Il blog di Italians for Darfur

martedì, gennaio 29, 2013

Si chiude l' "International Fair of Khartoum". Berlino e Roma a caccia di affari

Si è conclusa la 30° edizione della Fiera Internazionale del Commercio, svoltasi dal 14 al 21 gennaio a Khartoum, capitale del Sudan.
All'evento, che si propone di trattare ogni anno un percorso di accordi commerciali e investimenti in Sudan di partners internazionali, hanno partecipato 18 delegazioni nazionali.

Per l'Europa, hanno presenziato Italia, Germania, Austria e Olanda.

Nel frattempo, si è consumato su suolo tedesco, a Berlino, un discutibile forum su investimenti in Sudan.

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martedì, novembre 13, 2012

Cooperazione e investimenti italiani in Sudan

 di Mauro Annarumma per Mpnews.it
 L'Italia è tra i Paesi più generosi in termini di donazioni per il Sudan. Ma lo è anche negli scambi più propriamente commerciali e negli investimenti, dai quali molti di quei fondi derivano.
...continua su Mpnews.it


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domenica, marzo 21, 2010

L'economia sudanese continua a crescere, mentre in Sud Sudan si temono incursioni del Lord's Resistence Army

Un centro che cresce, tante periferie che muoiono nell'emarginazione di uno Stato che non le riconosce: è quanto abbiamo scritto più volte sul Sudan.
In questi giorni, mentre nel Sud Sudan si temono aggressioni e incursioni da parte del Lord's Resistence Army di Joseph Kony, che secondo l'intelligence centrafricana si nasconderebbe proprio nella regione sudanese e in Darfur, in vista delle elezioni di aprile, il governo sudanese ha annunciato di aver firmato un contratto di dieci miliardi di dollari con la francese Solar Euromed per l'installazione di pannelli solari in tutto il Paese e di aver segnato un nuovo record nella produzione di gomma arabica, 49.000 tonnelate per un valore di oltre 75 milioni di dollari. Il Sudan è il primo produttore al mondo di gomma arabica, con quasi l'80% della produzione dei Paesi arabi ed africani, e viene raccolta proprio nelle periferie del Paese, Kordofan e Darfur. Un quarto della produzione viene acquistata dagli Stati Uniti.
M.A.

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martedì, agosto 11, 2009

Um-Al-Tyor-Al-Akad: l'ennesimo simbolo di un Sudan bifronte.

Ieri 10 agosto, il Presidente sudanese Al Bashir ha inaugurato il nuovo ponte Um-Al-Tiyor- Al-Akad Bridge nello River Nile State, lungo 857 metri e costato 37 milioni di dollari. Il ponte rientra nel progetto Merowe Dam, che prevede, come ha anticipato alla stampa il Governatore dello River Nile State (Nahr Al-Nil), Ahmed Magzoub, lo sviluppo di tre città industriali, tra cui Al-Nil City, che costerà 125 milioni di dollari.
Un Paese a due marce, insomma, il cui centro cresce a rtimo delle potenze emergenti, mentre le periferie muoiono per fame, soggiogate dall'inganno della guerra e dalla discriminazione politica e culturale della minoranza al potere.

Nello stesso giorno, l'agenzia di stampa delle Nazioni Unite ha comunicato, magra consolazione, l'arrivo in Darfur di 38 poliziotti ugandesi, che entreranno a far parte del contingente ibrido della missione ONU-UA in Darfur (UNAMID). Con il contributo ugandese, la forza di polizia può ora schierare sul territorio circa 2.140 poliziotti, il 50% di quelli previsti in organico.

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martedì, luglio 28, 2009

Boom dell'export italiano in Sudan: +52% nel 2008.

"Gli scontri in atto tra insorti locali e truppe governative nel Darfur, che da circa quattro anni funestano le regioni occidentali del Paese, hanno causato un ingente numero di sfollati. Trattandosi, tuttavia, di aree caratterizzate da estreme povertà e arretratezza, la crisi non ha inciso in modo determinante sull'importante crescita economica registrata dall'economia sudanese negli ultimi anni. Resta fermo, ovviamente, che allorché sarà trovata una soluzione ai problemi del Darfur, obiettivo per il quale la comunità internazionale è fortemente impegnata, le prospettive economiche in Sudan potranno registrare un ulteriore miglioramento."
pdl 2252 (27/2/09)


Secondo il nuovo rapporto ICE del 2008, "dall’analisi dei dati dell’interscambio gennaio-dicembre 2008 [tra Italia e Sudan, ndr] rispetto allo stesso periodo del 2007 si registra una netta crescita delle nostre esportazioni pari al 52% (da 169,9 a 258,2 milioni di euro)".
Abbiamo più volte videnziato nel blog di Italians for Darfur (leggi Bashir a Roma 2007, APS, rapporto ICE 2007) come gli interessi economici tra il nostro Paese e il Sudan siano stati sempre considerevoli.
Simone Aversano, fondatore e animatore del blog "Il fresco profumo di libertà', ci segnala inoltre il progetto di legge n° 2252, assegnato alla III Commissione Affari esteri il 16 marzo 2009, che intende ratificare l' "Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Sudan sulla promozione e reciproca protezione degli investimenti, con Protocollo, fatto a Khartoum il 19 novembre 2005", con l'obiettivo di agevolare e incentivare gli scambi commerciali tra i due Paesi. Viste le finalità, il disegno di legge non fa menzione della portata umanitaria del conflitto in Darfur, limitandosi a valutarne l' impatto sullo sviluppo del Sudan e sulla qualità dei possibili rapporti bilaterali di natura economica Italia-Sudan.

