Il blog di Italians for Darfur

lunedì, aprile 16, 2018

L'Italia chiede all'ONU di rivedere le sanzioni sul Darfur

La Farnesina ha invitato il Comitato per le Sanzioni delle Nazioni Unite, istituito con la risoluzione 1591 (2005) sul Sudan, a riconsiderare il suo regime tredicennale di sanzioni sul Darfur.

L'8 febbraio, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU aveva annunciato l'intenzione di riesaminare, regolarmente, le misure sul Darfur nel contesto dell'evoluzione della situazione sul campo, tenendo conto della relazione e delle raccomandazioni del presidente del Comitato per le Sanzioni, e alla luce delle relazioni presentate dal Gruppo di Esperti .

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lunedì, marzo 19, 2018

Sudan Call media per sanare conflitti all'interno dello SPLM-N

L'opposizione del Sudan Call ha lanciato una mediazione per sanare la spaccatura tra le due fazioni del Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N).

L'anno scorso, i leader dell'opposizione sudanese hanno chiesto l'auto-moderazione ed hanno discusso l'argomento con le fazioni guidate da Malik Agar e da Abdel Aziz al-Hilu.

Tuttavia,  sono regolarmente riportati gli scontri tra le fazioni ribelli dello Stato del Nilo Azzurro ed i gruppi di opposizione hanno affermato di avvertire il danno causato dalla disputa rispetto ai loro sforzi per il raggiungimento di una giusta pace e delle riforme democratiche nel Paese.

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venerdì, aprile 28, 2017

Inviato dell'ONU in Libia in visita ufficiale a Khartoum

Il Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite ed il Capo della Missione di Supporto dell'ONU in Libia, Martin Kobler, arriveranno a Khartoum la prossima domenica per discutere gli sforzi per risolvere la crisi libica, ha detto il ministero degli Esteri sudanese.

Il portavoce del Ministro degli Esteri Sudanese, Gharib Allah Khidir, ha confermato che l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia si incontrerà con il Ministro degli Esteri sudanese e con un certo numero di funzionari del Paese, aggiungendo che nelle riunioni si discuteranno gli sforzi in corso per avvicinare i partiti libici.

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domenica, maggio 24, 2009

25 Maggio, Giornata Mondiale dell'Africa: più informazione sulle crisi umanitarie

Il 25 maggio è la Giornata Mondiale dell'Africa: lo hanno ricordato la FOCSIV e la Fondazione MISSIO (Conferenza Episcopale Italiana), in una lettera inviata ieri ai Presidenti e Direttori Generali delle principali Reti televisive italiane, al Presidente della Commissione di Vigilanza della RAI e al Presidente e Segretario Generale della FNSI (Federazione nazionale stampa italiana).
Nella lettera si chiede venga fatta più informazione sulle numerose e sempre ignorate crisi umanitarie del continente, appello condiviso e rilanciato da Italians for Darfur, che da maggio 2006 chiede a Rai, La7 e Mediaset che si parli del conflitto in Darfur, e non solo.
La ricorrenza è stata proposta dall'Unione Africana per ricordare la fondazione, nel 1965, dell’Organizzazione per l’Unità Africana, che nel 2002 ha preso l'attuale denominazione.

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sabato, maggio 09, 2009

12 Maggio, Sassari: "Emergenza Africa"

“EMERGENZA AFRICA”
Testimonianza di Suliman Ahmed,
portavoce dei rifugiati del Darfur in Italia
12 Maggio 2009
Sassari

L’associazione Quadrifoglio e Italians for Darfur ONLUS organizzano per il giorno martedì 12 Maggio 2009, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso i locali del Quadrilatero, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Sassari in Sassari, la conferenza dal tema “Emergenza Africa”.

