Il blog di Italians for Darfur

mercoledì, gennaio 27, 2016

Lo SPLM-N accusa il Governo di usare il dialogo per i propri scopi

Il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) ha affermato che il regime del presidente Omar al-Bashir propone solo di conservarsi attraverso il processo di dialogo nazionale in corso, ma non ha alcuna reale intenzione di raggiungere la pace e le riforme democratiche in Sudan.

Durante il secondo round di colloqui informali tenutasi a Berlino il 22-23 gennaio, le parti in guerra negli Stati del Nilo Azzurro e Sud Kordofan non sono riuscite ad ottenere alcun progresso nelle questioni in sospeso relative alla fine della guerra, l'accesso umanitario ed il processo per il dialogo nazionale.

Il Segretario Generale dello SPLM-N e Capo del suo gruppo di negoziatori ha detto che è stato usato un carattere informale alle discussioni per spiegare meglio le loro richieste, tra cui: l'accesso umanitario, il dialogo paritario, i nuovi accordi di sicurezza, un esercito nazionale unificato, l'autogoverno per le due aree, la fine della guerra contemporanea nelle due aree e nel Darfur e la relazione tra religione e Stato e Stato di cittadinanza.

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martedì, gennaio 26, 2016

Il Governo e due gruppi ribelli continuano i negoziati informali

Secondo una dichiarazione congiunta rilasciata al termine di un incontro di tre giorni in Etiopia, il Governo del Sudan e due gruppi armati della Regione del Darfur hanno convenuto di proseguire le discussioni informali.

Una delegazione del Governo sudanese guidata dal Capo dell'Ufficio per la pace in Darfur, Amin Hassan Omer, e una delegazione congiunta del Movimento per la Liberazione del Sudan-Minni Minnawi (SLM-MM) ed il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) hanno tenuto una riunione di tre giorni nella città etiope di Debre Zeit, dal 23 al 25 gennaio.

L'incontro è stato organizzato dal Gruppo di Attuazione ad Alto Livello dell'Unione Africana (AUHIP) ed ha visto la partecipazione del Capo di UNAMID, che è anche il Capo Mediatore Congiunto. Il meeting è servito per colmare il divario tra le due parti nel tentativo di raggiungere un accordo umanitario e di cessazione delle ostilità.

In una dichiarazione estesa ai media, le due parti hanno ribadito la loro intenzione e serietà per raggiungere una soluzione negoziata del conflitto che dura ormai da13 anni nella Regione del Darfur.

"Le parti riaffermano la continuità del dialogo attraverso negoziati e incontri informali per sottoscrivere un accordo per il raggiungimento della pace nel Darfur. Questo accordo contribuirà ad attuare una pace sostenibile attraverso la partecipazione al dialogo nazionale", sottolinea una dichiarazione congiunta rilasciata lunedi.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article57810

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martedì, gennaio 05, 2016

Il Governo parla di attacchi esterni nel Nord Darfur

Il Ministro della Difesa del Sudan ha accusato una milizia straniera di aver attacco, lo scorso dicembre, diversi villaggi nel Nord Darfur ed ha negato il coinvolgimento delle forze di Governo.

Il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza-Dabajo (JEM-Dabajo) aveva affermato che 40 veicoli di miliziani avevano attaccato, il 2 dicembre, diversi villaggi nella zona di Anka (nella contea di Kutum nel Nord Darfur) oltre ad aver saccheggiato mandrie di bovini. 

Il Ministro della Difesa, Mohamed Ahmed Ibn Ouf, in risposta ad una domanda su questo attacco, posta da un membro del Parlamento del Partito per la Liberazione e la Giustizia (LJP), Siham Hassan, ha negato che l'attacco era stato effettuato dalle truppe governative.

Ibn Ouf ha comunicato ai legislatori che mercenari provenienti da fuori il Paese si erano scontrati con i soldati della sesta divisione di fanteria, stanziati nella zona di Anka. Egli ha detto che l'attacco aveva causato la morte di un soldato oltre a quattro feriti.


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giovedì, dicembre 24, 2015

Lo SPLM-N propone un "esercito unico del Sudan"

Il Movimento ribelle di Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) ha disposto quattro questioni strategiche durante la recente tornata di colloqui informali con il Governo sudanese, tra cui la formazione di un unico "esercito sudanese professionale".

