Il blog di Italians for Darfur

domenica, maggio 24, 2009

25 Maggio, Giornata Mondiale dell'Africa: più informazione sulle crisi umanitarie

Il 25 maggio è la Giornata Mondiale dell'Africa: lo hanno ricordato la FOCSIV e la Fondazione MISSIO (Conferenza Episcopale Italiana), in una lettera inviata ieri ai Presidenti e Direttori Generali delle principali Reti televisive italiane, al Presidente della Commissione di Vigilanza della RAI e al Presidente e Segretario Generale della FNSI (Federazione nazionale stampa italiana).
Nella lettera si chiede venga fatta più informazione sulle numerose e sempre ignorate crisi umanitarie del continente, appello condiviso e rilanciato da Italians for Darfur, che da maggio 2006 chiede a Rai, La7 e Mediaset che si parli del conflitto in Darfur, e non solo.
La ricorrenza è stata proposta dall'Unione Africana per ricordare la fondazione, nel 1965, dell’Organizzazione per l’Unità Africana, che nel 2002 ha preso l'attuale denominazione.

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martedì, aprile 28, 2009

Giornalisti sudanesi temono un altro passo indietro per la libertà di stampa

La Costituzione sudanese (art. 25 e 26) sancisce la libertà di stampa e il diritto alla libera espressione, ma il Presidente sudanese preme per una nuova stretta intorno ai media locali.

Ogni notte le edizioni dei circa 30 giornali sudanesi vengono passate al vaglio del National Press Council , ma la nuova proposta di legge presentata al Government of National Unity prevede anche una ammenda di circa 21.500 dollari per le infrazioni commesse e la chiusura della testata giornalistica.
Nei giorni scorsi Al-Midan, settimanale vicino al Sudanese Communist Party, e Ajras Al-Hurriya, quotidiano del Sudan People Liberation Movement, hanno dovuto cancellare la pubblicazioni di articoli sulla libertà di stampa, il Darfur ed editoriali sulla nuova proposta di legge sull' editoria.

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domenica, marzo 15, 2009

Darfur, una crisi che non si vuole ricordare

E' stato presentato mercoledì scorso il nuovo rapporto sulle crisi dimenticate dell'Osservatorio di Pavia per Medici Senza Frontiere.
Il Sudan resta nella triste top ten delle crisi umanitarie dimenticate dai media tradizionali italiani, va un pò meglio sul web, ma è considerevole il risultato ottenuto da Italians for Darfur, che dal 2006 porta avanti, unica in Italia, campagne di advocacy e lobbing mirate per il Darfur.
Si legge nel rapporto:
"Nel 2008 delle 53 notizie dedicate al Sudan 11 sono incentrate sulle iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, quali il Global Day per il Darfur (ad aprile) che vede come testimonial, tra gli altri, quel George Clooney diventato da tempo icona Darfur [vedi il videomessaggio di Clooney rilasciato a Italians for Darfur, ndr].
Tra gli altri eventi che ottengono copertura mediatica dai TG nel corso dell’anno ci sono: il
dirottamento del volo aereo della compagnia privata sudanese Sun Air a opera di ribelli del Darfur (10 servizi ad agosto), l’accusa per il presidente del Sudan Bashir di genocidio e crimini di guerra (8 notizie), gli scontri tra esercito e ribelli (9 notizie). "

Approfondisci: il rapporto del 2007
Web-attivati: firma l'appello a RAI, MEDIASET e LA7

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sabato, novembre 08, 2008

Giornalisti sudanesi scioperano contro la censura

"The State shall guarantee the freedom of the press and other media as shall be regulated by law in a democratic society".
-Sudanese Constitution, part II: Bill of Rights -

Si avvia a conclusione la prima ondata di sciopero di alcuni giornalisti sudanesi, seguita agli ennesimi attacchi governativi alla liberta' di stampa, iniziata il 4 novembre scorso presso le redazioni di quotidiani come "Ajras Al Hurriya" e "Ra'y Alshaab".

Salah Bab Allah, tra gli altri, giornalista del quotidiano di Khartoum "Al Entibaha", e' agli arresti dal 1 novembre per aver pubblicato notizie su un focolaio di febbre emorragica nel Kordofan, ovest del Sudan.
La Costituzione sudanese garantisce la liberta' di stampa, ma nella pratica i funzionari governativi sottopongono a un rigido controllo tutte le notizie, in particolare quelle che riguardano le continue violazioni dei diritti umani in Darfur.