L’incontro, che vuole essere un momento di approfondimento e denuncia delle violazioni dei diritti umani nel continente dal punto di vista giuridico e sanitario, verterà, in particolare, sulla grave crisi umanitaria in Darfur.
Il conflitto dura da sei anni e ha provocato non meno di 300.000 morti e ha costretto almeno due milioni e mezzo di persone alla fuga (stime Onu), destinandole ad una vita da sfollati sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante.
Interverranno:
- Suliman Ahmed, sopravvissuto al genocidio in Darfur, portavoce rifugiati del Darfur in Italia, con la proiezione del video documentario di Italians for Darfur;
- -Prof. Rodolfo Ragionieri, docente di Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo sassarese, per un inquadramento del tema dal punto di vista geopolitico;
- Prof. Paolo Fois docente di Diritto Internazionale, Internazionale Privato e Diritto dell’Unione Europea presso la Facoltà di Giurisprudenza, per gli aspetti di Diritto Internazionale con riferimento ai crimini internazionali.

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sabato, aprile 25, 2009

No del neoeletto Zuma alla visita di Bashir in Sud Africa

Il nuovo Presidente del Sud Africa, Jacob Zuma, secondo indiscrezioni della stampa inglese, non inviterà al Bashir alle cerimonie di inaugurazione della sua presidenza, che sarà confermata dal parlamento nei prossimi giorni.

Un segnale importante che fa sperare in una nuova direzione della politica sudafricana nei confronti del Sudan, il cui Presidente è stato formalmente accusatodi crimini di guerra e contro l'umanità il 4 marzo scorso. La decisione della Corte Penale Internazionale non era stata accolta con entusiasmo dal Sud Africa, il Paese economicamente e politicamente più forte dell'Africa, mentre Eritrea, Egitto e Libia avevano accolto nei propri palazzi il presidente sudanese pochi giorni dopo la sua incriminazione.

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lunedì, febbraio 02, 2009

La Russia annuncia il suo "ritorno" in Africa

La Russia annuncia un ritorno della sua ingerenza politica in Africa, in particolare sulla crisi in Darfur.
Le parole di Mikhail Margelov, inviato della Federazione Russa in Sudan, da ieri in Sudan, “Russia is back in Africa” (Reuters), segnano una svolta, non proprio positiva, del processo politico e diplomatico della crisi in Darfur. La Russia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, potrebbe imporrre il veto, come piu volte richiesto dalla Cina, all'articolo 16 per sospendere l'attività investigativa della Corte Penale Internazionale sui crimini contro l'umanità del Presidente sudanese Al-Bashir. Per questo la diplomazia russa annuncia di volersi muovere in Europa e Stati Uniti per "lavorare alla propria posizione" sulla crisi in Darfur.

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venerdì, gennaio 02, 2009

2008 da dimenticare, non resta che sperare in un 2009 migliore.

Anno orribile per l'Africa, il 2008: Kenia, Congo, Zimbabwe, Somalia, Sudan, sono solo alcuni dei Paesi che sono stati teatro di sciagure umanitarie nell'anno appena trascorso. Eppure ci aggrappiamo alla speranza che il nuovo anno possa essere migliore. Il 29 dicembre, nel Corno d'Africa, regione devastata da una crisi umanitaria paragonabile a quella del Darfur, si è dimesso Abdullahi Yusuf, signore della guerra e presidente, e le truppe etiopi si sono ritirate dalla Somalia.

Poco prima che il 2008 si chiudesse sancendo il fallimento delle aspirazioni di pace in Darfur, con poco più del contingente della missione ONU-UA dispiegato dopo oltre un anno e mezzo dal suo inizio ufficiale e sempre nuove rappresaglie delle forze governative contro ribelli e popolazione civile, il Governo Italiano preannunciava per il 2009 una ripresa dei lavori a livello internazionale che dovrebbe vedere finalmente anche il nostro Paese tra i fornitori di alcuni velivoli da trasporto. Ne hanno riferito ai giornalisti presenti alla conferenza stampa di fine anno il ministro della Difesa Ignazio la Russa e il capo di stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini. La missione, sin dall'inizio in forte crisi causa proprio la mancanza di almeno 18 elicotteri da trasporto fondamentali per il monitoraggio del territorio, "risponde all'esigenza di proteggere le popolazioni locali da una sorta di pulizia etnica che in qualche modo si suppone guidata da poteri politici locali"(APCOM).
Sempre nel 2009 è prevista la chiusura dell' ospedale italiano ad Abeché a supporto della missione EUFOR e dei profughi del Darfur in Ciad, mentre sono stati attribuiti nuovi finanziamenti per l'invio in Darfur di 245 operatori nell'ambito della missione congiunta ONU e Unione Africana. Proprio Italians for Darfur, nei mesi scorsi, aveva promosso iniziative parlamentari atte a incoraggiare simili impegni, come la costituzione di un intergruppo alla Camera sulla crisi in Darfur e l'approvazione di un ordine del giorno relativo proprio all'impiego di elicotteri italiani nella regione sudanese.