Lo scorso novembre le due parti in conflitto nel Nilo Azzurro e Sud Kordofan sono riuscite a raggiungere la cessazione delle ostilità e degli accordi di accesso umanitario anche se nei successivi colloqui di cinque giorni sono sorte importanti lacune rispetto alle posizioni delle due parti.

Nel tentativo di colmare il gap, il Pannello di Attuazione di Alto Livello dell'Unione African (AUHIP) ha organizzato tre giorni di colloqui informali tra le due parti dal 16 al 18 dicembre in cui hanno discusso su come superare le loro differenze ed hanno convenuto di riprendere discussioni in gennaio.

Dopo la fine dei colloqui, le due parti hanno espresso la soddisfazione per i colloqui informali, dicendo che aumenta la fiducia.

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venerdì, dicembre 18, 2015

Continuano positivamente i colloqui tra il Governo ed i ribelli

Dopo una riunione informale di tre giorni, il Governo del Sudan ed i ribelli del Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N)  hanno convenuto di riprendere le discussioni al più presto.

Lo scorso novembre le due parti in conflitto nel Nilo Azzurro e Sud Kordofan erano riuscite a raggiungere la cessazione delle ostilità e degli accordi di accesso umanitario, nonostante i colloqui di cinque giorni avevano  mostrato che importanti lacune persistevano fra le due parti.

Nel tentativo di colmare le situazioni lacunose, il Gruppo di Attuazione di Alto Livello dell'Unione Africana (AUHIP) ha organizzato un round di tre giorni di colloqui informali tra le due parti dal 16 ed il 18 dicembre in cui le due parti hanno dibbattuto su come superare le loro differenze.

In una dichiarazione estesa ai media, il Portavoce del gruppo di negoziatori del SPLM-N, Mubarak Ardol, ha sottolineato che il Governo ed i ribelli non sono stati in grado di raggiungere un accordo sulle principali questioni in sospeso.

"Tuttavia hanno preparato le loro posizioni su tali questioni apertamente e seriamente ed hanno deciso di tenere una seconda riunione informale nel più breve tempo possibile per approfondire ulteriori discussioni e consentire ad ogni lato di consultarsi con i propri alleati, al fine di raggiungere la pace globale", ha concluso il Portavoce.

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giovedì, dicembre 10, 2015

Il Sudan precisa il suo impegno per il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario

Il Sottosegretario del Ministero degli Esteri del Sudan, Abdel-Ghani al-Naem, ha sottolineato l'impegno del suo Paese per il Diritto Internazionale Umanitario (IHL) e dei principi su cui si basa.

Al-Naem, prima della 32 ° Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa a Ginevra, ha precisato che il Sudan è uno dei Paesi fondanti l'IHL, indicando tre iniziative lanciate dal presidente Omar al-Bashir per risolvere i conflitti interni ed i problemi riguardanti la migrazione ed i rifugiati.

Il Funzionario del Governo ha detto che la prima iniziativa riguarda il problema della sicurezza alimentare, indicando l'accordo tripartito firmato tra il Sudan, la Germania e il blocco regionale dell'IGAD la scorsa settimana con lo scopo di fornire cibo e opportunità di formazione professionale per i rifugiati e le comunità ospitanti.

Il diplomatico sudanese ha aggiunto che la seconda iniziativa riguarda il dialogo nazionale, dicendo che mira a raggiungere la pace, la stabilità e la riconciliazione nazionale, per porre fine ai conflitti e affrontare le cause all'origine degli spostamenti.

Secondo al-Naem, la terza iniziativa riguarda l'accoglienza di un gran numero di rifugiati dal Sud Sudan e Siria e di trattarli come cittadini sudanesi per quanto riguarda i servizi di istruzione, salute e diritti del lavoro e di movimento.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article57308

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mercoledì, dicembre 09, 2015

Incontro tra il Governo e lo SPLM-N in Etiopia

Tra due giorni si terrà un incontro formale tra il Governo sudanese ed il Movimento per la Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N) nella capitale etiope di Addis Abeba la prossima. L'ufficio dell'Unione Africana ha detto che i colloqui mirano a raggiungere un'intesa importante sulle questioni in sospeso.

