Il blog di Italians for Darfur

martedì, ottobre 27, 2009

Palazzo Madama ospita il Darfur, per non dimenticare

Presentata una mostra patrocinata dalla Commissione per i Diritti Umani del Senato

Una mostra per non dimenticare il Darfur, è quanto si propone la Commissione per i diritti umani del Senato, presieduta dal senatore Pietro Marcenaro, che patrocina l’iniziativa promossa
dall’associazione Italians for Darfur Onlus.
La mostra, presentata a Palazzo Madama il 26 ottobre, sarà aperta al pubblico dal 10 novembre fino al 10 dicembre 2009.
Nel corso della conferenza è stata illustrata una mozione, che sarà presentata nell’ambito del rifinanziamento delle missioni italiane all’estero, attraverso cui si chiederà un nuovo intervento del Governo italiano a sostegno della missione di pace dispiegata nella regione sudanese.
Sono intervenuti, oltre al presidente della Commissione, il senatore Marcenaro che ha illustrato la mozione, la testimonial della campagna per il Darfur, Monica Guerritore, Esam Elhag, rappresentante dei rifugiati del Darfur e portavoce dell’Slm Juba Unity, movimento per la liberazione del Darfur e la presidente di Italians for Darfur, Antonella Napoli – giornalista e autrice del libro “Volti e colori del Darfur”, Ed. Goree - rientrata da pochi giorni da una missione in Sudan, che ha illustrato la situazione della crisi umanitaria in corso in Darfur dal 2003.
"Nel mio recente viaggio in Darfur - ha ricordato la Napoli, che è anche autrice delle foto della mostra - pur non trovando una situazione alimentare al tracollo ho potuto constatare gravi carenze. Se è vero che nonostante l'espulsione di 13 ong che garantivano la distribuzione del cibo e l’assistenza sanitaria a oltre un milione di profughi il sistema del Programma alimentare mondiale abbia retto, la crisi è ancora pressante, incancrenita nella sua mancata soluzione. Per di più l'area continua a non essere sicura. In particolare sono venuti meno progetti di educazione sanitaria e di igiene, sostegno psicologico a donne e bambini traumatizzati e, sotto l'aspetto del sostentamento primario, manca l'acqua. Ed è proprio questa, con l’esigenza di maggiore protezione, la richiesta più prestante. Non a caso i capi tribali di Zam Zam camp smentiscono quanto sostenuto dagli esponenti del governo del Sudan che hanno annunciato il rientro di molti profughi nei propri villaggi".
"Nessuno - ha ribadito il presidente di Italians for Darfur - potrà mai tornare nella propria casa se prima non saranno garantite le minime condizioni di sicurezza. Basta parlare con i cooperanti presenti nella provincia di Al Fasher per comprendere che i timori di nuovi attacchi e violenze siano più forti che mai. Nonostante il contingente di Caschi Blu schierato (non del tutto ma solo al 75% dei 26mila uomini previsti) per proteggere la popolazione darfuriana, e chi in questa arida regione del Sudan è arrivato per portare aiuto, contninuano a suseguirsi attacchi ai villaggi, rapimenti e violenze".

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lunedì, agosto 24, 2009

Fotografia: Stuart Price, il Darfur a colori

Villaggio di Kadada, Darfur.

Il fotogiornalista Stuart Price ha vissuto tredici mesi in Darfur, catturandone volti, colori, luci ed ombre. Le foto di Stuart Price continuano a girare il mondo, sulle pagine dei principali canali di informazione di tutto il mondo.
Vi segnaliamo il sito dell'autore, dove è possibile visionarne la galleria fotografica: www.stuartpriceimages.com

Vedi anche: fotogallery Italians for Darfur
Libro: "Volti e colori del Darfur", Ed. Gorée

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lunedì, maggio 19, 2008

Sezze, 23 Maggio: "Darfur, Time Over: quanti morti ancora?"

Stefano Giancola ci presenta il suo viaggio dentro le contraddizioni del Sudan, attraverso il fotoreportage "Immagini dal Sudan". La proiezione avverrà Venerdì 23 maggio, alle ore 18.00 presso il "Sezze MAT spazio teatro", Via S. Carlo 160 a Sezze, nell'ambito dell'incontro ""DARFUR: Time Over. Quanti morti ancora?", organizzato da ITALIANS FOR DARFUR in collaborazione con Matuta Teatro, ass. Ercole. All'evento parteciperanno anche Stefano Cera – autore del libro: “Le sfide della diplomazia internazionale: il conflitto nel Darfur” e Christian Capuani – Il Messaggero.

di Stefano Giancola (IB4D):