Confido in ogni caso anche quest'anno nell'opera dei tanti missionari e dei volontari di tutto il mondo che traducono ogni giorno, quasi sempre lontano dai media, le nostre speranze in atti di quotidiana solidarietà. A loro va tutta la nostra più sincera gratitudine e sinceri auguri.

In alto a destra, una delle tele di Riccardo Paracchini, pittore di Montano (Como): "due angeli che annunciano la Parola".

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domenica, ottobre 12, 2008

Darfur, Congo, Somalia, Zimbabwe, Nigeria.. Un problema di dirigenza?

A 21 anni di distanza dalla morte di Thomas Sankara il 15 ottobre 1987, dittatore illuminato del Burkina Faso, l'Africa conta i suoi morti e i suoi boia.
Milioni di persone in fuga, centinaia di migliaia di morti, economie al collasso, enormi risorse e materie prime bruciate, una pesante eredità del secondo dopoguerra.
La corruzione è il male endemico dei Paesi africani: in Nigeria, ad esempio, uno dei pricinpali produttori di greggio al mondo, la corruzione assorbe l'80% delle entrate del petrolio e del gas, mentre il 70% della popolazione sopravvive con meno di un dollaro al giorno.
I presidenti si eleggono con le armi, come in Sudan, dove il Presidente Omar Hasan Al BAshir scalzò nel 1989 il democraticamente eletto Sadeq al-Mahdi con un colpo di Stato, o con elezioni falsamente democratiche, come in Zimbabwe, autosufficiente in epoca coloniale e nei primi decenni successivi per alcuni prodotti agricoli, oggi con l'inflazione oltre il 100% e il sistema produttivo agricolo e di allevamento allo sfascio. Proprio in questi giorni precipita inoltre la situazione in Congo, nella cui provincia di Kivu si combatte pesantemente: migliaia in fuga verso il Sudan. Non va meglio in Somalia.
Il primo problema dell'Africa, dal Sudan alla Sierra Leone, è proprio una dirigenza autoreferenziale e corrotta. Che senso hanno le donazioni milionarie della comunità indistrializzata senza un controllo accurato delle spese e dei progetti a cui sono destinate? Migliaia sono inoltre i cittadini africani che studiano nelle scuole dei Paesi sviluppati, ma pochissimi ritornano nei loro Paesi. La solidarietà non deve essere semplice elemosina. Formare le nuove generazioni di leaders e costruire le strutture e le condizioni per cui essi non debbano scappare più dalla propria terra, questo è investire nella pace.

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domenica, ottobre 05, 2008

Convegno L'Africa e Noi: Risorse e conflitti in Sudan

Segnalo, per chi ci legge da Milano, il convegno "L’Africa e Noi - Economia Giustizia Solidarietà" che si terrà sabato 11 ottobre, dalle 9 alle 17 presso il salone Pio XII in Via S. Antonio, 5, promosso, tra gli altri, da Caritas Ambrosiana e Comune di Milano.
Il Convegno si propone di porre al centro dell’attenzione la realtà africana a partire dall’Economia nella prospettiva di sollecitare relazioni internazionali improntate a criteri di Giustizia e Solidarietà.

Durante la mattinata si terranno le relazioni, nel pomeriggio invece si svolgeranno i laboratori tematici, il primo dei quali sarà dedicato al tema delle risorse e dei conflitti in Sudan.

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sabato, ottobre 13, 2007

Nairobi chiama, Roma.. non sente.

