Il blog di Italians for Darfur

lunedì, marzo 11, 2013

Il Sudan e il Sud Sudan ritireranno truppe dal confine

Fonti ufficiali del governo sudanese hanno reso noto ieri che Sudan e Sud Sudan hanno siglato ad Addis Ababa, venerdì scorso, un accordo di non belligeranza sulla zona cuscinetto tra i due Stati. 

Il ritiro delle truppe sudanesi è iniziato ieri e continuerà per una settimana. 

L'accordo è stato raggiunto dopo giorni di tensioni e scontri militari tra i due Paesi, culminato nel bombardamento aereo della città di Jau.

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lunedì, giugno 04, 2012

Microcredito in Sud Sudan

Hai la possibilità di dare un piccolo prestito, anche di soli 25 $, a Munduru, 25 anni, del Sud Sudan, per permetterle di aprire un negozio di scarpe. 

Puoi aiutare anche Ibrahim,33 anni e Muhamad,32 anni, del Sud Sudan con un micro prestito. Bastano anche solo 25$.
Vi terremo informati su eventuali altre occasioni in Sudan e Sud Sudan.

E' un progetto di microcredito, con le garanzie di Kiva, la piattoforma mondiale sul web di microloans.

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mercoledì, aprile 18, 2012

Si intensificano i bombardamenti nello stato di Unity, Sud Sudan. Cresce allarme "guerra".

E' dura la condanna della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite per l'ultimo massiccio bombardamento che ha causato la morte e il ferimento di numersoi civili lungo i confini tra Nord e Sud del Sudan.
Le aree più colpite sono Mayom e Bentiu, nello stato di Unity, battute dagli Antonov e dai MIG sudanesi. 
La tensione resta sempre molto alta lungo tutti confini tra i due Paesi, che si contendono lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi di cui queste aree sono ricche, e si teme una rapida escalation degli scontri armati tra i due fronti. 
Una nuova guerra farebbe ripiombare i due Paesi nell'incubo durato 22 anni e conclusosi, formalmente, solo nel 2005 con il Comprehensive Peace Agreement.
L'UNMISS, i cui campi base sono anch'essi coinvolti indirettamente dagli scontri, ha messo a disposizione alcuni velivoli per lo sgombero dei civili feriti.

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giovedì, febbraio 16, 2012

Juba: Antonov sudanesi bombardano il Sud Sudan.

Gli Antonov di Khartoum avrebbero violato i cieli del Sud Sudan, domenica scorsa, bombardando l'area di Jau, secondo quanto riferito da fonti sud sudanesi ai microfoni della AFP
Non sarebbe il primo bombardamento nelle aree di confine, ricche di petrolio, nonostante il patto di non aggressione siglato pochi giorni fa ad Addis Abeba tra i due Stati.
La tensione tra i due governi continua a crescere: dalla sua separazione, Khartoum soffre del mancato introito dei proventi della vendita del greggio del Sud Sudan.

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sabato, gennaio 14, 2012

Il Sud Sudan si arma. A stelle e strisce.

Saranno le aziende statunitensi ad armare l'esercito sud sudanese, dopo la modifica delle regole di embargo politiche ed economiche degli USA nei confronti di Khartoum, in favore del neonato Stato africano.

Un passo, a firma Obama, che "rafforzerà la sicurezza degli Stati Uniti e promuoverà la pace nel mondo" (cit. Reuters).

La Cina e la Russia, principali fornitori del Sudan, apriranno la stagione dei saldi?

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sabato, gennaio 17, 2009

Nuovi bombardamenti nel Sud Darfur

Le Nazioni Unite denunciano nuovi bombardamenti ad opera dell'aeronautica militare sudanese (SAF) in diverse località del Sud Darfur, nell'area di Muhajeria, il 13 gennaio scorso. Immediata la condanna del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.

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sabato, settembre 20, 2008

2 - I "missionari" di Mile

Mile è un villaggio situato tra Greda, capoluogo dell'etnia Tama, e Iriba, città zaghawa kobè controllata dal sultano Haggar. Rispetto a Kolungo, Mile è a quindici km più a nord, più o meno a metà del viaggio tra Kolongo e Tolòn. Questa è la tipica distanza tra due villaggi profughi vicini, ovvero 15-20 km.

Mile vuol dire “sale” in arabo, ma non sembra che qui intorno ci siano saline

In questo campo ci sono circa cinquantamila profughi

Quando sono arrivato al campo, il primo segno dell'Europa ad accogliermi è stato il cartello dell'Unicef. Solo il cartello, però, perché del personale non è rimasto nessuno.
La situazione era difficile e gli ultimi erano partiti il 5 giugno, circa due settimane prima del mio arrivo. Nei campi non ho mai visto neanche un europeo e la motivazione ufficiale era la mancanza di sicurezza. I profughi mi hanno detto che il vero problema non era la sicurezza, ma la lotta tra le popolazioni locali e le organizzazioni politiche per la divisione del cibo che veniva portato con i camion. Il personale europeo si è trasferito a N'djamena e Abeche, città più grandi della zona. Lì è ospitato anche il personale europeo di Medici Senza Frontiere, l'unica organizzazione che ogni tanto manda del personale medico nel campo di Mile.


