Il blog di Italians for Darfur

domenica, ottobre 02, 2011

Khartoum: stop alle ingerenze straniere.

Continuano gli scontri nel Nilo Azzurro e nel Sud Kordofan, tra forze governative e ribelli del Sudan People Liberation Movement del Nord, mentre è negato l'accesso nell'area alle ONG internazionali. Anche le Nazioni Unite non possono raggiungere la regione del Nilo Azzurro, dalla quale sono fuggite circa 100 mila persone nelle ultime settimane. Khartoum, che pochi giorni fa aveva ospitato il leader iraniano Ahmadinejad, ha ribadito che non ammetterà interferenze internazionali nel confronto con il Sud Sudan e gli altri fronti aperti nel Paese.

Tensioni anche ad Abyei, a seguito della permanenza delle truppe governative del Nord nonostante il precedente trattato di non belligeranza nella città contesa.

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lunedì, giugno 27, 2011

Oltre 4 mila militari etiopi pronti a schierarsi tra Nord e Sud del Sudan

4.200 militari etiopi sono pronti a schierarsi ad Abyei sulla base dell'accordo stipulato il 20 giugno scorso tra il governo sudanese e il Sudan People Liberation Movement, dopo l'inasprirsi delle tensioni e degli scontri nella città contesa.
L'ISFA, ovvero la "Interim Security Force for Abyei", sostituirà così i militari dei due stati sudanesi (il Sud Sudan diventerà ufficialmente indipendente il 9 luglio prossimo) e dovrebbe garantire la transizione verso una nuova risoluzione sullo stato di una delle aree più ricche di greggio del Sudan.

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lunedì, maggio 23, 2011

Khartoum assedia Abyei. " E' un atto di guerra"

"E' un atto di guerra". Così Il governo del Sud Sudan definisce il nuovo attacco ad Abyei, la città contesa che sorge su un mare di petrolio. Due giorni di bombardamenti e colpi di mortaio, secondo quanto riferisce The Guardian, hanno costretto la popolazione a fuggire dalla città.
Anche la base delle Nazioni Unite sarebbe stata colpita dai mortai delle truppe di Khartoum, circa 5000 soldati asserragliati contro la città. E' il primo duro attacco dalla dichiarazione di indipendenza del Sud Sudan, deciso con un referendum. Ammassamenti di truppe e mezzi erano già stati svelati dalle immagini satellitari di Google, mesi fa.Fonti governative confermano l'operazione, come atto di rappresaglia per l'uccisione di 22 governativi la settimana scorsa. Unanime la condanna internazionale.

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mercoledì, marzo 09, 2011

Allarme Abyei: 20.000 in fuga

Senza acqua e cibo, 20 mila civili fuggono da Abyei, la città d'oro (nero) contesa tra Nord e Sud del Sudan.
Dalla settimana scorsa, denunciano le Nazioni Unite, infuriano gli scontri tra opposte fazioni. La popolazione, metà di quella totale, si è rifugiata a 40 Km di distanza, ad Agok.

Leggi: Google e ONG svelano i movimenti delle truppe di Khartoum

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venerdì, gennaio 28, 2011

Immagine satellitare svela movimenti delle truppe sudanesi al confine con Abyei

Enough Project e Not on Our Watch hanno reso pubbliche alcune immagini via satellite dell'assembramento di truppe sudanesi, autoveicoli armati, artiglieria mobile, elicotteri da trasporto, lungo i confini con il Sud, nella regione del Sud Kordofan e di Abyei, ricchissima di greggio e contesa da un decennio dal Nord e dal Sud del Paese.

Le immagini sono state riprese dal satellite commerciale della DigitalGlobe, nell'ambito di un progetto nominato “Satellite Sentinel Project” (SSP), lanciato durante l'attesa del referendum sull'indipendenza del Sud Sudan, dal 11 al 15 gennaio scorso. L'iniziativa è stata patrocinata, tra gli altri, anche da George Clooney e da Google.