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martedì, settembre 30, 2008

L'UNAMID forma i primi giornalisti per la radio libera del Darfur

Dopo un corso intensivo di un mese, condotto a El Fasher e a Karthoum, sono stati consegnati i primi attestati, coseguiti lunedì 29 settembre da dieci aspiranti giornalisti radio del Darfur.
L'iniziativa è stata promossa dal Public Communication and Public Information Division (CPID) dell'UNAMID, la missione di pace congiunta ONU-Unione Africana (dei 26.000 uomini previsti, solo 9.000 sono presenti in Darfur e saranno 11.000 entro il 2009).
I dieci nuovi giornalisti sono stati selezionati tra oltre 1500 candidati da tutte le provincie del Darfur. Alcuni opereranno nella radio dell'UNAMID, altri nelle radio locali, con un bagaglio professionale notevole e al servizio della pace e della libera informazione. Kemal Saiki, direttore della CPID, non esclude tuttavia la possibilità che i giornalisti possano essere arrestati per reati di opinione, in un Paese in cui il diritto alla libera espressione è spesso negato.

Link: Dossier 2008 di Reporters sans Frontieres

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lunedì, agosto 04, 2008

YouTube: cooperante italiano in Sudan conferma, è censura.

YouTube risulta inaccessibile dalla gran parte delle postazioni internet del Sudan, perchè censurato dall'ente governativo di controllo dell'informazione, la NTC. Ne abbiamo parlato per primi pochi giorni fa, ora pubblichiamo l'immagine inviataci da A., un nostro connazionale in Sudan come operatore umanitario. Un testimonianza "live", dal campo, che conferma quanto sia sempre più difficile la situazione dei diritti umani in tutto il Sudan.

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mercoledì, luglio 23, 2008

Ai media arabi non piacciono gli "Arabi cattivi": silenzio sul Darfur

C'è un paradossale disinteresse del mondo arabo al conflitto in Darfur: il 40 per cento della popolazione sudanese è Araba, così come Arabi sono parte delle popolazioni interessate dal conflitto.
Nonostante il numero di civili coinvolti sia simile a quello stimato in Iraq, secondo Lawrence Pintak, giornalista esperto di media arabi, il conflitto in Darfur non ha la copertura mediatica che ci si aspetterebbe perchè in Darfur viene definitivamente rotto lo schema degli Arabi vittime degli altri. In Darfur, gli "altri" sono gli Arabi. L'attacco più importante al silenzio dei media arabi è arrivato tre anni fa da Nabil Kassem, di Al Arabiya, produttore del censurato documentario "jihad on horseback".
Sono soprattutto le notizie e le testionianze, anche fotografiche, dai campi profughi del Darfur a non trovare spazio nei media arabi contrariamente a quanto accade nei Paesi occidentali, che pure faticano a fare vera informazione sul conflitto in corso, limitandosi spesso a riportare eventi e testimonianze delle star del cinema e dello spettacolo abilmente coinvolte quali testimonials della campagna per i diritti umani delle associazioni e ong internazionali, che vedono in essi l'unica via di accesso ai mezzi di informazione di massa.
Le analisi politiche, in particolare le reazioni diplomatiche delle Nazioni Unite e delle maggiori potenze mondiali, superano inoltre le notizie propriamente dette, rivelando in questo anche una diffusa riluttanza a recarsi fisicamente nella regione per appurare di persona quanto stia accadendo in Darfur, sebbene sia innegabile una obiettiva difficoltà a superare le restrittive norme di accesso per i giornalisti nel Paese. In Egitto si registra la più ampia copertura stampa sul conflitto, per motivi connessi alla vicinanza geografica del Sudan e alla sua influenza strategica nel Sahel. Per ulteriori analisi dei media arabi si possono consultare le pagine del MEMRI (Middle East Media Research Institute), organizzazione indipendente e nonprofit.


Guarda il video di Al Jazeera English: "The media on Darfur";

Approfondisci: "Darfur: covering the 'forgotten' story".

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lunedì, novembre 05, 2007

"Io bloggo per il Darfur": il volto e..il blog di chi ha a cuore il Darfur

Spesso non sono sufficienti le parole per denunciare un crimine. Occorre metterci la faccia.

Italian Blogs for Darfur, campagna on-line del movimento italiano per i diritti umani in Darfur, dopo "Una vignetta per il Darfur - diamo colore all'informazione", ha chiesto anche ai fotografi on-line di dedicare una loro creazione al Darfur, interpretando il motto dei bloggers di Italian Blogs for Darfur: "Io bloggo per il Darfur". Gli scrittori della rete cercano in questo modo di colmare il vuoto di informazione lasciato dai media tradizionali italiani, con la speranza che il nostro appello alle maggiori emittenti televisive venga accolto al più presto.
Alessandro Branca, fotografo a Milano dal 1992, è il generoso artefice del primo contributo pervenutoci, pioniere di quella che speriamo diventi una ricca galleria: la foto ritrae la pittrice Jole Noemi Marischi, che ha dipinto per l'occasione la tela inquadrata, che blogga per il Darfur!
Invito tutti i nostri amici e lettori a dare massima distribuzione a questa prima foto, sperando che altri fotografi e artisti e soprattutto i tanti bloggers italiani aderiscano e ci "mettano la faccia".

sabato, ottobre 13, 2007

Nairobi chiama, Roma.. non sente.

