Il blog di Italians for Darfur

lunedì, settembre 30, 2013

Confindustria incontra il Ministro degli Esteri del Sudan a Roma

Il Sudan è uno dei più estesi Paesi africani, il cui presidente e le principali figure chiave del regime godono da anni delle attenzioni del Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l'umanità. 
E' anche un Paese che gode di grande attenzione per investimenti e interscambio da parte dell'Italia, che si aggiunge ad altri come Cina e Regno Unito. 
Secondo analisti del settore il Sudan si configura come una delle potenziali frontiere dell'espansione imprenditoriale italiana. 
Per questo motivo, Confindustria, in collaborazione con l’Ambasciata del Sudan a Roma ed italiana a Khartoum, tenta di coinvolgere un maggior numero di imprese italiane, in un momento in cui il mercato nazionale langue, e le invita il prossimo 3 ottobre a Roma, alla Country Presentation "The New Sudan: a trading bridge between African and Arab world". 

Come si legge nel comunicato ufficiale, "si tratta della prima presentazione in Italia del nuovo Sudan, cui interverrà il Ministro degli Esteri del Sudan, l'Ambasciatore italiano a Khartoum, l'Ambasciatore del Sudan in Italia, rappresentanti del Ministero degli Esteri assieme a imprese e rappresentanti del mondo imprenditoriale sudanese".



Etichette: , ,

martedì, luglio 16, 2013

Economia sudanese, cresce l'esportazione, si impenna il debito.

L'esportazione di gomma arabica del Sudan è aumentata di 50 mila tonnellate, nel 2012, in continua crescita rispetto agli anni precedenti.

Anche il consumo locale è aumentato del 10%, secondo fonti governative.

In crescita, però, è anche il debito pubblico sudanese, dai 32.6 miliardi di dollari del 2008 ai 45.6 (stimati) nel 2013.

Il Brasile, intanto, ha reso noto che non richiederà gli interessi maturati sull'ammontare del debito di Khartoum.

Etichette: , , ,

mercoledì, aprile 03, 2013

Vola l'export di oro in Sudan: 2,2 miliardi di dollari nel 2012

Dopo l'indipendenza del Sud Sudan, Khartoum cerca nuove soluzioni alla recessione. Poco importa però se le periferie languono, se sanità e scuola sono allo sfascio, gran parte delle spese va alla Difesa e allo sviluppo della capitale.
Il governo punta così a incrementare lo sfruttamento delle risorse minerarie. 
Se nel 2012 l'export dell'oro è arrivato a quota 2,2 miliardi di dollari statunitensi, per il 2013 si punta a superare i 2,5 miliardi, diventando il terzo Paese in Africa per importanza nel settore.

Etichette: , ,

giovedì, marzo 08, 2012

L'Africa si sveglia, ma del Sudan non si sa nulla*

*di L. Sorge (art. pubblicato su MpNews.it) 
La penetrazione di Internet e delle nuove tecnologie post-industriali stanno creando in tutto il mondo nuove forme di economia. L'immediata distribuzione delle informazioni e del denaro permesse da Internet, unite a nuovi modelli di produzione e distribuzione degli oggetti fisici, stanno creando una infrastruttura parallela a quella che ha plasmato il mondo finora -e che sembra in affanno.
Venture Capitalism e Micro Financing, in particolare, sembrano accelerare nel mondo e in particolare nell'Africa nera, quindi sotto al Sahara e sopra al Sud Africa.
L'Africa cresce velocemente: sei delle dieci nazioni a crescita maggiore sono lì, e c'è chi predice che entro il 2020 avrà la più ampia classe media delle macroregioni mondiali. Grande l'apporto tradizionale di capitali esteri, in primis quelli cinesi.
Il flusso di aiuti innovativi per singoli, piccole aziende e innovatori, insieme alle soluzioni per ovviare alla carenza di infrastrutture, è tale da far parlare sempre più spesso di una via africana al rinnovamento.
Il popolo sudanese è però irraggiungibile. Probabilmente questa sorte spetta anche ad altri popoli, ma a me balza all'occhio il Sudan in quanto sono personalmente coinvolto nelle attività dell'associazione Italians for Darfur (il Darfur è una delle macroregioni del Sudan e da quasi dieci anni è scosso da un devastante conflitto interno).
Seguo in prima persona alcune iniziative di microcredito, in particolare Kiva, che non ha voce nella terra dei neri (senso originale del termine “sudan”). Anche se spesso si discute la validità del microcredito, resta sempre un modo di mappare la realtà in modo moderno, on-line e con foto, nomi, città, nazioni, Stati.
Analogamente seguendo alcuni account twitter di imprenditori africani residenti in Africa o altrove, si vede la crescita di un movimento, ma anche in questo caso nessuna delle anime sudanesi viene rappresentata, mentre tutt'intorno -Kenya, Uganda, Ciad, per tacer della Tanzania, c'è movimento.
Se avete segnalazioni su questo argomento, ovvero iniziative di microcredito o venture capital o altro che possa rientrare in questo schema, sarò ben lieto di informarmi e segnalarle. Avvisate la redazione di MPnews - Mondo all'indirizzo esteri.meltinpot[at]gmail.com.
Storicamente si vede un minimo di fusione tra tre realtà: quella locale priva di infrastrutture industriali (autostrade, linee telefoniche fisse, sportelli bancari) quindi ideale per un sistema post-industriale, il sano pragmatismo verticale britannico che voleva unire il Mediterraneo a Capo di Buona Speranza e la democrazia rappresentativa francese che formava élite sulla linea dall'Atlantico al Mar Rosso.
Romanticamente magari un giorno gli emigrati bianchi cercheranno spazio vitale intorno al Sahara, come (noiosamente) ipotizzava qualche anno fa Abdourahman A. Waberi nel romanzo “Gli Stati Uniti d'Africa”.

Etichette: ,