Nell'ospedale qualcuno dorme in un letto, qualcun altro per terra.

Ho parlato molto con il mio amico Mahammud Annur Hamet, medico che lavora con Medici Senza Frontiere. La farmacia non è molto fornita, anzi ci sono pochissimi medicinali, ma lì devono bastare. L'unica medicina necessaria ad essere terminata è quella del flacone a sinistra nella foto, tenuto sul vassoio. “Se MSF non torna entro un mese qui ci sarà un grande problema”, mi ha detto, “soprattutto per i bambini gravi che rischiano seriamente di morire”. Ho contato i bimbi tenuti in degenza con le madri ed erano venticinque.


Sono rimasto cinque giorni in questo campo e l'ho girato angolo per angolo, parlando persona per persona. Io sono del Darfur e basta; tutti i darfuriani sono il mio popolo.

Un grande problema dell'Africa è l'Aids. In Darfur questa terribile malattia praticamente non esiste, ma in Chad c'è e quindi i medici tengono la situazione sotto controllo. In ogni campo c'è un gruppo di volontari che fanno prevenzione; molti di loro sono studenti o maestri sudanesi, molti anche da Khartoum, le cui famiglie sono state cacciate dalle loro terre e per le quali i giovani s'impegnano in quest'opera. Vanno famiglia per famiglia a informare, chiedere, visitare; si occupano molto anche degli anziani e delle persone sole, che più difficilmente si spostano per andare all'ospedale in caso di malessere e che spesso sono vittime di demenza o pazzia.

A questi giovani volontari, l'Unicef ha dato un certo numero di libretti d'una trentina di pagine scritte in francese con alcune foto a colori. Sempre loro, questi veri e propri missionari, si occupano anche dei ragazzi tra i 15 e i 18 anni, che non andando più a scuola sono liberi di girare per il campo e facili prede del reclutamento da parte di organizzazioni militari. Questo è un problema particolarmente sentito nei campi profughi, come ho già detto a proposito della scuola di Kolungo.

Una scena che ho visto ripetersi in quei giorni e che farebbe inorridire un europeo è il trasporto delle donne che stanno per partorire. Non ci sono strade vere e proprie e non ci sono ambulanze né automobili, ma solo carretti ad assale rigido trainati dai buoi. Il carro arriva sul posto guidato dalle urla e la donna viene posta di peso sul carro, che quindi di sobbalzo in buca va lentamente verso l'ospedale.


(c) Copyright 2008 Suliman Ahmed Hamed

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sabato, maggio 24, 2008

Sale la tensione anche in Sud Sudan: 50.000 in fuga da Abyei

L'ONU esprime preoccupazione per gli scontri tra l' Esercito di liberazione del Sud Sudan (SPLA) e le Forze Armate Sudanesi (SAF), iniziati il 14 maggio, nella città di Abyei, South Kordofan, centro di un'area di confine contesa dal 2005 per la ricchezza di petrolio nel sottosuolo.
La città, secondo quanto stabilito dai protocolli di Abyei, parte del Comprensive Peace Agreement del 2005, è considerata storicamente il ponte tra Nord e Sud Sudan, ma continua ad essere contesa tra le due parti a causa del grande giacimento di petrolio della regione, nonostante i termini del protocollo siano ufficialmente condivisi. Anche dopo il nuovo accordo di cessate-il-fuoco del 16 maggio, che stabiliva l'allontanamento delle forze regolari dal centro alla periferia, gli scontri sono continuati, causando la fuga di 50.000 civili. Secondo le forze ribelli dello SPLA Khartoum avrebbe disatteso i termini dell'accordo.

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lunedì, gennaio 28, 2008

A proposito di Emma McHune

Katy, a proposito del post su "Emmanuel Jal..", ci ha scritto:

Una Nota: Emma McHune e' stata sposata con Riek Machar, uno dei comandanti durante la lunga guerra civile che e' durata 22 tra il Sud e il Nord Sudan (l'accordo di pace e' stato firmato nel 2005). Riek Machar e' adesso il vice presidente del Sud Sudan. Emma era una grande sostenitrice del movimento e dubito che abbia trovato troppo da ridire sul arruolamento dei bambini (si puo leggere di piu su di lei nel libro "La Guerra di Emma" scritto da Deborah Scroggins e publicato in Italia da ALET). Sicuramente non ci sono dubbi che sia nel Nord che nel Sud Sudan sono stati reclutati molti bambini per le forze armate. E' comunque importante non confondere il reclutamento fatto da questi, con la pratica di rapire i bambini per farli diventare soldati che ha avuto luogo nel vicino Uganda da parte del LRA (Lords Resistance Army).

