Il blog di Italians for Darfur

mercoledì, giugno 01, 2016

Il Governo del Sudan rimpatria centinaia di eritrei

Human Rights Watch (HRW) ha detto che, il mese scorso, il Governo del Sudan ha riportato centinaia di eritrei nel loro Paese dove potrebbero subire gravi violazioni dei propri diritti da parte del regime che è stato riconosciuto estremamente repressivo, .

In un nuovo rapporto pubblicato lunedì, l'organizzazione dei diritti umani, ha sottolineato che il Sudan ha deportato almeno 442 eritrei, tra cui sei persone registrate come rifugiati.

Le autorità sudanesi hanno iniziato questo mese ad arrestare i rifugiati eritrei che risiedono nella capitale Khartoum intercettandone centinaia che viaggiavano verso la Libia, nel tentativo di raggiungere l'Europa.

Secondo l'agenzia dell'ONU per i rifugiati, UNHCR, le autorità sudanesi hanno arrestato 377 persone il 6 maggio nella città di confine sudanese di Dongola mentre tentavano di arrivare in Libia.

Tra di essi c'erano 313 eritrei, di cui sei erano già registrati come rifugiati in Sudan, e sono stati tutti processati e condannati per "ingresso illegale" in Sudan. Le autorità sudanesi li hanno deportati tutti: tra di essi c'erano dei bambini.

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venerdì, maggio 29, 2015

Gruppi ribelli riuniti per la protezione dei bambini in Darfur

Giovedì, i gruppi principali di ribelli del Darfur hanno convenuto sulla necessità di esercitare maggiori sforzi per proteggere i bambini nelle zone di conflitto e di rispettare le norme internazionali esistenti. I leader del Movimento Giustizia ed Uguaglianza (JEM), il Movimento di Liberazione del Sudan-Abdel Wahid al-Nur (SLM/AW) ed il Movimento di Liberazione del Sudan-Minni Minnawi (SLM/MM) si sono impegnati al termine di una riunione tenutasi in Austria, a Stadtschlaining, il 27-28 maggio.

Come parti in conflitto riconosciamo che "abbiamo anche la responsabilità per la protezione dei bambini in Darfur/Sudan. Pertanto, ci impegniamo di continuare a compiere ogni sforzo necessario per impedire ai membri dei nostri movimenti di perpetrare eventuali gravi violazioni contro i bambini".

"Con la presente rinnoviamo il nostro impegno a rispettare gli standard legali internazionali applicabili e le norme, tra cui le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sui Bambini ed i Conflitti Armati".

Alla riunione hanno partecipato i leader dei tre gruppi ribelli Gibril Ibrahim per JEM, Abdel Wahid al-Nur e Minni Minnawi per i gruppi SLM.

L'incontro è stato organizzato dal Centro Studi Austriaco per la Pace e la Risoluzione dei Conflitti (ASPR) in coordinamento con la Missione Congiunta delle Nazioni Unite-Unione Africana per il Darfur (UNAMID) ed il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini e i Conflitti Armati (SRSG-CAAC) .

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lunedì, dicembre 10, 2012

E' realtà il ponte aereo da Nyala alla clinica di Khartoum: cure a bambini gravemente malati

"Vi segnalo questa mail di conferma della partenza dei bambini di Nyala, che saranno ricoverati per cure urgenti a Khartoum. Se volete comprendere fino in fondo cosa mi abbia spinta a mettere su tutta questa operazione leggetela. Le parole di Latifa, l'operatore Onu che ci aiuterà ad assistere i bambini fino all'arrivo a Khartoum possono farvi capire quanto la situazione a Nyala sia disperata e perchè ci stiamo impegnando tanto per questi bambini."