[Su segnalazione di Antonio]

Solo un'ora.
Tanto valgono i 300.000 morti del Darfur: nei telegiornali italiani, nel 2006, è stata dedicata poco più di un'ora al conflitto in Darfur, regione del Sudan dove si consumano efferati crimini contro l'umanità e dove lo stupro è usato come terribile arma da guerra.
Non abbiamo notizie neanche dallo Zimbabwe, dal Congo, dal Delta del Niger, dalla Somalia, solo per citare altre aree dell'Africa in cui i diritti umani valgono meno di un fucile.
Ammettiamolo, si sa da sempre che in Africa si muore e si soffre; quale sarebbe la notizia, quale l'interesse per il pubblico?
Noi non ci rassegniamo al mercato dell'audience: se c'è un compito al quale la televisione non può sottrarsi, soprattutto il servizio pubblico televisivo, dall'indubbia penetrazione di massa, è l'educazione dei singoli ai valori fondanti della società e della democrazia.

Il servizio pubblico televisivo sembrava aver fatto un primo importante passo in avanti con l'apertura di una sede RAI a Nairobi, Kenya, il 18 maggio 2007, con grande soddisfazione delle agenzie missionarie e delle associazioni della Tavola della Pace.
Ma l'operazione, a un semestre di distanza, assume sempre più il gusto amaro del "lavaggio di coscienza" da parte della sede di viale Mazzini, nonostante l'impegno del giornalista Enzo Nucci, a cui è stata affidata la direzione della sede africana.
Dall'apertura della sede, sono stati trasmessi solo un'ora di servizi dall'Africa. Il bel reportage di Nucci sui Monti Nuba, Sudan, La scuola della speranza, della durata di 18 minuti, è stato trasmesso a Raitre, nella rubrica Primo Piano, alle ore 23.20.
"Nel gennaio scorso, proprio a Nairobi, - si legge in Panorama - si è svolto il primo Forum sociale mondiale in Africa. Nonostante le tematiche caldissime affrontate dagli oltre 10mila partecipanti della grande kermesse no global (si va dalla lotta all’Aids alla sfida commerciale decisiva rappresentata dai nuovi accordi partenariato economico tra l’Unione Europea e i paesi africani), la Rai ha mandato in onda appena due minuti di servizio sul Tg3 per un evento durato un’intera settimana".

Continua il nostro impegno per una migliore qualità dell'informazione televisiva italiana: chiediamo più informazione sul Darfur e sulle crisi umanitarie dimenticate. Firmate il nostro appello.

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venerdì, settembre 07, 2007

AFRICA face to face, fotomostra a Latina


Venerdì 7 settembre, alle ore 18:30, presso la libreria "Piermario & Co" in Via Armellini 26 a Latina, l'Associazione ART&CO inaugura la mostra fotografica di Stefano Giancola intitolata "AFRICA face to face" che sarà possibile visitare fino al 27 settembre.

"L'incontro con un continente", scrive l'autore, "attraverso i volti di un'umanità dolente e gioiosa, affamata ma piena di dignità, ferita eppure incredibilmente viva. Più vicino al cuore di qualcosa che ci guarda, che ci parla fino a raggiungere il silenzio delle nostre coscienze. Un qualcosa che sa del senso profondo della vita."
Un po' osservatore disincantato del mondo, un po' reporter, Stefano Giancola ha fatto del viaggio una condizione di vita, un'estensione mentale - prima ancora che fisica - della propria esistenza. Fisico, ma anche autore di romanzi, raccolte di poesie ed articoli giornalistici, è stato testimone diretto di emergenze umanitarie e problematiche geopolitiche. Ciad, Darfur Sudanese, Eritrea, e Zimbabwe sono solo alcuni dei luoghi geografici di una realtà - l'Africa - che Giancola ha percorso in lungo e in largo registrandone sussulti, attese e drammatici epiloghi. La reflex e la biro che sempre l'accompagnano in questo suo andare hanno fermato emozioni e intuizioni di questo continente duro ed ineffabile: un continente senza compromessi, che pure fa del compromesso con la vita la sua giornaliera sopravvivenza.
Così, con semplicità quasi africana, dalle foto di Giancola, più che gli echi della sofferenza e dell'ineluttabilità, emerge, quasi in una vicinanza inaspettata di sensazioni, l'incoercibile speranza per un domani difficile, a volte imperscrutabile, ma sempre comunque degno di essere vissuto.

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