Il blog di Italians for Darfur

mercoledì, febbraio 28, 2018

L'Unione Africana chiede con insistenza una soluzione del conflitto in Darfur

Il Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione africana (CPS) dell'Unione Africana ha esortato i mediatori a compiere dei progressi per la risoluzione del conflitto del Darfur nei prossimi tre mesi ed ha minacciato di sanzionare coloro che continuano a ostacolare gli sforzi in corso per una pace duratura.

In un incontro tenutosi il 20 febbraio 2018, il CPS si è detto preoccupato per l'"inutilmente prolungato" processo per la pace nel Darfur ed ha chiesto una rapida risoluzione del conflitto che dura da 15 anni.

Il Consiglio ha inoltre sottolineato "la mancanza di impegno da parte dei movimenti armati non firmatari del Darfur" e li ha esortati a impegnarsi in incontri con il Governo sulla base del Documento di Doha per la Pace nel Darfur (DDPD).

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mercoledì, giugno 08, 2016

Il Governo del Sudan non cambierà nessuna parte del Documento di Doha per la Pace in Darfur

Il Governo del Sudan ha detto che il Documento di Doha per la Pace in Darfur (DDPD), non verrà aperto per le trattative ed ha sottolineato che non rivedrà nessuno dei suoi elementi, in quanto il Documento è diventato parte della Costituzione.

Lunedì, il leader dei ribelli del Movimento per la Liberazione del Sudan-Minni Minnawi (SLM-MM) si era incontrato a Doha con il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), guidato da Gibril Ibrahim, e la mediazione del Qatar con i quali aveva discusso la possibilità di aprire il DDPD per la negoziazione.

Dalla riunione è venuto fuori che c'era la possibilità di aprire il Documento e modificare alcune parti che non hanno risolto la situazione in Darfur e nelle zone di guerra. 

Tuttavia, il Presidente dell'Ufficio per la Revisione della Pace in Darfur, Amin Hassan Omer, ha affermato che il Governo non accetterà di rivedere nessuna parte del DDPD, sottolineando che il Documento per la Pace non verrà aperto per la trattativa.

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giovedì, marzo 10, 2016

Un ex comandante del JEM abbandona il gruppo ribelle per appoggiare il DDPD

Un comandante ha lasciato il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) de ha annunciato il suo impegno per il Documento di Doha per la Pace in Darfur (DDPD).

19 combattenti guidati dall'ex comandante del JEM, Mahdi Adam Ismail, sono arrivati nella capitale del Sud Darfur, Nyala, dove hanno annunciato la loro separazione dal gruppo ribelle, dicendo che "hanno optato per la pace dopo i negoziati guidati dai capi tradizionali".

Da Nyala, Ismail ha comunicato ai giornalisti che insieme agli altri combattenti "separatisti" hanno consegnato più di quattro veicoli da combattimento e le loro armi ai servizi di sicurezza in città, in preparazione per l'attuazione delle misure di sicurezza.

La defezione del comandante del JEM è il terzo del suo genere nel gruppo ribelle dopo la firma del DDPD nel luglio 2011. La scissione più importante è stata guidata da Mohamed Bashar e Abdel Karim Dabajo nel 2012 -rispettivamente un ex comandante e colonello.

Un piccolo gruppo guidato da Younis Mansour Arbab si è anche separato dal JEM dopo la sua defezione in una battaglia dell'aprile 2015, quando il suo gruppo aveva ammassato tutte le truppe ed aveva attaccato lo stato del Sud Darfur.

Il portavoce del JEM, Gibril Ibrahim Bilal, ha ammesso la defezione in una dichiarazione estesa ai media, dicendo che Ismail era stato autorizzato a uscire dalla base ribelle con quattro veicoli.



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