Il blog di Italians for Darfur

giovedì, marzo 22, 2018

JEM negano la cattura del loro capo d'intelligence

Le Forze di Supporto Rapido (RSF) del Sudan hanno comunicato di aver catturato il Capo dell'intelligence del Movimento per la Giustizia e l'Eguaglianza (JEM), Salah Abdalla Rahma, ma il Movimento ha negato tale avvenimento.

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale SUNA, il portavoce delle RSF Abdel-Rahman al-Ja'ali ha detto che Rahma è stato catturato insieme ad altri due elementi del JEM vicino alla località di Malha, dopo una lunga operazione nel Nord Darfur.

Egli ha sottolineato che Rahma ed i suoi compagni stavano guidando due veicoli a quattro ruote motrici ed una Toyota Hilux e che due dei ribelli erano riusciti a fuggire.

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lunedì, gennaio 15, 2018

Nuove truppe lungo il confine con l'Eritrea: minacce da Egitto ed Eritrea

Altre truppe della milizia governativa delle Forze di Supporto Rapido (RSF) sono arrivate nello Stato orientale di Kassala .

Dal 5 gennaio, il Sudan ha schierato migliaia di combattenti delle RSF a Kassala al confine con l'Eritrea dopo un decreto presidenziale che ha dichiarato lo Stato di emergenza.

A seguito di ciò, il Sudan ha chiuso il confine con l'Eritrea ed ha dichiarato la mobilitazione popolare a Kassala affermando che lo spiegamento di truppe lungo il confine eritreo è il risultato di minacce militari dall'Eritrea e dall'Egitto contro il Paese.

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martedì, gennaio 09, 2018

Sospetti scontri tra polizia e pastori nel Sud Darfur: 2 agenti uccisi

Lunedì, 2 agenti di polizia sono stati uccisi durante gli scontri a fuoco con dei pastori nella zona di Sergaila, nella contea di Tulus, circa 86 chilometri a sud di Nyala, Capitale dello Stato del Sud Darfur.

Un funzionario del Governo ha dichiarato ai media, in condizione di anonimato, che un residente locale ha notificato alla polizia che pastori armati hanno violato la sua fattoria e minacciato di ucciderlo.

Ha aggiunto che la polizia ha inviato una forza sulla scena dell'incidente, dicendo che i mandanti armati si sono rifiutati di obbedire alle direttive di polizia con la motivazione di appartenere alle Forze di Supporto Rapido (RSF).

"Questi hanno sparato alla polizia uccidendone il comandante ed un altro ufficiale nell'immediato", ha aggiunto il testimone.

Le milizie delle RSF sono state originariamente mobilitate dal Governo sudanese per sedare l'insurrezione scoppiata nella regione dell'Ovest Darfur nel 2003.

L'anno scorso, il Parlamento sudanese ha approvato l'RSF Act che integra le famigerate milizie nell'esercito sudanese e prevede che il suo comandante sia nominato dal Presidente della Repubblica.

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mercoledì, novembre 29, 2017

Nuovi arresti nel Nord Darfur dopo quello del leader Hilal

Un certo numero di persone ha comunicato che le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno condotto un'ingente campagna di arresti contro giovani e uomini a Mistiriyha, quartier generale del leader tribale Musa Hilal, nel Nord Darfur, incarcerato recentemente.

Dopo i pesanti scontri tra la milizia governativa delle RSF e le Forze delle Guardie di Frontiera (BGF) a Mistiriyha, Hilal e tre dei suoi figli insieme a molti dei suoi assistenti erano stati arrestati e trasferiti a Khartoum.

Un residente della suddetta città, Ali Abu Bakr, fuggito dai sanguinosi scontri, ha confermato ai media che martedì le RSF hanno lanciato una vasta campagna di arresti contro uomini e giovani nelle aree intorno a Mistiriyha.