-Antonella Napoli, Presidente Italians for Darfur ONLUS




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martedì, novembre 29, 2011

Salvi tre minori condannati a morte grazie a nostro appello

Ma la conferma della sentenza capitale per altri sette ragazzi attenua gioia


La sentenza della Corte suprema per i crimini in Darfur, che ieri ha condannato a morte sette persone, svigorisce la gioia per il riconoscimento della minore età di tre imputati che non saranno giustiziati. Grazie al vostro sostegno, Italians for Darfur, organizzazione promotrice della campagna di sensibilizzazione per il Sudan e dell'appello che ha raccolto oltre 20mila firme per chiedere la sospensione della pena capitale per quattro bambini soldato imprigionati nello stesso luogo di detenzione degli adulti e trattati come tali, è riuscita a salvare tre vite.

L'attenzione mediatica sollevata sul caso ci ha permesso di ottenere che i minori fossero sottoposti a una visita medica per verificare la loro età. Sia l'ex ambasciatore sudanese Deng, sia un funzionario governativo a Khartoum, avevano garantito che il nostro appello non sarebbe rimasto inascoltato e che nessun minore sarebbe stato condannato. Con la petizione chiedevamo che i presunti minori, giudicati tra l'altro come gli imputati adulti sulla base di prove ingiuste e non attendibili, venisse effettuato un esame in grado di stabilire se si trattasse di individui con meno di 18 anni. Ma, dopo l'esito del test, solo tre sono stati dichiarati non condannabili.

Non possiamo che essere felici per Idriss Adam Abbaker, Ibrahim Shareef Youssif e Abdelrazig Daoud Abdessed, scampati al boia. Resta però la delusione e il rammarico per gli altri imputati di questo processo, ribelli del Movimento di Giustizia ed Uguaglianza, condannati nonostante il Tribunale speciale di Nyala non avesse acquisito alcuna prove certa che avessero partecipato a un attacco che era costato la vita a decine di militari sudanesi. Gli elementi in possesso dell'accusa erano parziali e gli avvocati difensori avevano da subito denunciato che ai loro assistiti era stato negato il diritto a un giusto processo e avevano impugnato la prima sentenza.

Con la conferma del verdetto da parte della Corte suprema di Al Fasher, Altayib Mohammed Yagoub, Abdelgasim Abdallah Abubaker, Hassan Ishag Abdallah, Adam Altoum Adam, Mohammed Adam Hasballah ed Alsadig Abbakar Yahya non hanno più speranze e subiranno la peggiore delle condanne: l'impiccagione.

Antonella Napoli,

presidente di Italians for Darfur

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giovedì, agosto 11, 2011

Bambini depressi e con gravi disturbi post traumatici, sono i figli del Darfur

Oltre il 75 per cento dei bambini intervistati nei campi profughi in Darfur soffrirebbe di Disturbo post-traumatico da stress, e circa il 38 per cento di Depressione. È quanto emerge da una indagine scientifica pubblicata su The Lancet ad agosto.

Bambini e bambine vengono continuamente rapiti, violentati, uccisi, nei campi profughi sudanesi e nel vicino Chad. Molti vengono prematuramente separati dai genitori, e nn ricevono istruzione e cure medichd

Hanno ferite profonde,ma che nn si vedono: i bambini del Darfur hanno perso forse il sorriso.Noi non vogliamo per.dere la speranza.

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martedì, maggio 25, 2010

Misteriosa febbre uccide centinaia di bambini a Nyala

Non se ne comprende l'origine, ma la febbre che imperversa nei campi di Nyala, Sud Darfur, continua a uccidere centinaia di bambini, nel giro di sole 48 ore.
Ciò che più preoccupa è che dai due ai tre nuovi nati condividono lo stesso letto in ospedale, data la scarsità di spazio e strutture adatte, aumentando il rischio di contagio tra infanti, condizione aggravata dalle alte temperature e dall'uso di acqua spesso non potabile. In soli tre mesi, da Marzo a Maggio, il numero di bambini infettato è salito a 988.
Nyala ha chiesto l'intervento delle organizzazioni internazionali per l'identificazione del patogeno.