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giovedì, settembre 02, 2010

SPLM: Khartoum finanzia l'insediamento di nomadi arabi nel Sud Sudan in vista del referendum

Il portavoce del Sudan People Liberation Movement, Yasir Arman, ha riferito oggi ai microfoni di Reuters che il National Congress Party starebbe finanziando l'insediamento di popolazioni nomadi Arabe nel nord della regione di Abyei, nella zona più critica al confine tra Nord e Sud Sudan, per modificare il peso demografico del voto refrendario del 9 gennaio prossimo sull'indipendenza del Sud Sudan.

La regione di Abyei, per la sua ricchezza di greggio, è tra le regioni da sempre più contese tra Nord e Sud del Paese.

Anche l'International Crisis Group avrebbe osservato dislocazioni di forze militarizzate lungo i confini, auspicando l'aumento dei controlli del contingente delle Nazioni Unite, sempre più criticate per i costi e le lentezze burocratiche, a fronte di risultati poco confortanti sul piano della sicurezza nella regione.

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mercoledì, giugno 04, 2008

Sudan - Aggiornamento International Crisis Group - Maggio 2008

Nel corso del mese due attacchi hanno ulteriormente peggiorato le relazioni tra Nord e Sud e la giá delicata situazione in Darfur. Nella zona di Abyei (parte meridionale del Sud Kordofan e ricca di petrolio), non distante dal confine con il Darfur del Sud, il 14 maggio sono iniziati pesanti combattimenti tra l’esercito regolare del Sudan e le truppe del Sudan meridionale (SPLA/M); almeno 21 persone sono rimaste uccise e 100.000 almeno i rifugiati. Come conseguenza, il partito del Sud (il Sudan People’s Liberation Army/Movement) si è ritirato dai colloqui di pace coordinati dagli Stati Uniti. Il 15 maggio, Salva Kiir é stato nuovamente eletto a capo del partito. Il 2 maggio, a causa di un incidente aereo (che ha visto la morte di 23 persone), è morto il ministro della difesa del Sudan meridionale e consigliere del Presidente Bashir; Kiir ha parlato di guasto al motore.
Altro fatto di rilievo è l’attacco delle forse del JEM (Justice and Equality Movement) a Khartoum il 10 e 11 maggio; è la prima volta che un movimento di opposizione del Darfur si rende protagonista di un attacco al centro del potere in Sudan. Si contano oltre 200 morti. Il leader del movimento, Khalil Ibrahim, ha promesso che questo “e solo l’inizio”, cercando appoggi all’interno delle forze di sicurezza nel paese e nelle universitá, Agli attacchi ha fatto seguito un giro di vite da parte del governo, che ha portato all’arresto di oltre 300 persone, tra cui anche il leader dell’opposizione, Hassan al-Turabi, ex ideologo del regime di Bashir e vicino ad Ibrahim. Turabi è stato successivamente rilasciato.
In seguito agli attacchi, si sono interrotte le relazioni tra Sudan e Chad, in quanto Khartoum accusa il presidente del Chad di fornire appoggio al JEM. La fazione del Sudan Liberation Movement, detto SLM-Unity, alla fine di maggio ha annunciato di voler dare appoggio alle iniziative del JEM, per portare ulteriori attacchi.
Nel frattempo, continuano i raid aerei del forze regolari di Khartoum che, nel nord del Darfur, il 4 maggio hanno prodotto almeno 13 morti; il governo ha inoltre bloccato gli aiuti alla popolazione vittima degli attacchi.
Militari della missione congiunta ONU/UA UNAMID hanno subito un’imboscata il 21 maggio e sono stati disarmati da 60 non meglio identificati uomini armati nel Darfur occidentale. Un peacekeeper ugandese è stato trovato morto, ucciso da colpi di arma da fuoco, ad El-Fasher il 28 maggio.
Rappresentanti dei cinque paesi membri del Consiglio di Sicurezza ONU hanno infine intrapreso una missione in alcuni paesi zona di conflitto in Africa; per quanto riguarda il Sudan l’obiettivo è quello di sollecitare il presidente Bashir e Salva Kiir al pieno rispetto dell’accordo del gennaio 2005.
Fonte Crisis watch, International Crisis Group, n. 58, 1 giugno 2008 : testo tradotto da Stefano Cera per IB4D

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