Il blog di Italians for Darfur

giovedì, febbraio 10, 2011

Il Sudan pronto a uscire dalla lista degli "Stati canaglia"

Ha preso il via a Washington, questa settimana, il processo che porterà il Sudan fuori dalla lista nera degli "Stati canaglia".
Per i prossimi sei mesi, salvo cambiamenti di rotta, l'amministrazione USA rivaluterà l'operato di Khartoum nelle operazioni contro il terrorismo condotte con la CIA, l'agenzia governativa statunitense.
Dal 1993, il Sudan era stato accusato di collaborazionismo con il terrorismo internazionale di stampo islamista, ma nel 1999, proprio l'avvento di Omar Bashir portò il governo di Khartoum ad essere uno dei migliori alleati della CIA contro Al-Quaeda. Bashir, con un colpo di Stato, allontanò il fondamentalista Hassan al Turabi, ancora oggi suo principale rivale e, probabilmente, ispiratore del JEM, il movimento armato ribelle del Darfur, il meno numeroso dei gruppi ribelli ma il meglio armato.
Il Sudan auspica ora che gli Stati Uniti cancellino anche le sanzioni economiche che investono il Paese dal 1997, sanzioni che difficilmente potranno essere però rimosse finchè non si raggiungerà la pace in Darfur.
Pace sempre difficile, in un Paese il cui nemico-amico sembra godere ancora di buoen credenziali.

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mercoledì, maggio 30, 2007

Italians for Darfur: dopo le parole si passi ad atti concreti


Il governo sia promotore in Consiglio Onu per i Diritti umani e all'Unione Europea di sanzioni contro il Sudan

“Apprezziamo l’attenzione che alcuni parlamentari ed esponenti del governo stanno rivolgendo al Darfur, ma ora è necessario passare ad azioni e atti concreti”.
Lo chiede il movimento Italians for Darfur, promotore e organizzatore del primo Global Day per il Darfur in Italia.
“Ci auguriamo che il governo italiano – si legge in una nota - sia promotore in seno al Consiglio Onu per i Diritti umani e presso l'Unione Europea di nuove misure contro il governo sudanese, seguendo la linea di azione del presidente degli Stati Uniti di applicare sanzioni contro le aziende del Sudan, bandite dal sistema finanziario americano”.
Italians for Darfur da tempo chiede alle istituzioni – sottolinea l’associazione – una maggiore incisività del fronte diplomatico internazionale che, al fianco dell’Unione Africana, si interponga tra le parti coinvolte nel conflitto per porre fine a questa tragedia immane che dura ormai da quattro anni. Le forze di pace dell’ONU, che non possono entrare in Sudan fino a quando il governo di Khartoum non darà l’autorizzazione al dispiegamento di un contingente di interposizione, rappresentano l’unica possibilità di garantire la stabilità necessaria per facilitare la risoluzione diplomatica del conflitto e – conclude la nota. per una maggiore sicurezza per la popolazione civile e gli operatori umanitari in Darfur”.

Roma, 30 maggio 2007

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