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lunedì, marzo 03, 2008

Centinaia di migliaia di bambini del Darfur non vanno a scuola

Nairobi "La metà di tutti i bambini della regione del Darfur, circa 650.000, non riceve una formazione scolastica, malgrado gli sforzi delle varie organizzazioni per fornire l'istruzione negli accampamenti e nelle città in tutta la regione occidentale". Ciò è quanto dichiarato dalle ONG internazionale . "L'istruzione è la base per avere società economicamente sostenibili e più pacifiche. Ma la comunità internazionale è stata restia a costituire e finanziare la scuola in situazioni di conflitto", ha dichiarato Charles MacCormack, presidente di Save the Children - Stati Uniti il 27 febbraio, aggiungendo: "Questa è pura miopia". Solo in Darfur ci sono, ogni anno, 200.000 bambini in età scolare, di cui 22.440 sono stati assistiti da Save the Children in 42 scuole negli accampamenti e nelle città.
"Non possiamo permetterci di aspettare, per iniziare a programmare l'istruzione, che cessi la violenza, e le famiglie possano tornare a casa", ha detto MacCormack. "Che cosa sarebbe dei bambini, il cui tempo di imparare è questo?"
Invitando le nazioni donatrici a fornire più assistenza per l'istruzione nelle zone di conflitto, la ONG ha detto chiaramente che gli attuali livelli di sostegno non sono riusciti a soddisfare tutte le esigenze.Nel Darfur, Save the Children ha aperto nuove scuole per migliaia di bambini, molti dei quali non l'hanno potuta frequentare per anni. Da ottobre 2005 ha supervisionato il ripristino o la costruzione di 250 aule, 35 uffici e 231 latrine. Inoltre è essenziale che ci sia la distribuzione di materiali per l’apprendimento, soprattutto quaderni, matite, gomme, lavagne, gesso, scrivanie, sedie e altro materiale didattico di vitale importanza. Ed occorre anche sviluppare programmi di formazione per genitori, insegnanti e associazioni su una serie di argomenti, tra cui la scuola elementare di gestione e di leadership, la protezione dei bambini, delle scuole, la preparazione alle emergenze e il valore dell'istruzione.
L'istruzione è fondamentale per proteggere i bambini durante i conflitti e nella ricostruzione delle nazioni. Si tratta di una necessità vitale per alleviare la povertà e ridurre i rischi di conflitto perpetuo, aiutando a gettare le basi per la crescita personale, lo sviluppo economico e la stabilità politica.
Tuttavia, nel Darfur ed in altre zone di conflitto l'istruzione è spesso una delle prime vittime. Si chiudono le scuole e gli insegnanti fuggono o sono assunti nel contesto militare; e nelle zone più critiche, la scuola perde il finanziamento. Questo mette a rischio i bambini, rendendoli obiettivi più facili per il reclutamento come bambini-soldati o nello sfruttamento di manodopera a basso costo. Inoltre aumenta la loro vulnerabilità a traffici illegali e abusi

Fonte. Nota stampa Save the Children del 28.02.2008 Trad. Giulia Fresca per Ib4D

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mercoledì, febbraio 27, 2008

UNICEF: centinaia di bambini scomparsi in West Darfur

Il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, l UNICEF, ha denunciato la scomparsa di centinaia di bambini tra i 12 e i 18 anni, soprattutto maschi, dopo gli attacchi governativi delle settimane scorsa nel Darfur Occidentale, che sono costati la vita anche a un operatore della Croce Rossa.

Circa 30.000 civili hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni in fiamme (il 60% delle case nella città di Abu Suroji) e i morti si contano a centinaia, 600 nei soli ultimi dieci giorni. I nuovi attacchi non possono che aggravare il tasso di malnutrizione in Darfur, nonostante gli aiuti umanitari che spesso vengono dirottati dagli uffici governativi che fanno da intermediari tra le ONG e gli sfollati.
Si ringrazia Isabel per la segnalazione.



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