Il blog di Italians for Darfur

lunedì, giugno 18, 2012

Allarme dell'OCHA, a rischio malnutrizione 4,7 milioni di persone. "Returnees" picchiati e minacciati.

I dati ufficiali dell'OCHA danno l'idea di quanto sia ancora grave la crisi umanitaria in tutto il Sudan.
Quasi cinque milioni di persone hanno difficoltà a reperire quotidianamente alimenti e beni di prima necessità, a causa dei numerosi fronti aperti tra forze governative e ribelli in Sud Kordofan, Blue Nile e Darfur, della siccità, ma anche a causa dell'inflazione, ormai alle stelle dopo il blocco del greggio ordinato dal Sud verso il Nord del Paese.

Nonostante continui il flusso di sfollati verso le proprie dimore abbandonate durante gli scontri accesi degli ultimi anni in Darfur, molte sono le difficoltà di chi cerca di rientrare.
Agguati e stupri lungo il cammino da parte di bande criminali, ma anche, una volta arrivati, le violenze di chi quelle terre e quelle case abbandonate le ha occupate e non ha intenzione di lasciarle ai legittimi proprietari. E' quanto denunciano gli anziani leaders dei campi profughi nel Darfur occidentale, nei pressi di El Geneina.

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domenica, settembre 12, 2010

Nuovi scontri in Darfur provocano decine di vittime

Tabarat è un villaggio nel Nord Darfur, uno come tanti. Al centro, il mercato. Improvvisamente, uomini armati colpiscono i civili davanti ai bazar, uccidendone almeno 50 e ferendone a decine. E' successo giovedì.
In un altro villaggio del Darfur Occidentale, vicino a Zalingei, altre sei persone risultano morte e 20 ferite al termine di pesanti scontri protrattisi tutta la notte di sabato scorso.
Lo si legge nell'ultimo rapporto dell'UNAMID, la missione di pace congiunta ONU e Unione Africana in Darfur.

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sabato, maggio 01, 2010

Bombe e meningite: in Darfur si continua a morire

Non solo la guerra, imperterrita, chiede ogni giorno il suo tributo di sangue. In Darfur si continua a morire anche per malattia, come accade in questi giorni: la meningite ha causato 120 decessi confermati, di cui 95 a El Geneina, capitale del West Darfur. Si teme un ulteriore ondata di contagi, per la mancanza di assistenza sanitaria, in particolare di vaccini, e per il sovraffollamento dei campi profughi.
Il campo di Kalma, per esempio, ha da poco ricevuto altri 5000 profughi in fuga dalla violenza. Nel Jebel Moon, intanto, i bombardieri sudanesi uccidono 8 persone. Numeri, che nascondono ognuno un nome e una propria storia che non vorremo dimenticare.

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sabato, settembre 05, 2009

Janjaweed: i "diavoli a cavallo" a ElGeneina, Darfur (2006/2007)

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sabato, luglio 25, 2009

Bombardamenti a Jebel Moon e Umm Dkuhumm

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha fatto sapere di essere profondamente preoccupato per l'inarrestabile ondata di violenze che la settimana scorsa ha colpito l'Ovest del Darfur e per le notizie di incursioni ciadiane oltre il confine con il Darfur: aerei ciadiani avrebbero bombardato un'area nei pressi di Umm Dkuhum, dove si presume vi siano sacche di resistenza al governo di Idriss Deby.

Forze aeree sudanesi avrebbero invece bombardato l'area di Jebel Moon, controllata dai ribelli, nel West Darfur.

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mercoledì, giugno 11, 2008

SLM-Unity attacca esercito sudanese: paura di nuovi scontri anche lungo i confini del Darfur

E' pesante il bilancio dello scontro avvenuto pochi giorni fa, nel primo fine settimana di giugno, in una regione remota del Darfur, tra i ribelli dello SLM-Unity e l'esercito sudanese. Ai telefoni della Reuters, Abu Bakr Kadu, il comandante del movimento, ha raccontato che un battaglione sudanese sarebbe caduto in una imboscata nei pressi della città di Um Keddada, nel Nord Darfur, riportando 157 morti, 14 secondo il governo. Sette i ribelli dispersi.
L'UNAMID ha confermato gli scontri nei pressi di El-Fasher nello stesso giorno. Lo SLM-Unity aveva annunciato nuovi attacchi nelle aree limitrofe del Darfur e minaccia un nuovo attacco alla capitale, dopo quello "suicida" del JEM. Sono sempre di più, tra i civili e i ribelli del Darfur, a pensare che l'unica via di uscita alla crisi siano le armi, in aumento anche nei campi profughi e lungo i confini.

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sabato, maggio 24, 2008

Peacekeepers nigeriani attaccati da milizie armate

Le Nazioni Unite hanno denunciato un grave attacco alle forze di pace nigeriane dell'UNAMID, la missione ONU-UA in Darfur, nei pressi della città di Geneina, West Darfur. L'agguato, che non ha fortunatamente provocato alcuna vittima, è stato teso mercoledì scorso da almeno 60 uomini a cavallo, ben armati e che vestivano l'uniforme sudanese, dopo che il convoglio era stato costretto a fermarsi per un posto di blocco. E' il quinto attacco importante ai caschi blu dell' ONU e dell'Unione Africana da quando è stato formalizzato il dispiegamento del contingente di pace, ancora incompleto: delle 26.000 unità solo 9.000, di cui 7.000 dell'Unione Africana, sono presenti in Darfur, male armate e con scarsi mezzi di trasporto.

Leggi: "Janjaweed", tesi inviataci da Julie Anderson*, ambasciatrice per il Regno Unito di STAND e ricercatrice di Waging Peace a Londra.

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mercoledì, marzo 12, 2008

JEM: Karthoum tinge i carri armati del colore dell'UNAMID

Giunge alla redazione del blog della campagna on-line di Italians for Darfur, il nuovo comunicato del Justice Equality Movement (JEM), che accusa l'esercito sudanese di aver colorato di bianco almeno nove carri armati, in palese violazione delle normative internazionali umanitarie. Sarebbero stati avvistati vicino a El-Fasher, Darfur. Il Sudan non sarebbe nuovo ad atti del genere: non molti mesi fa Amnesty International denunciò il bombardamento di alcune aree del Darfur ad opera di aerei dell'aviazione sudanese che portavano le insegne delle Nazioni Unite.
L'operazione - continua il comunicato - sarebbe condotta in parallelo a un ingente movimento di truppe dallo Stato del Nord (Shimalya) e da Geneina per attaccare Jebel Moon nel Darfur occidentale.

E' di pochi giorni fa, invece, la notizia dell'accordo di cooperazione militare siglato dai ministri della Difesa sudanese e iraniano, l'8 marzo scorso a Karthoum.

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