[Su segnalazione di Antonio]

Solo un'ora.
Tanto valgono i 300.000 morti del Darfur: nei telegiornali italiani, nel 2006, è stata dedicata poco più di un'ora al conflitto in Darfur, regione del Sudan dove si consumano efferati crimini contro l'umanità e dove lo stupro è usato come terribile arma da guerra.
Non abbiamo notizie neanche dallo Zimbabwe, dal Congo, dal Delta del Niger, dalla Somalia, solo per citare altre aree dell'Africa in cui i diritti umani valgono meno di un fucile.
Ammettiamolo, si sa da sempre che in Africa si muore e si soffre; quale sarebbe la notizia, quale l'interesse per il pubblico?
Noi non ci rassegniamo al mercato dell'audience: se c'è un compito al quale la televisione non può sottrarsi, soprattutto il servizio pubblico televisivo, dall'indubbia penetrazione di massa, è l'educazione dei singoli ai valori fondanti della società e della democrazia.

Il servizio pubblico televisivo sembrava aver fatto un primo importante passo in avanti con l'apertura di una sede RAI a Nairobi, Kenya, il 18 maggio 2007, con grande soddisfazione delle agenzie missionarie e delle associazioni della Tavola della Pace.
Ma l'operazione, a un semestre di distanza, assume sempre più il gusto amaro del "lavaggio di coscienza" da parte della sede di viale Mazzini, nonostante l'impegno del giornalista Enzo Nucci, a cui è stata affidata la direzione della sede africana.
Dall'apertura della sede, sono stati trasmessi solo un'ora di servizi dall'Africa. Il bel reportage di Nucci sui Monti Nuba, Sudan, La scuola della speranza, della durata di 18 minuti, è stato trasmesso a Raitre, nella rubrica Primo Piano, alle ore 23.20.
"Nel gennaio scorso, proprio a Nairobi, - si legge in Panorama - si è svolto il primo Forum sociale mondiale in Africa. Nonostante le tematiche caldissime affrontate dagli oltre 10mila partecipanti della grande kermesse no global (si va dalla lotta all’Aids alla sfida commerciale decisiva rappresentata dai nuovi accordi partenariato economico tra l’Unione Europea e i paesi africani), la Rai ha mandato in onda appena due minuti di servizio sul Tg3 per un evento durato un’intera settimana".

Continua il nostro impegno per una migliore qualità dell'informazione televisiva italiana: chiediamo più informazione sul Darfur e sulle crisi umanitarie dimenticate. Firmate il nostro appello.

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venerdì, settembre 14, 2007

Si parla molto di Darfur

E' vero, in questi giorni in Italia la visita di Bashir al Papa e al Governo e le comunicazioni di entrambi hanno alzato molto l'interesse; anche le iniziative dei Rifugiati italiani del Darfur hanno contribuito. Ancora una bella botta arriverà domenica con il Darfur Day da Portico d'Ottavia a piazza Farnese.
E ciò nonostante lo sciopero dell'Ansa (da venerdì a martedì), che aumenta l'importanza degli altri servizi analoghi.
Comunque vedere il arfur nell'indice dei fatti più citati del giorno di ApCom, Associated Press) è davvero molto, molto bello.

E a proposito di belle cose, avete mai frequentato il blog di Piccolino Valme?.

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mercoledì, maggio 02, 2007

SUDAN: BELTRANDI (RNP), APPROVATA RISOLUZIONE PER MAGGIORE SPAZIO INFORMAZIONE AL DARFUR

Roma, 2 mag. - (Adnkronos) - ''Oggi la Commissione di Vigilanza sulla Rai ha approvato all'unanimita' due risoluzioni: una chiede alla Rai di fare informazione sul genocidio in Darfur, l'altra chiede spazi di approfondimento nelle fasce di massimo ascolto dedicati all'informazione sulla moratoria delle esecuzioni capitali, chiedendo espressamente che sia recuperato il silenzio dei giorni scorsi, per denunciare il quale sono in sciopero della fame ad oltranza da molti giorni militanti e dirigenti radicali''. Lo sottolinea in una nota il deputato radicale della Rosa nel Pugno Marco Beltrandi. ''Mi auguro -prosegue- che ora la Rai dedichi a queste grandi tematiche spazi di informazione, come anche chiesto dal Presidente Rai Claudio Petruccioli la scorsa settimana per quanto riguarda le iniziative sulla moratoria della pena di morte''. (Sin/Ct/Adnkronos)02-MAG-07 19:31NNNN

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