Immagini dal Sudan” ovvero, un viaggio dal cuore del Darfur a quello di un paese, Khartoum, sordo ai bisogni delle sue regioni periferiche. Un percorso che termina in un altro nervo scoperto del Sudan, l’area sensibile dell’Hameshkoreb, ai confini con l’Eritrea. Ancora la reiterazione di un copione già visto nel Sud Sudan in cui gli attori, ribelli e forze governative, si affrontano in un’estenuante duello senza che si intraveda la possibilità di un lieto fine. Una rappresentazione però dai risvolti tangibilissimi, quelli in cui la gente comune ricopre la parte della vittima, mera comparsa di un gioco di interessi internazionali inaccessibili ai più.
Così, fra dettagli, primi piani e semplici inquadrature, si susseguono le immagini di accenni di scuole, parvenze di centri sanitari, finzioni di normalità ai bordi dell’esistenza: una lotta quotidiana contro un destino piovuto dal cielo sotto forma di bombe, una reflex puntata sul dolore, sulle flebili speranze per un futuro migliore, più spesso, solo l’aspettativa di un futuro e basta. Quando l’obiettivo sfiora il senso di una tragedia che le parole hanno abbandonato, frazioni di esposizione che congelano sguardi in cui la sofferenza si confonde con la dignità, la provvisorietà con il riscatto: un brulicare di vita che si affanna in sterminati campi profughi, in città deformate dalla promiscuità con la guerra. Vite che non vogliono smettere, abdicare alla propria condizione di esseri umani. Vite che entrano ed escono dal limbo delle TV occidentali per esitare davanti ai nostri occhi: un pezzo di quello stesso mondo distante anni luce dalle sue migliori intenzioni.

Un po’ osservatore disincantato del mondo, un po’ reporter, Stefano Giancola ha fatto del viaggio una condizione di vita, un’estensione mentale - prima ancora che fisica - della propria esistenza. Fisico, ma anche autore di romanzi, raccolte di poesie ed articoli giornalistici, è stato testimone diretto di emergenze umanitarie e problematiche geopolitiche. Ciad, Darfur Sudanese, Eritrea, Zimbabwe e Mozambico sono solo alcuni dei luoghi geografici di una realtà – l’Africa – che Giancola ha percorso in lungo e in largo registrandone sussulti, attese e drammatici epiloghi. La reflex e la biro che sempre l’accompagnano in questo suo andare hanno fermato emozioni e intuizioni di questo continente duro ed ineffabile: un continente senza compromessi, che pure fa del compromesso con la vita la sua giornaliera sopravvivenza.

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venerdì, dicembre 14, 2007

FOTOUP rilancia "Io bloggo per il Darfur": un invito a tutti i fotografi italiani

FotoUp, la rivista telematica del MAM Network, rilancia l'invito di Italians for Darfur ai fotografi, professionisti e appassionati, a questo indirizzo.
On-line, da lunedì, anche sul numero 6 di Witness Journal, il magazine online di reportage fotografici.
MAM network è una realtà che si occupa di informazione e comunicazione sotto diversi punti di vista. Grazie alle esperienze e professionalità dei suoi fondatori la società si occupa infatti di creazione di contenuti, progetti editoriali, marketing e comunicazione d'impresa.

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domenica, novembre 25, 2007

Fly Cat per "Io bloggo per il Darfur": la nuova fotografia di Alessandro Branca


Alessandro Branca ci ha inviato la sua seconda fotografia per "Io Bloggo per il Darfur": il soggetto, che si è prestato alla campagna italiana in favore dei diritti umani in Darfur, è FLY CAT, noto artista della scena Hip Hop a livello italiano e internazionale, da Milano a Los Angeles.

Qui e qui anche le foto di Andrea, il blogger della Bottega di Kit.

Link: www.alessandrobranca.it

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lunedì, novembre 05, 2007

"Io bloggo per il Darfur": il volto e..il blog di chi ha a cuore il Darfur

Spesso non sono sufficienti le parole per denunciare un crimine. Occorre metterci la faccia.

Italian Blogs for Darfur, campagna on-line del movimento italiano per i diritti umani in Darfur, dopo "Una vignetta per il Darfur - diamo colore all'informazione", ha chiesto anche ai fotografi on-line di dedicare una loro creazione al Darfur, interpretando il motto dei bloggers di Italian Blogs for Darfur: "Io bloggo per il Darfur". Gli scrittori della rete cercano in questo modo di colmare il vuoto di informazione lasciato dai media tradizionali italiani, con la speranza che il nostro appello alle maggiori emittenti televisive venga accolto al più presto.
Alessandro Branca, fotografo a Milano dal 1992, è il generoso artefice del primo contributo pervenutoci, pioniere di quella che speriamo diventi una ricca galleria: la foto ritrae la pittrice Jole Noemi Marischi, che ha dipinto per l'occasione la tela inquadrata, che blogga per il Darfur!
Invito tutti i nostri amici e lettori a dare massima distribuzione a questa prima foto, sperando che altri fotografi e artisti e soprattutto i tanti bloggers italiani aderiscano e ci "mettano la faccia".