Il blog di Italians for Darfur

martedì, maggio 19, 2015

Il Governo appoggia la condanna a morte del Presidente egiziano Morsi

Il Governo sudanese ha definito la decisione di un tribunale egiziano di condannare il presidente deposto Mohamed Morsi alla pena di morte, come un "affare interno". Sabato scorso, un tribunale de Il Cairo ha condannato a morte Morsi insieme a 105 coimputati con l'accusa di aver partecipato ad un'evasione di massa durante la Primavera Araba del gennaio 2011 in Egitto che rovesciò l'allora presidente Hosni Mubarak.

Il portavoce del ministero degli Esteri sudanese, Ali al-Sadig, ha detto alla stampa che "i processi in corso in Egitto sono una questione interna e il Governo [sudanese] non interferisce negli affari interni di altri Paesi".

La reazione del Governo è in netto contrasto con quella dell'opposizione del Partito del Congresso Popolare (PCP), guidato da Hassan al-Turabi, che ha denunciato la decisione della Corte ed ha avvertito che l'Egitto potrebbe vivere un forte conflitto interno se fossero condannati a morte (definitivamente) Morsi e dei suoi compagni.

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martedì, gennaio 10, 2012

Bashir sotto pressione: aumenta l'inflazione, opposizione all'attacco.

L'indipendenza del Sud Sudan sta già cambiando il modo di vivere nella ricca Khartoum e accende le speranze per una nuova primavera araba nella capitale. In realtà, a parte i proclami del principale oppositore politico di Bashir, Hassan al Turabi, gli esperti escludono vi siano le possibilità, in Sudan, di una ribellione ampia e partecipata come quella realizzatasi in tutto il Nord Africa. 
Ma la tensione sociale, in un Paese in cui già sono vigenti leggi contro la libera informazione, in contrasto con la Costituzione che la sancisce, cresce.
I proventi dalla vendita del greggio che prima giungevano a Khartoum e la abbellivano con palazzi e ristoranti alla moda, ora si fermano, per i due terzi,  in Sud Sudan. Aumenta così l'inflazione e con essa i prezzi dei prodotti di base e di quelli di lusso, inasprendo anche i già difficili rapporti con il nuovo vicino di casa. 
L'uccisione del principale leader ribelle, inoltre, pur segnando un grande successo per le forze governative, riserva in realtà molte incognite, la più temuta delle quali è la riorganizzazione del fronte ribelle in Darfur e Kordofan.
Un'occasione propizia per rilanciare proclami anti-autoritari contro il Presidente dittatore. Ma che a farlo siano  gli stessi che ne hanno partecipato la presa del potere, il movimento islamista di Hassan al Turabi, non dà spazio a molte speranze.

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