterà, in particolare, sulla grave crisi umanitaria in Darfur.
Il conflitto dura da sei anni e ha provocato non meno di 300.000 morti e ha costretto almeno due milioni e mezzo di persone alla fuga (stime Onu), destinandole ad una vita da sfollati sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante.
Interverranno:
- Suliman Ahmed, sopravvissuto al genocidio in Darfur, portavoce rifugiati del Darfur in Italia, con la proiezione del video documentario di Italians for Darfur;
- -Prof. Rodolfo Ragionieri, docente di Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo sassarese, per un inquadramento del tema dal punto di vista geopolitico;
- Prof. Paolo Fois docente di Diritto Internazionale, Internazionale Privato e Diritto dell’Unione Europea presso la Facoltà di Giurisprudenza, per gli aspetti di Diritto Internazionale con riferimento ai crimini internazionali.

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