Thabo Mbeki, Capo del Gruppo di Esperti di Alto Livello di Attuazione dell'Unione Africana (AUHIP), che è fra gli intermediari dei colloqui di pace per porre fine ai conflitti armati negli Stati del Nilo Azzurro e del Sud Kordofan e della Regione del Darfur, ha sospeso il 10 ° round di negoziati dopo che le due parti avevano espresso la necessità di ulteriori consultazioni sulle questioni in sospeso.

Mbeki aveva detto, poi, che i contatti con le parti sarebbero proseguiti nel tentativo di fissare una nuova data per la ripresa delle trattative.

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giovedì, novembre 19, 2015

Le parti ad Addis Abeba pronte a firmare un accordo

Il Capo Negoziatore del Governo del Sudan si è detto pronto a firmare un accordo umanitario con il Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan-Nord (SPLM-N), prima di un nuovo round di colloqui previsti per Giovedi.

Mercoledì scorso, l'Assistente del Presidente, Ibrahim Mahmoud Hamid, e la sua delegazione sono arrivati ​​alla sede dei negoziati ad Addis Abeba, dopo che i gruppi dei negoziatori dello SPLM-N e del Darfur erano già giunsti in loco. Inoltre, il Capo dell'Ufficio per la Pace del Darfur, Amin Hassan Omer, è arrivato nella Capitale etiope martedì.

Nel suo invito alle delegazioni del Governo e dei ribelli, il Gruppo di Attuazione di Alto Livello dell'Unione Africana ha indicato che le discussioni dell'ordine del giorno verteranno sul raggiungimento di un accordo sulla cessazione delle ostilità nelle Due Aree e nel Darfur e sull'accesso umanitario per i civili nelle zone colpite.
 
In dichiarazioni ufficiali da Addis Abeba, Hamid ha detto che la sua delegazione farà del suo meglio per far si questa tornata di colloqui sia l'ultima, con il fine di porre fine alla sofferenza dei cittadini sudanesi negli Stati del Nilo Azzurro e Sud Kordofan.

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martedì, novembre 17, 2015

Tutto pronto per i colloqui di pace di Addis Abeba

L'Unione Africana (UA) ha detto che Khartoum ed i movimenti ribelli hanno, ufficialmente, approvato di partecipare ai colloqui di Addis Abeba sugli accordi di sicurezza negli stati del Nilo Azzurro e Sud Kordofan e nella regione del Darfur.

Il Capo dell'Ufficio per le Relazioni dell'Unione Africana in Sudan, Mahmoud Kane, ha affermato che Khartoum ha informato l'Unione Africana che il suo gruppo di negoziatori per la questione del Darfur sarà guidato dall'Ufficio del Ministero di Stato per l'Implementazione della Pace in Darfur, Amin Hassan Omer, mentre il consigliere presidenziale Ibrahim Mahmoud Hamid sarà a capo della delegazione per i colloqui nelle Due Aree.

Kane ha, anche, sottolineato che tutti i gruppi in rappresentanza del Darfur ed il Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan/Nord (SPLM-M) hanno nominato i loro team per i negoziati ad eccezione del Movimento di Liberazione del Sudan (SLM-AW), guidato da Abdel-Wahid al-Nur.
 
Lo SLM-AW, che rifiuta di partecipare a qualsiasi negoziato con il Governo dal processo di pace di Abuja, sottolinea che Khartoum dovrebbe garantire la sicurezza ai civili disarmando le sue milizie prima di negoziare un accordo di pace.


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giovedì, ottobre 08, 2015

Il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza nega incontro con il Governo

Il Leader del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), Gibril Ibrahim, ha respinto le notizie di un incontro, avvenuto a Londra, per proseguire il dialogo nazionale con un collaboratore del presidente al-Bashir.

Diversi giornali a Khartoum hanno pubblicato un rapporto nel quale viene affermato che l'assistente presidenziale, Jalal al-Dougair, si sia incontrato recentemente con il leader del JEM a Londra per mettere in atto gli sforzi del Governo con lo scopo di convincere i gruppi ribelli e d'opposizione a partecipare al processo politico interno.

Rispetto al tema, Ibrahim ha negato l'incontro dicendo che non visita Londra da più di tre anni dopo l'ultimo viaggio avvenuto nel luglio 2012.