Nella mia esperienza in Sud Sudan ho trovato che i ragazzi che ora hanno 26/27 anni sono estremamente fieri di aver potuto combattere in una guerra contro coloro che cercavano di opprimerli e prendere il controllo delle loro risorse naturali.

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giovedì, gennaio 24, 2008

Emmanuel Jal, dalla guerra in Sudan alla hit parade.

Lui è Emmanuel Jal, sudanese.
Le sue canzoni sono un tributo agli schiavi che sono stati frustati, picchiati, uccisi e stuprati. Attraverso le sue canzoni, sullo sfondo il pensiero di Martin Luther King, Ghandi, Nelson Mandela e Gesù Cristo, i figli degli schiavi possono parlare.
Non sa bene quanti anni ha, Emmanuel Jal, forse 27, e arriva dal Sud Sudan.
All'età di sette anni circa è stato portato in Etiopia per imparare a leggere e scrivere, insieme ad altri 30.000 bambini. Poi l'amara sorpresa: l'arruolamento come bambino soldato, nella guerra tra Nord e Sud del Sudan. Scappa, ma non riesce a raggiungere la propria casa. Incontra però Emma McCune, un'operatrice umanitaria, che lo adotta e lo traferisce clandestinamente in una scuola del Kenya. Un anno dopo, Emma muore in un incidente.
Emmanuel scopre il canto per sfuggire alla depressione e si esercita in chiesa. All'età di 20 anni, incomincia il suo cammino di successo nella musica, dapprima in Kenya, poi all'estero, fino a registrare una delle colonne sonore del film "Blood Diamond".
A breve uscirà il suo nuovo disco: "War Child".



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giovedì, ottobre 25, 2007

Darfur: il JEM apre il fronte della guerra contro il petrolio

Il JEM (Justice Equality Movement) ha attaccato il Blocco 4 di un impianto petrolifero della Greater Nile Petroleum Operating Company (GNPOC), nella regione del Kordofan, in Sudan, adiacente al Darfur.
Ai microfoni della Reuters, Abdel Aziz el-Nur Ashr, comandante del movimento Giustizia e Eguaglianza ha lanciato un monito alla Cina:"Questo è un messaggio alla Cina e alle compagnie petrolifere cinesi, che devono smettere di aiutare il governo nella guerra in Darfur". Secondo il Jem, tutte le armi usate per gli attacchi contro i villaggi e i ribelli in Darfur sono acquistate con i proventi della vendita del petrolio alla Cina: se le compagnie petrolifere non abbandoneranno il Paese entro una settimana e il governo sudanese non riconoscerà piena dignità politica al Darfur, gli attacchi continueranno in tutto il Sudan.

A sinistra, mappa delle concessioni per lo sfruttamento e la lavorazione del petrolio, aggiornata all' agosto 2007 (©ECOS)
Oltre alle compagnie cinesi e sudanesi e alla Petronas della Malaysia, presente anche la francese TOTAL (area azzurra in basso a destra; clicca sulla mappa ingrandire). Tra le aziende italiane al soldo delle compagnie petrolifere in Sudan, figurano solo l'italiana Bentini SpA , cha ha lavorato per la cinese PETRODAR tra il 2004 e il 2006, per la costruzione di sei stazioni di pompaggio a Melut Basin, nel Sud Est del Paese. La SARAS fondata da Angelo Moratti avrebbe invece acquistato dal Sudan il greggio (Nile Blend, cit. pag. 22, Gennaio 2007) per la lavorazione successiva nella raffineria a Sarroch, in Sardegna. E' ancora in corso l'attività dei tecnici della APS Engeneering di Roma a Port Sudan.

Continua intanto la campagna internazionale lanciata da una coalizione di associazioni per il Darfur, tra cui Italians for Darfur, per spingere la svizzera UBS a ritrattare il sostegno dato alla compagnia petrolifera cinese PetroChina nel lancio di mercato alla Shanghai Stock Exchange. La UBS, per ora, ha affermato di non poter interferire con il lavoro dei propri clienti.

Si ringrazia il blogger 'mazzetta' per la collaborazione nella ricerca delle fonti.

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domenica, ottobre 14, 2007

A rischio trattative di pace del 27 ottobre in Libia: nuove tensioni anche in Sud Sudan.

A pochi giorni dal prossimo negoziato in Libia, 22 ribelli del Darfur sono stati bloccati venerdì dalle forze governative sudanesi mentre si recavano a un summit per trovare una linea comune da presentare il 27 ottobre a Tripoli.
L'incontro era stato organizzato dal direttivo del Sudan People's Liberation Movement (SPLM), ora a capo di un governo semi-autonomo del Sud Darfur, dopo essersi ritirati dal governo unitario del Sudan. Giovedì 11 ottobre le rappresentanze del SPLM hanno infatti lasciato il governo di Karthoum, dopo mesi di tensioni, per il mancato rispetto degli accordi di pace del 2005 (Reuters Africa).

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