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lunedì, novembre 27, 2017

Le RSF arrestano il leader Hilal Musa

Il Comandante delle Forze di Supporto Rapido (RSF), Mohamed Hamdan Daglo, (noto anche come Hametti), ha confermato l'arresto del leader tribale del Darfur, Musa Hilal, accusandolo di aver partecipato ad una cospirazione straniera contro il Sudan, e tre dei suoi figli.

A causa dell'arresto sono scoppiati grandi scontri tra le RSF e le Forze di Frontiera sotto Hilal (BGF) nel suo quartier generale a Mistiriyha, nello Stato del Nord Darfur.

Nel frattempo, il Governo continuerà l'attuazione della campagna di disarmo per sconfiggere i fuorilegge e che le RSF svolgeranno il loro lavoro per imporre l'autorità dello Stato.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article64111 

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lunedì, novembre 20, 2017

Le RSF accerchiano il QG di Hilal nel Nord Darfur

Il Comandante delle Forze di Supporto Rapido (RSF), Mohamed Hamdan Daglo, ha detto che i suoi combattenti stanno circondando la zona di Saraf Omra, il quartier generale del leader tribale Musa Hilal nello Stato del Nord Darfur.

Lo scorso agosto, le autorità sudanesi hanno lanciato una campagna di disarmo di sei mesi per eliminare le armi illegali nelle aree colpite dal conflitto in Sudan, in particolare nella regione del Darfur.

Il Comitato Superiore per la raccolta di armi e veicoli non regolamentati ha iniziato la fase forzata della campagna in tutti gli stati del Sudan il 15 ottobre.
 
Hilal ha rifiutato di cooperare con la campagna di disarmo ed ha respinto anche la richiesta del Governo di fondere la sua milizia con le guardie di frontiera (BGF) dello RSF.
 

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venerdì, novembre 10, 2017

Raccolta armi: aumenta rischio conflitti

La campagna sulla raccolta di armi in atto nella regione del Darfur contribuisce a portare stabilità nella regione, ma potrebbe anche aumentare il rischio di un confronto armato, in quanto il Governo si rivolge solo ai militanti delle tribù che minacciano l'egemonia del regime.

Dall'inizio dell'operazione di raccolta di armi nei cinque Stati del Darfur e nei tre Stati della vicina Regione del Kordofan, è apparso un conflitto tra le Forze di Sostegno Rapido (RSF) e le Guardie di Frontiera (BGF),
un'altra milizia guidata da il noto leader tribale Mahameed Musa Hilal. Entrambe sono controllate dall'esercito sudanese, ma quest'ultimo rifiuta di essere unito con le prime.

Il gruppo anti-genocidio, con base a Washington, ha avvertito in un rapporto redatto da Suliman Baldo che il Governo, dal lancio della campagna attuale nello scorso agosto, è stato solo motivato dalla sua "sicurezza restrittiva e le considerazioni di sopravvivenza politica".

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lunedì, novembre 06, 2017

RSF schierano più combattenti per la campagna del disarmo in Darfur

Il Comandante delle Forze di Sostegno Rapido (RSF), Mohamed Hamdan Daglo (aka Hametti), ha detto che la sua milizia ha dispiegato "un gran numero" di combattenti per sostenere la campagna di disarmo nel Darfur.

Lo scorso agosto, le autorità sudanesi hanno lanciato una campagna di disarmo dalla dursata di sei mesi per raccogliere le armi illegali presenti nelle zone colpite dal conflitto, in particolare nella regione del Darfur.

Il 15 ottobre, l'Alta Commissione per la Raccolta di Armi e Veicoli non Regolamentati ha avviato la fase forzata della campagna in tutti gli Stati del Sudan.

L'11 ottobre, 10.000 miliziani di RSF sono arrivati nel Nord Darfur per contribuire a stabilire la sicurezza nello Stato e sostenere la fase forzata della campagna di disarmo.
  