"Può essere che mi abbia incontrato nei suoi incubi. Non ho incontrato al-Dougair e non lo incontrerò", ha affermato Gibril Ibrahim. Il Leader del JEM ha ribadito il suo rifiuto ad aderire alla conferenza nazionale di dialogo che prenderà il via il prossimo sabato dicendo che "è un processo morto senza alcun valore".

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mercoledì, settembre 30, 2015

Il Presidente del Ciad incontrerà rappresentanti del Governo e dei ribelli

Il Presidente del Ciad, Idris Deby, si riunirà mercoledì con una delegazione presidenziale del Governo sudanese e con dei membri dei gruppi ribelli del Darfur per convincere quest'ultimi a partecipare al dialogo nazionale.

È stato confermato che l'Assistente presidenziale del Governo, Ibrahim Mahmoud Hamid, il Ministro degli Affari di Gabinetto, Ahmed Saad Omer, ed il Ministro della Sanità, Bahar Idris Abu Garda, saranno presenti domani nella Capitale del Ciad, N'djamena, per l'incontro con il presidente Idris Deby.

Per quanto riguarda i gruppi ribelli, il leader del Movimento di Liberazione del Sudan
(SLM-MM), Minni Minnawi, il leader del Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM), Jibril Ibrahim, oltre ai leader del SLM-Imam, Abu al-Gasim Imam e al -Tahir Hajar giungeranno a N'djamena oggi.

Le due delegazioni si incontreranno di nuovo a N'djamena sabato prossimo per decidere le disposizioni necessarie per coinvolgere i movimenti armati nel dialogo.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article56547 

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venerdì, settembre 18, 2015

Fondamentale la partecipazione al processo di pace dei gruppi ribelli fuori il Sudan

Il Comitato per il Dialogo Nazionale del Sudan, noto come (7+7), ha affermato che la riunione programmata con i gruppi armati presenti fuori del Sudan è "una necessità dettata dall'interesse nazionale e non è un indice di debolezza".

La scorsa settimana, il Comitato ha annunciato la propria disponibilità a tenere una riunione preparatoria di dialogo nazionale ad Addis Abeba con i gruppi ribelli, ma ha sottolineato che in un tale incontro si dovrebbe discutere solo di questioni procedurali relative alla sicurezza dei partecipanti, e non dovrebbe approfondire gli ordini del giorno del dialogo.

Lo scorso agosto, il Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana (AUPSC) ha invitato il Governo e l'opposizione ad un incontro presso la sede dell'Union e Africana per la preparazione di un dialogo nazionale globale, ma il Governo ha rifiutato con veemenza di partecipare alla riunione di pre-dialogo esprimendo il suo rifiuto per il coinvolgimento di intermediari stranieri nel processo.

Il Membro e Portavoce del Comitato, Fadel-Alsid Shuaib, ha annunciato in via semi-ufficiale che le riunioni dei gruppi armati in Francia potrebbero portare a risultati non idonei all'interesse del dialogo.

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venerdì, aprile 17, 2015

Il Sudan ha usato bombe a grappolo sui civili

Human Rights Watch riporta che l'Esercito del Sudan ha utilizzato delle bombe a grappolo su aree civili del Sud del Paese -sulle montagne occupate dai ribelli- negli scorsi mesi di febbraio e marzo. 
L'organizzazione per i Diritti Umani ha affermato questo giovedì, attraverso un comunicato, che dei ricercatori di New York hanno trovato le prove di sei bombe a grappolo durante una visita nel mese di aprile sulle Montagne di Nuba -nello Stato di confine del Kordofan Meridionale. I testimoni hanno riferito alla Delegazione statunitense che dei bombardamenti aerei su due villaggi hanno causato la distruzione di case, nei due mesi precedenti. Rispetto a ciò, l'esercito del Sudan ha negato l'impiego di armi in quella regione nei mesi indicati.
La prova "mostra il totale disinteresse da parte del Governo per il proprio popolo e la vita dei civili", ha dichiarato Daniel Bekele, direttore di Human Rights Watch in Africa. Egli ha esortato il Sudan ad aderire ad un trattato internazionale che vieta l'uso di munizioni a grappolo.

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