Il blog di Italians for Darfur

venerdì, luglio 14, 2017

Il Sudan e gli USA continuano relazioni nonostante ritardo annullamento embargo

Il ritardo della soluzione delle sanzioni permanenti non pregiudica le relazioni ed i contatti tra i due Paesi, ha detto il Ministro degli Esteri sudanese, Ibrahim Ghandour, minimizzando il significato di una decisione presidenziale per sospendere la commissione negoziale.

Washington ha rimandato per altri tre mesi la sua decisione sul definitivo annullamento dell'embargo economico citando la necessità di prendere più tempo per valutare il processo.

In risposta a questa decisione inaspettata, il presidente sudanese Omar al-Bashir ha annunciato il congelamento di tutte le trattative con gli Stati Uniti sulle sanzioni fino al 12 ottobre.

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giovedì, luglio 13, 2017

Rimozione embargo USA rimandato di tre mesi per conferma politiche sui diritti umani

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha organizzato una conferenza stampa per spiegare la decisione di un team di agenzie interinali per estendere il periodo di revisione per la revoca dell'embargo economico sul Sudan per altri tre mesi. Tuttavia, i tre funzionari membri del team di valutazione hanno preferito rimanere anonimi.

Il ritardo di tre mesi è avvenuto dopo una campagna svolta da attivisti per i diritti umani e dai membri del Congresso per mantenere le sanzioni, insistendo sulla violazione dei diritti umani del Governo sudanese. Sebbene ci fossero dubbi sull'impegno di Khartoum sull'accesso umanitario, la pressione è rimasta alta sui diritti umani, in particolare quando gli attivisti hanno sottolineato che le sanzioni del 1997 furono imposte anche contro le cattive politiche sui diritti umani del governo sudanese e non solo per il suo sostegno a gruppi terroristici.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article62981

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martedì, novembre 01, 2016

Khartoum dichiara "ingiusto" il rinnovo delle sanzioni e l'embargo degli Stati Uniti

Il Governo del Sudan ha descritto l'ordine del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama di estendere le sanzioni al Sudan come "ingiusto" dicendo che è incompatibile con il riconoscimento del ruolo di Khartoum nella lotta contro il terrorismo.

Il Sudan è stato sotto sanzioni economiche e commerciali da parte degli USA dal 1997 per la sua presunta connessione alle reti terroristiche e rimane, tuttora, sulla lista degli Stati sponsor del terrorismo.

Lunedì, il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha esteso l'embargo di 19 anni al Sudan per un altro anno, affermando che le azioni e le politiche di Khartoum -che hanno causato queste sanzioni -continuano a rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti.

Tuttavia, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha emesso una dichiarazione separata minimizzando il rinnovo delle sanzioni, sottolineando che si tratta di "una decisione tecnica e parte di una routine e del processo annuale tale da non pregiudicare la capacità del Presidente di prevedere sanzioni in qualsiasi momento nel futuro".

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venerdì, maggio 08, 2015

Human Rights Watch valuta i crimini di guerra da parte del Governo sudanese

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) potrebbe iniziare a considerare gli abusi contro i bambini nel conflitto del Kordofan del Sud come crimini di guerra. Ciò comporterebbe l'imposizione di sanzioni ai responsabili della miserabile sicurezza e situazione umanitaria, secondo quanto riferito da Human Rights Watch (HRW) lo scorso Giovedi.
Il gruppo per i diritti internazionali, che ha studiato l'impatto del conflitto sui bambini, ha sottolineato che gli attacchi del Governo sudanese contro i civili e il rifiuto di accesso agli aiuti umanitari "dovrebbero essere valutati come crimini di guerra".

"Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe verificare i fatti e stabilire un embargo sulle armi nella zona di conflitto. Il Consiglio dovrebbe, inoltre, imporre divieti per viaggiare e il congelamento dei beni nei confronti di persone di entrambe le parti in conflitto che sono, anche, le responsabili per non aver per facilitato la consegna degli aiuti", ha detto HRW nella sua relazione.



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