Inoltre, lo scorso venerdì 3 novembre, un reggimento blindato di RSF composto da veicoli blindati è arrivato a El-Fasher, nel Nord Darfur, con lo scopo di rafforzare il reggimento già presente sul campo per la raccolta delle armi.

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mercoledì, ottobre 25, 2017

Le RSF attaccano i ribelli nel Nord Darfur

La milizia speciale del Governo sudanese, le Forze di Supporto Rapido (RSF), ha comunicato di aver sconfitto la forza ribelle guidata da Ali Rizkallah che ha tentato di attaccare la città di Kutum, 115 km a nord-ovest di El Fasher, capitale dello stato del Nord Darfur.

Rizkallah (aka Savannah) è un membro della tribù Mahameed che faceva parte delle milizie del Governo ma che si è poi ribellata dopo la decisione di Khartoum dello scorso agosto di fondere la sua milizia nelle RSF, guidate da Mohamed Hamdan Daglo (aka Hametti), un altro membro dello stesso clan.

Mohamed Ali Suleiman, membro della Amministrazione Nativa di Kutum, ha confermato ai media l'arrivo dei combattenti delle RSF su 400 veicoli dopo l'arrivo
nella zona  di "fuorilegge armati" da Kabkabiya.

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giovedì, ottobre 12, 2017

10 mila soldati arrivati per implementare la sicurezza nel Nord Darfur

Il Governatore del Nord Darfur, Abdel Wahid Youssef Nahar, ha accolto con favore l'arrivo di 10.000 miliziani nel suo Stato affermando che contribuirà a stabilire la sicurezza.

Lo stato del Nord Darfur ha, recentemente, assistito ad una recrudescenza di violenza ed al rapimento di operatori umanitari stranieri. Inoltre, lo Stato si prepara a lanciare la seconda fase dell'operazione di raccolta di armi che sarà presto obbligatoria.

Parlando ai 10.000 elementi delle Forze di Sostegno Rapido (RSF) che sono arrivati nella Regione del Kordofan, il governatore Nahar ha dichiarato che la forza lavorerà per sostenere la campagna di raccolta di armi, proteggere il confine ed affrontare i fuorilegge.

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lunedì, maggio 29, 2017

Scoppiano nuovi conflitti nel Nord ed Est Darfur

Domenica è scoppiato un nuovo ciclo di combattimenti tra le forze governative ed il Movimento per la Liberazione del Sudan-Minni Minnawi (SLM-MM) ed il Consiglio di Transizione dello SLM (SLM-TC), portando a nuove perdite da entrambe le parti.

L'esercito sudanese e le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno combattuto per quattro giorni dal 19 al 22 contro lo SLM-MM e lo SLM-TC negli Stati del Nord ed Est Darfur. L'esercito governativo ha ucciso diversi ed importanti comandanti ribelli ed ha arrestato il leader dello SLM-TC ed alcuni suoi comandanti.

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mercoledì, aprile 16, 2014

Alti ufficiali sudanesi denunciano: "Violenze delle Rapid Support Forces ormai intollerabili"

Il Ministro della Difesa sudanese Abdel-Rahim Mohamed Hussein ha incontrato ufficialmente le milizie della Rapid Support Forces (RSF) a El Fasher, capitale del Nord Darfur, lo scorso venerdi 11 aprile. 
Rilanciando la campagna contro i ribelli armati, il ministro ha voluto pregare però le RSF, riferiscono le stesse fonti governative, di adottare un comportamento esemplare dal punto di vista umanitario nei confronti degli ostaggi e dei cittadini del Darfur. 
Negli stessi giorni, il direttore del NISS, i servizi di sicurezza, Mohammed Atta, incontrava alti ufficiali dell'esercito, di origini darfuriane, che protestavano per i crimini, stupri e falcidazioni, commessi ripetutamente dalle RSF in Darfur. Una situazione intollerabile, ancora una volta, come in passato, ai danni dei più deboli del Darfur. 

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