Una scelta in linea con il purismo tecnico del ddl, ma che mette in luce, nella sua disarmante asetticità, la fredda e spietata logica del mercato dinanzi a catastrofi umanitarie come quella del Darfur.


Approfondisci: leggi il rapporto ICE 2008 sul Sudan


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sabato, gennaio 17, 2009

14 Gennaio: Incontro Italia-Sudan alla Farnesina

E' passato in silenzio l'incontro tra il Ministro degli Esteri Frattini e il consigliere personale del Presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir, Nafie Ali Nafie, alla Farnesina il 14 gennaio scorso. Oltre a trattare la questione del Sud Sudan e del Darfur, per il quale è stato ribadito il sostegno alla missione UNAMID, " hanno convenuto sull'opportunita' di rafforzare i rapporti economico-commerciali, anche attraverso una maggiore presenza di imprese italiane nell'economia del Sudan, in questi anni in forte crescita, con particolare riguardo ai settori dell'agricoltura e delle infrastrutture'(ASCA)".

Approfondisci i rapporti economici tra Italia e Sudan

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Respinta la lettera delle ONG al Global Compact

Il direttore del Global Compact, Georg Kell, respinge al mittente la denuncia delle oltre ottanta ONG del mondo, tra cui Italians for Darfur, contro l’adesione del colosso petrolifero cinese PetroChina, accusato di complicità nello sterminio perpetuato in Darfur. Il Global Compact è una iniziativa delle Nazioni Unite per il monitoraggio della responsabilità sociale delle imprese.

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lunedì, novembre 24, 2008

Tracce italiane sulla sabbia di Port Sudan.

"APS feels the need to propose a kind of business able to run together with the universal sense of Ethics and Respect for Human Rights"
APS Engineering


Khartoum assomiglia sempre di più alle capitali dell'Est. Lo scrivono i cronisti asiatici, incantati dagli alberghi di lusso, dai ponti sempre più numerosi che uniscono le rive del Nilo, dalle mandrie di Toyota e di veicoli a tre ruote, detti "risciò" che corrono su strade nuove e sempre più larghe. Non compare, in questi articoli entusiasti, il dramma del Darfur, la cui gente è ridotta alla fame e vessata quotidianamente dalle violenze della guerra.

Nel panorama mondiale, poche sono state le iniziative economiche atte a riequilibrare questa grave e lampante prevaricazione delle periferie, economica e culturale insieme. Mentre gli Stati Uniti impongono pesanti dazi alle compagnie che volessero instaurare rapporti commerciali con il regime sudanese, Cina, Russia e in misura minore, ma riguardevole, l'Europa, continuano a intrattenere con esso politiche bilaterali di sviluppo. In quest'ottica, sebbene crescano gli scambi commerciali anche italiani con il Sudan, alcune delle opere iniziate pochi ani fa sono costrette a essere ridimensionate per l'impennata delle spese di realizzazione. Sarebbe dovuto essere completato nel 2009, ad esempio, il complesso di lavorazione del greggio a Port Sudan, fiore all'occhiello della ingegneria italiana in Sudan, rappresentata dalla APS Egineering dell'Ing. Antonio Quadrato, con sede a Roma, firmataria quest'anno di un contratto da 585 milioni di dollari per il giacimento di gas a South Pars in IRAN. L'APS, che aveva vinto la gara di appalto con un contratto da 70 milioni di dollari nel 2005, ne ha curato la progettazione e ne ha assistito la realizzazione. Obiettivo era di raddoppiare l'esportazione di greggio del Sudan e aumentarne la capacità di raffinazione, ma ad oggi è più che raddoppiato il costo della realizzazione, salito da 2 a 5 miliardi di dollari. L'Ing. Quadrato auspicava inoltre, al microfono del cronista Muriel Mirak-Weissbach di Global Research a marzo di quest'anno, di poter presto istruire ingegneri sudanesi nelle strutture in Italia, affinchè potessero acquisire il know-how necessario per risultare presto totalmente autosufficienti.

Anche sul fronte dell'agricoltura, l'impegno italiano non sembra essere stato da meno: Bruno Calzia, dal maggio 2006 consigliere economico del ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro per il governo Prodi, nominato per il triennio 2007-2009 nel comitato esecutivo dell’ICE, alludeva alla famigerata visita del Presidente sudanese Al-BAshir a Roma, lo scorso autunno, a garazia dell'impegno italiano per lo sviluppo della produzione agricola sudanese (fonte: Global research).

Leggi anche:
Un morto e sei feriti per una scodella di sorgo in Darfur. Ma Khartoum si fa ricca con petrolio e cereali.


Nota: le informazioni ivi contenute sone tratte da fonti pubbliche on-line e ad esse si rimanda per ulteriori approfondimenti.




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